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Economia e lavoro : It's the economy,stupid!

Mi par meglio 'l matone dell'azioni!!!

lunedì, 20 marzo 2017, 09:13

di maurizio dinelli

“Il mattone è il miglior investimento”, frase che tutti noi abbiamo sentito dire, spesso dai nostri nonni e genitori. E', infatti, fuori da ogni dubbio che l'italica consuetudine sia quella di orientare i propri risparmi sull'immobile, partendo inizialmente dall'acquisto della propria abitazione per poi, almeno le persone più abbienti, aggiungere seconde case per utilizzarle durante le vacanze, e poi eventualmente procedere all'acquisto di altri immobili a titolo di investimento, per locazione o da destinare ai propri figli.

Non voglio certo convincere a rinnegare la tradizione, che anzi ritengo valida. Forse in seguito dedicherò qualche intervento alla odierna situazione immobiliare e al trattamento fiscale attualmente in vigore che è probabilmente all'origine della crisi immobiliare che ha attanagliato l'Italia dal 2009 e da cui stiamo faticosamente e lentamente uscendo da qualche mese.

Ma è indubbio che uno dei criteri fondamentali da rispettare per tutelare i propri risparmi e avere un rendimento soddisfacente, è la diversificazione. La mia disamina è finalizzata a individuare alcune tipologie di impieghi che presentino rischi assolutamente sopportabili (il solo impiego del risparmio privo di rischi è “spendere tutto e subito”), e rendimenti che garantiscano almeno il mantenimento del potere di acquisto negli anni futuri, superiori quindi al tasso di inflazione. Se qualcuno cerca investimenti in grado di raddoppiare il capitale in pochi mesi o anni, eviti di perdere tempo leggendo queste modeste riflessioni. Diversificare significa non investire solo in una fattispecie, siano immobili, azioni o titoli a reddito fisso, tantomeno in titoli emessi da un singolo Stato.

E' questo un concetto valido per qualunque patrimonio, tremila euro o tre milioni o ancora più. Anche il migliore degli investimenti può infatti attraversare momenti, o anni, di difficoltà, come sta avvenendo adesso per gli immobili. Non esistono santoni che non hanno mai sbagliato un colpo, che hanno solo guadagnato dai propri investimenti. Un altro criterio da valutare prima di decidere come investire, è quello di scansionare temporalmente i propri futuri impegni economici. Bisogna evitare due errori opposti: sia tenere liquidità eccessiva in impieghi non fruttiferi, sia investire tutto restando privi di liquidità. Il primo errore provoca danni invisibili, cioè la rinuncia a far fruttare quei risparmi e al conseguente incremento degli stessi.

Il secondo obbliga a disinvestire in base alle necessità intervenute, non tenendo conto del valore raggiunto dall'investimento, spesso dovendo pagare penali, rinunciare a rendimenti non ancora realizzati o sostenere perdite. Ad esempio, essere costretti a vendere un immobile adesso può portare a realizzare cifre inferiori a quanto si è sborsato per l'acquisto. Torno quindi a quanto suggerito nel mio precedente intervento, l'acquisto di titoli azionari in proprio, di cui ribadisco la validità con le indicazioni prudenziali prima evidenziate, ossia investire solo una parte dei propri risparmi presenti e futuri, con obiettivi temporali almeno di cinque anni.

In questo momento storico, in cui la globalizzazione, volenti o nolenti, la fa da padrone, e quindi il costo del denaro e i rendimenti a tasso fisso sono vicini allo zero, la percentuale da destinare in azioni può arrivare anche al quaranta per cento, diversificando in azioni europee (intesa come entità geografica e non politica, quindi comprese le società dei figli di Albione) e statunitensi. E' sufficiente disporre di un conto corrente bancario e del servizio di home banking concordando con il proprio istituto un adeguato trattamento sulle commissioni di acquisto e vendita.

La valutazione sui titoli da acquistare deve assolutamente restringersi, almeno per il primo anno di esperienza, alle cosiddette blue chips, ossia società che hanno elevatissimi scambi giornalieri, hanno oscillazioni medio basse, senza quindi pensare ad aumenti annui stratosferici, puntando più ad incassare il dividendo, conservando i titoli in base alle prospettive societarie, piuttosto che all'aumento delle quotazioni per alienare i titoli a breve termine.

Ritengo che anche nel settore del risparmio in futuro ci “americanizzeremo”, ossia prenderemo -dopo decenni- le stesse abitudini degli statunitensi, che investono larga parte dei loro risparmi in titoli azionari che garantiscono dividendi che vengono distribuiti a volte mensilmente, altre trimestralmente. Quelle famiglie nel loro reddito mensile considerano quindi anche i dividendi, esattamente come in Italia avveniva con le cedole dei titoli di Stato o con gli interessi dei B.O.T. trimestrali, semestrali e annuali.

Non credo che il legislatore italiano sia in grado di procedere a significative modifiche dell'ordinamento a maggior tutela del risparmiatore, ancora da molti considerato come una sorta di ingiusto privilegiato da vessare con imposte varie. Invece il risparmio direttamente rivolto ad acquisto di titoli azionari dovrebbe essere stimolato con esenzioni fiscali, considerato che sono capitali messi a disposizione delle aziende, le uniche che creano lavoro produttivo e non semplicemente “socialmente utile”.

Chiudo queste valutazioni di ordine macroeconomico e politico, forse non interessanti per chi vuole tutelare gli spiccioli di cui dispone (senza offesa, ma non riesco a definire altrimenti i piccoli patrimoni, a fronte di fondi sovrani arabi e ai patrimoni di pochi che sono pari a decine di miliardi di euro. Una recente indagine ha dimostrato che le otto persone più ricche del globo hanno un patrimonio superiore a quello complessivo del cinquanta per cento degli abitanti della terra -ossia di tre miliardi e seicento milioni di persone circa!!!!). Tornerò prossimamente con un ultimo intervento su altri dettagli interessanti da considerare prima di acquistare qualsiasi titolo azionario.

Ricordo la mail per rivolgermi domande o considerazioni sull'argomento affrontato oggi e su altri: infoeconomiaspicciolaenon@gmail.com Proverò a rispondere privatamente o pubblicamente, se la domanda riguarda argomenti di interesse generale.

 

Maurizio Dinelli


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