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Ce n'è anche per Cecco a cena

Caro Giorgio che schifo che fai...

domenica, 18 giugno 2017, 12:26

di aldo grandi

Mai avrebbe pensato, questo scribacchino di provincia, di dover appellarsi al vecchio amico e sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro in questo modo. Ma, onestamente, non riesce, il sottoscritto, a trovarne di migliori e più adatti alla bisogna. Nella vita si può essere tutto e il contrario di tutto, ma c'è un limite imposto dalla decenza oltreché dalla dignità e questi due concetti, alla luce di ciò che ha scelto di fare il sindaco di Viareggio - ma è proprio sindaco di questa disgraziata città? - sembrano essere lontani anni luce dalla concezione dell'ex sindaco capannorotto. Del Ghingaro, durante i suoi due mandati a Capannori, più volte è entrato in conflitto, addirittura, in guerra con comunicati non inviati e maltrattamenti sul quotidiano La Nazione, con Remo Santini, ex cronista ed ex caposervizio della redazione lucchese. Antipatia allo stato puro da parte di un uomo, Del Ghingaro, che ha sempre mal sopportato le critiche figuriamoci le campagne di stampa a suo sfavore. Così, adesso, gli è capitata l'occasione di vendicarsi anche se siamo convinti che si tratta solo di una coincidenza. Del Ghingaro ha annunciato che, al ballottaggio del 25 giugno, voterà Alessandro Tambellini.

Il sindaco di Viareggio, infatti, vive e lavora a Lucca ed è anche stato iscritto alla sezione Pd del centro storico prima di essere emarginato, esiliato, umiliato e, al termine, sbattuto fuori. Ma tutto ciò non gli è bastato per venire via dal partito degli ex comunisti nel quale ha militato con tanto fervore. Ha vinto a Viareggio ed è sceso in guerra con il locale Pd, in particolare con l'ex commissario Giuseppe Dati attuale segretario Pd Versilia e con il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto. Ha scelto di stare accanto a Enrico Rossi, il gauleiter comunista della Regione Toscana, abbracciandone in toto posizione e convinzioni. Venti giorni fa, visto che su Lucca non c'era stata trippa per gatti, si è incontrato a Firenze, nella sede regionale del Pd, con Dario Parrini - quello, per capirci, che ci denunciò all'ordine dei giornalisti di Roma e che prima o poi avremo occasione di ringraziare personalmente - Stefano Bruzzesi e Antonio Mazzeo, altri due dirigenti regionali del partito di Matteo Renzi - quello che volevamo fucilare, metaforicamente, alla schiena - Obiettivo dell'incontro, trattare la propria benevola astensione sul fronte lucchese in cambio dell'astensione del Pd e di Dati a rompere i coglioni su Viareggio.

Peccato, però, che Dati, su Viareggio, ha continuato a romperli, gli attributi, un giorno sì e l'altro pure, con comunicati che massacrano regolarmente e sistematicamente l'operato di Del Ghingaro. "Ma io sono uomo di parola - ha detto - e i patti firmati li rispetto".

Già, al punto che, poiché Marcucci e i maggiorenti del Pd hanno la strizza al culo e paura di perdere, ha accettato di scendere direttamente in campo nell'agone politico lucchese non solo e non tanto dichiarando sul suo profilo facebook di votare Alessandro Tambellini, ma di volerlo annunciare erga omnes con una conferenza stampa prevista per domattina alle 12 all'hotel Celide a Lucca. 

La paura fa novanta in casa Tambellini e Giorgio Del Ghingaro torna buono alla bisogna. Giorgione ha detto che lui si ispira ai principi dell'accoglienza e lo sanno bene a Viareggio, dove proprio ieri due maghrebini si sono accoltellati in piazza Dante - vedere le immagini - sotto gli occhi di tutti quelli che non li chiudono perché foderati di prosciutto. La sua teoria dell'accoglienza è, né più né meno, quella del Pd, della Sinistra, dei centri sociali, degli antagonisti, del Pensiero Unico, di tutti coloro che mirano, attraverso alla sostituzione etnica in corso, a stravolgere l'identità nazionale di un popolo senza nemmeno chiedergli il permesso. L'arroganza del potere Pd, di questa massa di comunisti che andrebbero estirpati come il peggiore dei tumori, si arroga il diritto di decidere per il futuro di generazioni intere piazzando loro alle costole milioni di musulmani, di africani, di asiatici con tradizioni, usi e costumi diversi dai nostri, lontani anni luce dalla nostra Storia e, in particolare, dalla nostra Memoria.

Vogliono ucciderci, questa è la sola verità e noi non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo permetterlo. La scelta non è tra libertà e fascismo, ma tra il diritto alla sopravvivenza e la rinuncia a vivere. Una volta, in Polonia, qualcuno ebbe a dire che con la Germania nazista i polacchi avrebbero perso il loro corpo, con la Russia comunista, la loro anima. 

Noi che il corpo, grazie ai Renzi, agli Alfano, alle Boldrini, alle Boschi, ai Gentiloni, lo abbiamo già compromesso, mai e poi mai rinunceremo a difendere la nostra anima dai nipotini di Stalin. Quanto a Del Ghingaro, si occupi più di Viareggio e meno di Lucca, più della sua gente e meno del partito dove spera di rientrare.

Che schifo che fai caro Giorgio...


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