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Cronaca

Bentornato capitano!

sabato, 22 ottobre 2016, 10:39

di aldo grandi

Quanto tempo avrà atteso, Mario Ciancarella, per vivere questo momento? Dopo 33 anni di patimenti, denunce, udienze, mistificazioni, finalmente il tribunale di Firenze ha accertato la verità: la firma del presidente della Repubblica Sanro Pertini apposta sul provvedimento di radiazione dell'ufficiale Mario Ciancarella, era apocrifa e, quindi, Ciancarella ha diritto al risarcimento morale e materiale.

Questa mattina in viale Regina Margherita, presso il Caffè Letterario LuccaLibri gestito direttamente da Ciancarella e dalla figlia Talitha, va in onda la storia di una vergogna che per troppo tempo è stata tenuta segreta. Insieme all'ex ufficiale dell'Aeronautica, l'associazione antimafie Rita Atria che, in tutti questi anni, ha appoggiato Ciancarella nella sua battaglia.

Una sala gremita assiste al filmato che precede l'intervento di Mario Ciancarella, pellicola che ripercorre le vicende legate a questa storia che spazia dalla radiazione di un ufficiale ingiustamente delegittimato, alla tragedia di Ustica, alla morte di alcuni tra coloro che, in qualche modo, con quel disastro hanno avuto a che fare. Ci sono il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il professor Luciano Luciani grande amico di Mario, l'assessore Serena Mammini. Al tavolo la presidente dell'associazione antimafie Rita Atria, Latella Santini e la vicepresidente Nadia Furnari, l'avvocato dell'associazione Goffredo D'Antona. Infine Mario Ciancarella e il suo legale avvocato del foro di Lucca Mauro Casella.

Emozionata Latella Santini, nel descrivere ciò che, in tutti questi anni, questa famiglia ha vissuto per aver cercato disperatamente di far prevalere la giustizia e la verità a dispetto dei tentativi di mascherarla. Si commuove, addirittura, nel leggere le parole della figlia di Mario Ciancarella. 

Passa, poi, la parola a Luciano Luciani che legge un breve testo che i figli di Mario hanno preparato, ma non hanno la forza, comoprensibilmente, di leggere. E' il racconto dei figli che denunciano ciò che gli è stato sottratto, la vicinanza di un padre per volontà dei generali traditori che hanno fatto di tutto per isolarlo anche dagli affetti senza, tuttavia, riuscirci. E', il loro, un atto d'amore nei confronti di un genitore che ha voluto andare avanti per trent'anni senza mai cedere di un metro per far emergere il sopruso nei suoi confronti arrivato, addirittura, a falsificare la firma di un presidente della Repubblica.

Non è, in fondo, solo e soltanto la vicenda di Ustica che appare sullo sfondo di questa storia, ma, purtroppo, l'ennesima dimostrazione che per troppe volte e troppo tempo le istituzioni, invece di stare dalla parte dei cittadini, a questi cittadini si sono mostrate nemiche, contrarie, traditrici. Assurdo pensare alla verità emersa in questa circostanza, ossia un falso in atto pubblico posto in essere da un ministero quello dell'Aeronautica Militare, per togliersi di torno un personaggio scomodo che agiva sindacalmente all'interno per far valere i propri diritti, quelli dei colleghi e quelli della verità storica.

Mauro Casella ha ripercorso la vicenda legale del suo assistito: "Ricordo quando, 26 anni fa, Mario Ciancarella venne nel mio ufficio e da lì iniziò questa avventura...", una storia che ha visto alternarsi speranze e delusioni, amarezze e gioie, fino, appunto, alla sentenza finale.

Mario Ciancarella prende la parola: "Sono molto teso, mi sento ragazzino, parlerò con l'ausilio di una traccia scritta. Ringrazio Talitha che ha concesso questo luogo per far svolgere questa conferenza stampa. Avrei voluto iniziare dicendo che i fatti e le persone di questa storia non sono veri e sono inventati, invece purtropoo sono veri e appartengono a una realtà ben peggiore di quella che si possa immaginare. 33 anni fa venni convocato dal comandante la brigata di Pisa che mi comunicò che sarei stato radiato ed espulso. Feci notare che sarebbe stato necessario un decreto del presidente della Repubblica che io non vidi e che mi fu consegnato solamente nove anni dopo...".

Ciancarella legge il suo comunicato senza flessioni nel timbro della voce, va avanti emozionato, ma deciso, ripercorre passo dopo passo la sua vicenda, chiamando in causa il capitano Marcucci morto in un misterioso incidente aereo avvenuto dopo alcune sue rivelazioni su Ustica al collega Dettori: "Dopo 33 anni siamo qui, con gli amici e tutti coloro che mi sono stati vicini e ce ne sono stati, per dire che la firma su quel provvedimento ingiusto di radiazione, riconosciuta da un magistrato, era ed è apocrifa".

"Oggi - ha detto, tra l'altro, Ciancarella - non celebriamo né una vendetta, né una vittoria che dopo 33 anni sarebbe assurdo visto che mi hanno massacrato e rovinato la vita impedendomi di viverla come avrei voluto, subendo effetti devastanti, con i miei familiari. Oggi, in fondo, mi sono stati restituiti la dignità personale e l'onore militare".

Ciancarella solleva, a un certo punto, alcuni oggetti sul tavolo: il simbolo del suo corso di ufficiale, alcuni oggetti tenuti durante la prigionia a Forte Boccea, un aereo in miniatura che, spiega, dimostra come egli non meritasse alcuna radiazione, ma, con questa sentenza, possa tornare ad essere, a tutti gli effetti, un ufficiale dell'Aeronautica pienamente degno di esserlo. Ecco, forse e al di là del ringraziamento ai familiari per le sofferenze patite, per Mario Ciancarella questo è l'aspetto importante: la dimostrazione di non essere stato un cattivo militare bensì un ufficiale onesto e sincero a tutti gli effetti che non meritava di essere allontanato tantomeno espulso dall'Arma a cui aveva giurato fedeltà così come alla repubblica italiana. Mario Ciancarella, sia pure solo formalmente, da oggi, a tutti gli effetti, è di nuovo un ufficiale dell'Arma Aeronautica.


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