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Cronaca

Vergogna assoluta

sabato, 4 agosto 2012, 08:23

di fabrizio vincenti

Violentato, distrutto, abbandonato. Il club ippico di via della Scogliera offre, a chi ha voglia di guastarsi il fegato,  un viaggio in una di quelle trasmissioni di denuncia sullo stile di "Striscia la notizia". Oppure, se preferite, in una di quelle località del Sud d'Italia che fanno gridare alla vergogna dimenticandosi però che, a volte, gli altri siamo noi e il degrado, l'inciviltà, la vergogna sono talvolta anche cosa nostra. Quello che era uno dei fiori all'occhiello della città è ormai da anni in uno stato di totale abbandono, senza che nessuno si sia deciso a intervernire drasticamente. 

All'ingresso resiste ancora un cartello che, beffardamente, dà il benvenuto ai visitator del centro ippico, ma dovunque uno si giri è impressionante il degrado di questa struttura messa nuovamente in vendita dal Comune e di cui lo stesso sindaco Tambellini aveva recentemente parlato per sottolinearne lo stato di assoluta emergenza. Siamo nel cuore del parco fluviale, un cuore devastato da questo scempio e dalla permanenza di uno dei due campi zingari della zona. Nel club ippico siamo alla vergogna assoluta.

Ovunque i rifiuti abbondano, da decine di batterie di auto a inerti, che dettero vita, anni fa, a un sequestro dell'area da parte della procura; da vestiti abbandonati a resti di bivacchi. Tutto, qui, sa di abbandono e di morte. Le stalle, più volte incendiate, sono accessibili: dentro c'è di tutto, compresi i resti delle deiezioni degli animali, ormai mummificate dal tempo. La struttura, molto grande e divisa in due blocchi, è completamente annerita dai fumi degli incendi. Il giardino, quello che ne rimane, non è certo messo meglio: lo spettacolo si presenta come una distesa quasi ininterrotta di rifiuti di ogni genere. 

Il locale una volta adibito a ristorante, e che ha visto passare generazioni di lucchesi, ha vetri e porte sfondate. Dentro, ignoti si sono divertiti a sfasciare tutto quello che si poteva sfasciare, dalle suppellettili agli intonaci. Per terra anche qui tracce di bivacchi di balordi e giubbotti, probabilmente frutto di furti, abbandonati. E ancora vetri rotti, bottiglie, pezzi di elettrodomestici, calcinacci, rifiuti. Un quadro di di totale, inarrestabile degrado. Il Comune, proprietario dell'immobile sostiene di non avere soldi per ristrutturare il complesso. Probabilmente è vero, ma ci vuole davvero una faccia tosta per provare a metterlo in vendita, prima l'amministrazione Favilla ora quella Tambellini, in queste condizioni. Se non è possibile ristrutturarlo, perché almeno non ripulirlo garantendo un minimo di decoro anche in considerazione del fatto che l'area è, come detto, inserita nel parco fluviale e a due passi dalla città?

Stretto tra una guerra legale tra il Comune e il vecchio concessionario Federico Della Bidia, si è lasciato morire il club ippico, dagli anni '50 punto di riferimento degli appassionati di equitazione ma non solo visto che nelle sue strutture sono sempre stati presenti, e con un discreto successo, locali di ristorazione. I problemi sorgono nel 2006 quando la struttura viene affidata in concessione a Federico Della Bidia per 20 anni, che si sarebbe dovuto impegnare in lavori di miglioramento dell'impianto che prevedevano, tra l'altro, la creazione di un'area di ippoterapia. Le cose, però, prendono subito una piega pessima.

Nel corso di due anni le stalle prendono fuoco almeno tre volte. Non solo, nel 2009, il ristorante annesso viene chiuso per un contenzioso tra il solito Della Bidia e la società che ha in gestione il locale. Come se non bastasse, e siamo nel 2010, la procura sequestra parte dell'area per la presenza di una discarica, naturalmente non autorizzata, di rifiuti speciali, quei rifiuti che, almeno in parte, come detto, sono ancora presenti. Può bastare? Macché nel medesimo periodo scoppia il contenzioso tra il concessionario e il Comune: palazzo Orsetti imputa a Della Bidia di non aver effettuato i lavori di miglioramento previsti per contratto, il concessionario si difende sostenendo che i lavori non sono stati fatti perché i proprietari dei cavalli non hanno sgomberato le stalle per permettere l'avvio del lavori, versione contestata dai proprietari degli animali. Altre denunce, altre richieste di risarcimento danni mentre nel frattempo l'area precipita sempre più nel degrado assoluto.

Nel gennaio del 2011 il Comune si decide finalmente a revocare la concessione, ma Della Bidia impugna la revoca e chiede i danni (5 milioni a palazzo Orsetti e 2 ai proprietari dei cavalli). Dallo scorso anno il centro, sarebbe meglio dire quello che di esso resta, è in vendita per la modica, si fa per dire, cifra di 800 mila euro, vendita confermata proprio in questi giorni dall'amministrazione Tambellini che ha inserito il centro ippico nel lotto dei beni da mettere all'asta entro l'anno. Qualcuno troverà il coraggio e lo stomaco, per farsi avanti?

 


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