Anno 2°
mercoledì, 19 giugno 2013 - Recte agere nihil timere
Ce n'è anche per Cecco a cena
domenica, 13 maggio 2012, 23:38
Reduce da una breve sosta nella capitale, al momento di pagare il conto dell'albergo, chi scrive si è visto chiedere il pagamento, in contanti, di una tassa di soggiorno pari a 18 euro per tre adulti e un bimbo anche se i più piccoli, in realtà, erano due, ma uno superiore ai dieci anni. Due notte, quindi, in un albergo di categoria quattro stelle, hanno fruttato al Comune di Roma una cifra che, se moltiplicata per le migliaia di turisti che, quotidianamente, visitano la capitale, fornisce un'idea di quanto entri nelle casse pubbliche grazie a questo stratagemma che qualcuno, in vena di facili calcoli e ottimismo, vorrebbe estendere a molte altre città turistiche e balneari. Ovviamente, Lucca non fa eccezione e il possibile arrivo, cash, di denaro fresco, sarebbe, per molti politicanti da strapazzo, una manna dal cielo. Ebbene, non ci vuole un'intelligenza, particolarmente, brillante per capire che ciò che è conveniente e, tutto sommato, tollerabile a Roma non può esserlo ovunque a cominciare, proprio, dalle città turistiche della nostra provincia, Versilia e Lucchesia comprese. Qui non servono i balzelli, al contrario sarebbero necessari degli incentivi. Hanno ragioni da vendere i commercianti, i ristoratori e gli albergatori: una tassa di soggiorno penalizzerebbe non poco il turismo. A Pietrasanta il sindaco Lombardi la tassa l'ha già decisa, dal 1 giugno al 30 settembre, poi, però, i soldi che non dovessero entrare nelle tasche degli albergatori non si potranno andare a chiedere né a lui né alla giunta. A Viareggio il sindaco Lunardini vorrebbe istituirla, ma, ora come ora e con la popolarità ai minimi termini, non ha il coraggio di presentarla. Noi riteniamo che applicare la tassa di soggiorno sia un gravissimo errore in un momento di gravissima crisi come questo.
Queste, ad esempio, sono le tariffe della tassa di soggiorno a Roma suddivise per struttura ricettiva:
Campeggi euro 1 a persona per notte max 5 giorni
Agriturismi euro 2 a persona per notte max 10 giorni
B&B euro 2 a persona per notte max 10 giorni
Affittacamere euro 2 a persona per notte max 10 giorni
Case vacanza euro 2 a persona per notte max 10 giorni
Case per ferie euro 2 a persona per notte max 10 giorni
Residence euro 2 a persona per notte max 10 giorni
Alberghi 1, 2, 3 stelle euro 2 a persona per notte max 10 giorni
Alberghi 4,5 stelle euro 3 a persona per notte max 10 giorni
Applicare tariffe del genere anche a Viareggio o in tutta la Versilia o a Lucca e in Lucchesia permetterebbe agli enti pubblici di sperperare ancora denaro proveniente dalle attività private invece di procedere a quei tagli indispensabili per rimettere in piedi la funzionalità e la produttività delle loro economie. La realtà è che si va a cercare i soldi dove ci sono ossia nel privato. Sempre e comunque, ma il pubblico non si tocca mai. Al di là dei servizi sociali essenziali, tutto il resto delle attività statali e parastatali devono obbedire, come tutti gli altri impieghi, ai criteri di un'economia di mercato devono, in altre parole, produrre ricchezza da destinare alla cosa pubblica e non attendere di essere foraggiati da chi, nel privato, rischia in prima persona e, poi, deve mantenere servizi parassitari e inefficienti. L'ente pubblico non deve essere un gendarme né un esattore esoso, ma un soggetto che, parafrasando il diritto, con la diligenza del buon padre di famiglia pensa a soddisfare i bisogni della comunità. Ci si sciacqua la bocca con gli appelli affinché i giovani diano vita a attività imprenditoriali, ma con quali prospettive se non quelle di essere, sistematicamente, taglieggiati con tasse e imposte da far paura? Se vogliamo mettere la tassa di soggiorno, allora, abbandoniamo ogni ipocrisia sulla libera circolazione di merci e persone e torniamo ad applicare dazi e balzelli, ma sul serio, a cominciare dall'importazione dei prodotti provenienti dalla Cina e dall'estremo Oriente. La Cina, ad esempio, impone costi altissimi a chi vuole importare merce dall'Europa e dall'Occidente in genere. Noi, al contrario, ci siamo già calati le mutande da un pezzo.
lunedì, 17 giugno 2013, 20:30
Attenzione! Questo articolo è, volutamente, provocatorio, quindi se ne sconsiglia la lettura agli imbecilli, agli ipocriti, ai politicizzati di destra e di sinistra, agli imbelli, ma, soprattutto, a coloro che hanno occhi ed orecchie foderati di prosciutto (e non bazzone!!!).
giovedì, 13 giugno 2013, 21:38
Per carità, mai e poi mai chi scrive avrebbe immaginato che parlare di prosciutto Bazzone avrebbe suscitato la reazione scomposta di qualcuno, nella fattispecie di un solo produttore di questa perla gastronomica della Garfagnana, il signor Rolando Bellandi da Ghivizzano. Questi si è permesso, sia pure senza essere mai citato...
martedì, 11 giugno 2013, 00:01
Come si fa a desiderare di fare questo mestiere, il giornalista, se non si è mossi, dentro, da una forza interiore che porta a riconoscere, come unico motore, solo e soltanto la ricerca della notizia, qualunque essa sia purché dia fastidio ai potenti di turno? La stragrande maggioranza dei giornalisti...
sabato, 8 giugno 2013, 22:05
Era un po' di tempo che chi scrive aveva voglia di fare una riflessione aperta su un fenomeno gastronomico che sta toccando vertici di eccellenza e di buon gusto, ma che, a onor del vero, ci lascia un po' interdetti.