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Ugo Giurlani, con 33 appartamenti e... una villa, aveva proprio bisogno di quei 2 mila euro?

lunedì, 9 gennaio 2017, 00:33

di aldo grandi

Questione di stile. Ma non solo. Questione di tante altre cose, a cominciare da quelle per cui, da piccoli, da adolescenti, si comprende subito la differenza tra chi possiede e chi, al contrario, non può permetterselo. E' la dura legge del sistema e prima la si apprende, prima si possono affilare gli strumenti necessari a rovesciarne, se non gli assunti, almeno il proprio personale destino. Quando chi scrive ha domandato a Ugo Giurlani, imprenditore, proprietario immobile e terriero, ex dirigente di società partecipate del comune, figlio di uno dei personaggi più influenti della Lucca che, una volta, contava, se era vero che aveva affittato una villa a S. Pietro a Vico agli immigrati, si è sentito rispondere: 'Perché non avrei dovuto?'. Già perché? In fondo basterebbe leggere l'articolo che la collega Ilaria Bonuccelli scrisse su Il Tirreno nel marzo 2012 per capirlo. Nella dichiarazione dei redditi relativa al 2011, il professionista, all'epoca anche dirigente Polis, risultava proprietario o comproprietario di 33 appartamenti, oltre che di una serie di terreni agricoli. Quanto al reddito, esso ammontava a 78 mila 122 euro. Davanti a questi dati, glielo dice il sottoscritto perché, forse, avrebbe potuto e dovuto evitare di accettare i 2 mila euro offertigli dall'associazione di volontariato che si occupa dei clandestini o migranti che dir si voglia. Innanzitutto, ci perdoni: aveva così bisogno di quei soldi al punto ché, altrimenti, non avrebbe saputo come arrivare alla fine del mese? In secondo luogo: ma se uno come lei, non propriamente una persona indigente, affitta una villa disabitata di proprietà con tanto di parco per metterci dentro 14 extracomunitari e portando a casa 24 mila euro l'anno, che cosa dovrebbero fare gli italiani che, invece di 33 appartamenti - immaginiamo molti dei quali affittati altrimenti avrebbe affittato anche quelli per ospitare migranti - hanno una stanzetta in più o una baracchetta in meno?

Per carità. In un Paese dove il Governo premia i Comuni che accolgono gli invasori con 500 euro, non c'è da meravigliarsi se anche i suoi sudditi ci provano in tutti i modi a sfruttare l'emergenza e a mettersi in tasca un po' di denaro. Sporco. Un denaro, è bene dirlo, con cui l'Unione Europea e l'Italia si lavano le coscienze costringendo gli italiani ai quali non hanno nemmeno chiesto il permesso, a una forzata convivenza con gente con cui niente hanno da spartire né, tantomeno, da condividere né sotto il profilo culturale né sotto quello antropologico e religioso. Già, ma vuoi mettere l'uovo oggi invece della solita, putrefatta e mai, comunque, certa gallina domani? Lei, caro dottor Giurlani, che quando gira per il centro storico e ci incontra, proprio l'altra mattina all'uscita di un notissimo ristorante cascandoci quasi addosso, fa finta di non vederci. E sempre lei, altrettanto caro monsieur Giurlanì che, dopo la nostra pubblicazione della notizia, mai smentita, della prefetta Giovanna Cagliostro ospite del suo Bed&Breakfast in piazza San Michele per colpa dei tarli che rodevano il legno dei soffitti del suo alloggio a Palazzo Ducale, si è incazzato come una biscia poiché avrebbe preferito mantenere la notizia nascosta. Un po' la capiamo, che diamine, un minimo di riservatezza soprattutto perché non sta bene che in tempi di crisi e con molti italiani ridotti con le pezze al culo, ci siano alti funzionari che, invece di un normale appartamentino, preferiscano soggiornare, a spese dello Stato e in attesa della detarlizzazione, in strutture così esclusive e costose. 

Come vede, caro Giurlani, ci sono diversi motivi che ci spingono a pensare che, forse, a dirla tutta, avrebbe fatto miglior figura sbattendoci in faccia, se fosse stato vero, che lei, quella villa, disabitata da trent'anni, lasciata lì a marcire, invece di prenderci la modica somma di 2 mila euro per affittarla a 14 ragazzini di colore trasferiti dalla tendopoli perché, altrimenti, in pericolosa promiscuità con gli adulti, l'avesse concessa gratuitamente, per convinzione ancor più che per convenienza. Convinzione che, in un mondo dove siamo tutti diversi, magari ci sta che, ogni tanto, si provi a sembrare tutti eguuali.

No caro Ugo Giurlani, così non va. Lei, a nostro modesto avviso, è libero di fare quel che vuole e nessuno, tantomeno noi, abbiamo alcun diritto di romperle le scatole, ma, per concludere, sia sincero: con 33 appartamenti sulle spalle e sempre ammesso che non ne abbia dati via 32 nel frattempo, davvero aveva bisogno di affittarla quella villa?


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