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Economia e lavoro

Imt, lo 'strano' caso dei professori Lorenzo Casini e Maria Luisa Catoni

domenica, 16 luglio 2017, 08:29

Maria Laura Giorgi chiede lumi al direttore Petrini e al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Bertocchini sui compensi dei due docenti sui quali un parlamentare dei 5Stelle ha chiesto una 'question time' al ministro Franceschini:

L'on Vacca, membro della commissione cultura della Camera dei Deputati, del M5S, in seguito ad una nostra indagine,  ha richiesto, in commissione Cultura, con una  "question time" rivolta al ministro Dario Franceschini, informazioni riguardo agli incarichi multipli ricoperti, dai professori ordinari di IMT Lorenzo Casini e Maria Luisa Catoni. I due docenti, in  prima fascia di anzianità accademica, percepiscono un compenso di  circa 80.000 € all'anno.

Ora, Il prof. Casini, è pure consigliere giuridico del ministro Franceschini, e riceve, in base a notizie stampa,  altri  100.000 € all'anno;   la prof.ssa Catoni, dirige anche la Scuola dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del MIBCAT  presieduta, guarda caso, dallo stesso prof,Casini, oltre che dal prof.  Cassese., ricevendo, pare, circa 150.000 € all'anno. Sintetizzando Il prof Casini riceverebbe  per i due incarichi complessivamente 180.000 € l'anno e la prof Catoni, ben 230.000 di €.

Quand'anche la compatibilità fra i due incarichi, presso IMT e MIBTAC del prof. Casini e della prof.ssa Catoni fosse giuridicamente corretta, sul piano della legittimità, essa ci pare del tutto fuori luogo sul piano dell'opportunità e dell'equità, al punto da offrire il fianco ad uno scandalo. 

Ci pare inopportuna perché non si vede proprio come, ferma restando l'indubbia elevata statura scientifica dei due professori, l'entità dei compensi loro concessi dal MIBACT,  indica che il loro impegno rappresenta di fatto un lavoro a tempo pieno, non compatibile con lo svolgimento di mansioni altrettanto impegnative,  quali l'insegnamento e la ricerca di un "professori ordinari presso IMT di Lucca.

Ci pare, poi, iniqua per tutti quei giovani ricercatori precari che per lunghi anni lavorano in condizioni di assoluta precarietà, al limite dello sfruttamento, perseguendo il miraggio di una qualche posizione stabile.  O di altri ricercatori che, magari, sono poi costretti ad andarsene all'estero.  Quando altri, come i prof. Casini e Catoni, hanno non solo una cattedra di prima fascia, ma anche un prestigioso incarico, ancora meglio retribuito, presso un altro ministero della Repubblica.

Ora, a parte la question time al ministro Franceschini, come lucchesi, che hanno a cuore il buon nome e il buon funzionamento di  un'alta istituzione della nostra città quale è la scuola  IMT, ci chiediamo cosa ne pensi il direttore della scuola stessa, prof. Pietrini. Si suppone che egli abbia  concesso il nulla osta ai professori Casini e Catoni riguardo alla loro collaborazione con il MIBACT. Ci chiediamo anche cosa ne pensi il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, rag. Marcello Bertocchini. Egli  oltre a fornire un sostegno economico rilevante alla scuola, ha una responsabilità peculiare. Infatti  lo stipendio del prof. Lorenzo Casini è pagato dalla stessa Fondazione, che ha istituito presso IMT, sotto la guida del dott. Arturo Lattanzi, la cattedra di cui è titolare. 

Non scordiamoci, poi, che la questione dell'impegno effettivo (tempo pieno o presunto tale)  dei professori della Scuola IMT nella supervisione degli allievi, si è posta con particolare gravità a proposito dell'ipotesi di plagio della tesi di dottorato compiuto, parrebbe, a suo tempo, dall'allieva dottoranda Marianna Madia. I fatti, resi noti alla pubblica opinione, sembrerebbero mettere in risalto non solo la responsabilità del ministro della Funzione Pubblica, ma anche quella dei docenti responsabili della supervisione del suo lavoro di allieva.

Auspichiamo dunque una pronta spiegazione pubblica ed eventuali interventi sia da parte del prof. Pietro Pietrini che del rag. Marcello Bertocchini sulla questione degli incarichi lavorativi multipli dei professori Lorenzo Casini e Maria Luisa Catoni.  Anche per salvaguardare il buon nome della Scuola IMT, recentemente già messo a dura prova, e, conseguentemente della città che la ospita.

 


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