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Ce n'è anche per Cecco a cena

Svegliatevi!

giovedì, 10 agosto 2017, 18:33

di aldo grandi

No, tranquilli. Non siamo testimoni di Geova intenti a distribuire la rivista che porta lo stesso nome di questo titolo di questa ennesima rubrica che grida disperata nella solitudine della notte. Testimoni, quello, forse sì, ma della devastazione che stiamo vivendo. 

Adesso tutti sembrano essersene accorti. Lucca è avvolta nel suo immobilismo mentre questa giunta di incapaci e di bradipi sta lasciando che la città diventi preda di degrado, sporcizia, microcriminalità, clandestini a go-go. Se si pensa che l'articolo sull'africano arrestato dai carabinieri in via Fillungo, in un giorno, ha totalizzato quasi 18 mila visualizzazioni, si ha un'idea di quale sia, ormai, il grado di insofferenza che la maggior parte degli italiani, quelli veri, quelli che hanno ancora non un nazionalismo esasperato, ma un briciolo di orgoglio e di dignità, prova di fronte a questa invasione programmata e a questa sostituzione etnica sistematica e scientemente allestita dagli organismi sovranazionali e dai sostenitori della globalizzazione tout court. L'extracomunitario che aveva scagliato due biciclette contro la gente in mezzo alla strada è stato rimesso subito in libertà da una magistratura che non rappresenta più nessuno tranne se stessa. Questa notte una banda di quattro bastardelli minorenni albanesi è stata fermata da una pattuglia di carabinieri che, mentre gli alti ufficiali dell'Arma - vedi il comandante generale Del Sette indagato per la vicenda Consip e di recente in visita osannato in Garfagnana - stanno col culo sulla poltrona o con la testa sopra il cuscino, se ne andava in giro la notte sulla circonvallazione per proteggere e tutelare l'incolumità dei lucchesi perbene che non sono fortunatamente solamente quelli amati da Tambellini.

Ebbene, anche questi quattro delinquenti in erba che avevano minacciato e rapinato un giovane sulla sortita di San Frediano questa notte, sono stati rimessi tranquillamente fuori come se in questo paese di merda chiunque si possa sentire libero di fare il peggio del peggio e non pagare alcuna pena. Ecco qual è la discrasia, qual è la lontananza, qual è la frattura non ricomponibile tra il popolo italiano, la sua parte più sana e la sua classe politica di criminali usurpatori falliti. Da un lato il desiderio di vedere applicata la Giustizia e dall'altro la mortificazione di vedere disapplicato il buonsenso. 

Ci accusano di avercela con Alessandro Tambellini e la sua truppa. Ma, consentitecelo, come si fa a non avercela con questa nidiata di amministratori... bradicardici, che chiudono gli occhi come tanti gattini ciechi, di fronte all'evidenza, che tradiscono e prendono in giro i lucchesi evitando accuratamente di far sapere loro non tanto, come i contadini, quanto è buono il cacio con le pere, ma quello che accade nella loro città. La tendopoli della Croce Rossa Italiana visitata dagli ispettori ministeriali e con i migranti che cominciano a rumoreggiare - vedrete quando chiederanno quello che non potremo dargli - il centro storico divenuto simile ad una cloaca massima che ci ricorda tanto le sozzure da suburra dell'antica Roma, il mercato ambulante simile ad una sorta di campo se non di sterminio sicuramente di concentramento di una categoria, appunto gli ambulanti, deportata dal centro verso una periferia sporca, anonima, sudicia, degradata, invivibile e invisitabile.

Ma ricordiamo ancora, questa primavera, l'arroganza e la spocchiosità di certi assessori che vantavano la deportazione nemmeno si trattasse di una vacanza a cinque stelle per rilanciare il mercato ambulante invece, come noi avevamo compreso, farlo diventare un suk schifoso e senza senso togliendogli anche quel minimo di identità locale che aveva maturato nel tempo. Diciamo che il mercato ambulante di via Bacchettoni ha ricevuto la stessa sorte degli alberi di via Cadorna, di via Matteo Civitali, della via Sarzanese, segati e uccisi dalla follia barbarica di questi novelli Attila colorati di rosso che albergano ancora una volta, nonostante i danni del primo mandato, nel palazzo dei Bradipi grazie a quei coglioni di lucchesi che, il 25 giugno, invece di votare, sono andati a piazzare palle e chiappe sulle spiagge della Versilia.

A noi che vogliamo una Lucca e una Italia degni di questo nome, privi di clandestini e senza parassiti oltre a quelli che, purtroppo, già covano e proliferano da tempo immemorabile, resta la speranza di poter andare a votare al più presto per cacciare questi disgraziati governanti che hanno fatto ridere il mondo - come se non bastasse tutta la nostra storia degli ultimi novanta anni - e difendere quel poco che resta del suolo patrio - con la p minuscola casomai qualche imbecille pensasse a una rinascita della retorica nazionalista - e della nostra identità collettiva e nazionale.

Ma, ne siamo certi, questi usurpatori che guadagnano 12-15 mila euro al mese pagati con il nostro sudore, faranno di tutto per non farci votare. Vedrete. Con la scusa di una nuova legge elettorale che, poi, comprendono solamente loro, con le stronzate che ci propinano pensando che siamo tutti idioti da non capire la loro bramosia di potere e denaro, con la faccia come il culo di chi è senza vergogna e si porta dietro i leccaculo e fornicatori di turno, con i servi sciocchi che a un tanto al chilo albergano nell'universo dell'informazione addomesticata e politicamente corretta, tenteranno tutto pur di non abbandonare il privilegio nel quale sguazzano e starnazzano.

Saremo noi, dovremo essere noi, se vogliamo riappropriarci della nostra vita e del nostro futuro, a diventare i cacciatori in grado di impallinare, metaforicamente s'intende, le chiappe sfatte e le guance rosa, rosse e avvinazzate di questo nugolo di dementi essenza stessa dell'inutilità fatta persona.


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