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Ce n'è anche per Cecco a cena

Pd e Forza Italia partiti salvaladri

sabato, 18 marzo 2017, 08:19

di aldo grandi

Chi scrive lo sa bene. Lo sa da sempre, da quando, giovane virgulto della patria senza armi, disprezzava la classe politica italiana degli anni Ottanta, ispirata al e dal Caf, l'asse Craxi-Andreotti-Forlani, e respirava l'impotenza di una gioventù dove la coscienza della vergogna era direttamente proporzionale al desiderio di vendicarla. Nulla è cambiato da allora. Non è bastata nemmeno Tangentopoli. Questa Repubblica delle Banane ha un parlamento che fa schifo dove non soltanto i suoi componenti fornicano nella ricchezza più sguaiata, ma dove la legge non è uguale per tutti - come blaterano i suoi componenti - se non bastano nemmeno i tre gradi di giudizio e la conseguente condanna per mandare a casa un senatore, Augusto Minzolini, giornalista (puah!), di Forza Italia ed ex direttore del Tg1, accusato di peculato. Come si può, poi, condannare, moralmente, un altro giornalista, il sottoscritto, per avere scritto quello che tutti pensano, ossia che la categoria dei politici, in Italia, andrebbe messa al muro e fucilata - anche se non sempre alla schiena - nella sua stragrande maggioranza e aggiungiamoci il metaforicamente altrimenti ci scappa un'altra denuncia? Ma vi rendete, ci rendiamo conto che siamo ostaggi di una massa di incapaci, di usurpatori, di ipocriti, di privilegiati, di scansafatiche, di una casta che se fossimo un Paese con ancora un minimo di orgoglio assalirebbe come hanno fatto in Romania mettendo a ferro e fuoco la capitale fino a quando non fossero cacciati a calci nel culo? Ma la cosa più incredibile è che il Partito democratico, l'ex partito comunista di Enrico Berlinguer che della questione morale fece una condizione sine qua non per la sua lotta politica, è stato il protagonista della salvezza di questo pseudogiornalista raccomandato e messo dove sta grazie ai giochi politici di sua maestà Berlusconi.

Il Partito democratico che si sciacqua la bocca un giorno sì e l'altro pure con le parole di onestà, trasparenza, solidarietà, accoglienza, è diventato il partito salvaladri per antonomasia. Chiunque delinque, fosse un ladro, uno spacciatore, un truffatore, soprattutto se politico o politicante che è la stessa cosa, può stare tranquillo che troverà nel Pd di Matteo Renzi la sua ancora di salvezza. Riportandoci con il culo per terra e la testa a Lucca, una domanda sorge spontanea: ma se a Roma fanno quello che fanno per giochi di pura geometria incostituzionale, come può un sindaco onesto - al quale noi abbiamo sempre attribuito questa caratteristica - come Alessandro Tambellini schierarsi e presentarsi con la propria faccia agli elettori del Pd? Allora vuol dire che anche per Tambellini, che si vanta di essere persona incorruttibile e trasparente, vale la regola del doppio binario, da scegliere, cioè, a seconda della convenienza e del momento. Caro Alessandro, magari un giorno ci potrai raccontare come hai fatto a ridurti così, ad andare a braccetto con gente che protegge i condannati in Cassazione per appropriazione di soldi pubblici. Già, dimenticavamo che il mestiere dei politicanti di questa sfasciata Repubblica è proprio questo: mettersi in tasca il denaro di tutti proprio perché, essendo di tutti, non è, allo stesso tempo, di nessuno e, quindi, dove sta il reato?

Abbiamo già detto che votare il Movimento 5Stelle, alla luce della schizofrenia di buona parte dei suoi componenti, sarebbe un grosso errore e ce ne dispiace perché le istanze, spesso, sono condivisbili, ma è il comportamento dissociato che genera paura di affidarsi a gente che un giorno va a destra, l'altro a sinistra, l'altro sta fermo e, magari, alla fine, torna indietro. 

Piuttosto che votare Tambellini e il Pd, lo abbiamo promesso, venderemmo l'anima al diavolo. Una parola a parte merita il partito, o quel che resta, di Forza Italia (perdonateci, ma siamo colpiti da un improvviso conato di vomito), un coacervo di residuati più o meno bellici che sta tentando, disperatamente, di riconquistarsi un minimo di verginità pur sapendo benissimo che non soltanto si tratta di una impresa impossibile, ma che di gente con l'anello al naso disposta a credere alle favole non ce n'è più, almeno lo speriamo e, soprattutto, a Lucca. Ce ne dispiace per i Marchetti e i Mallegni, ma votare Forza Italia - già prima impresa ai limiti della demenza - dopo quello che hanno combinato in aula facendo assolvere Minzolini e, poco prima, aiutando il ministro Lotti (Pd) accusato di avere rivelato, come il generale dell'Arma Del Sotto che ancora sta, vergognosamente, al suo posto, a salvarsi il deretano, non ci pensiamo nemmeno lontanamente. 

Che fare, quindi? Certo, abbiamo già consigliato i nostri lettori a non votare 5Stelle, Forza Italia e, soprattutto, Pd. Qualcuno potrebbe obiettare che a Lucca votare queste tre componenti non è come votarli a Roma, ma sappiamo benissimo che gli eletti a queste latitudini farebbero il possibile e anche lì'impossibile per piazzare il fondoschiena sui banchi di Montecitorio o di Palazzo Madama. 

Il rischio, concreto, è di essere presi da una depressione progressiva e finire per rinunciare alla speranza. E restarsene a casa come ha fatto l'autore di queste righe fino alla scelta di andare a votare non per qualcuno o per qualcosa, ma contro qualcuno e quel qualcuno era Matteo Renzi e il partito che incarna. E' un po' come, in genere nell'età delle grandi decisioni, ci si sente chiedere cosa si vuole fare da grandi. Bene, nell'attesa di individuare con precisione e consapevolmente ciò che si vuole fare nella e della propria vita, è già tanto riuscire a sapere che cosa non si vuole, indiscutibilmente, fare.

Andiamo per esclusione, quindi, senza perdere di vista Roma pur stando a Lucca perché sappiamo bene che i politici di casa nostra sono, fino a prova contraria, servi sciocchi del Potere. Fino, appunto, a prova contraria e noi aspettiamo, con ansia, di assistere a qualche prova contraria prima di appoggiare questo o quel candidato a sindaco.  


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