Anno 5°

domenica, 26 marzo 2017 - Recte agere nihil timere

FacebookTwitterYouTubeFeed RSS degli articoli

Enogastronomia

Enoteca Marcucci, buona la prima

sabato, 7 gennaio 2017, 19:23

Befana all'Enoteca Marcucci, una Prima che funziona, bella gente a tavola, accanto a Gianni Mercatali e sua moglie Flavia Panigada la nipote del pittore Fernando Botero, Camila, con il futuro marito Pascal Klapp, poi, un tavolo più in là, Yoram Guttgeld e Maria Antonietta Di Benedetto. E tanta gente ancora. Passano gli anni, ma, come suggerissce immancabilmente azzeccando Flavia, soprattutto quando fuori il freddo punge, dentro l'enoteca di Michele Marcucci si respira un'atmosfera calda e rilassante. Sembra, realmente, di essere in un altro mondo e fuori dai mille problemi di un'esistenza quotidiana che, spesso, fa a cazzotti con il silenzio e le luci basse delle candele poste all'interno dei vasi di vetro riempiti di sabbia. 

Fuori, di fronte all'ingresso, la foto di Michele vestito da Napoleone Bonaparte, per lui, fortunatamente, solo trionfi eno-gastronomici e niente Waterloo. Se si pensa che, in estate, quasi 250-300 persone occupano via Garibaldi per mangiare alla corte di re Michele, adesso sembra di stare in un avamposto del deserto, con pochi tavoli e altrettante sedie che fanno compagnia alla porta attraverso cui si accede nel locale. 

Nel menu le acciughe del mar Cantabrico se la fanno con un ottimo burro e alcune fettine biscottate così come le puntarelle con acciughe le leggi un rigo sotto un salmone da urlo sempre con fettine di pane tostate e una crema alle erbe delisiosa e per niente invasiva al gusto.

Stavolta, tanto per restare in tema, il polpo al rosmarino è un obbligo ancor più che un dovere e quando arriva, bello rosso e sdraiato sul piatto, la morbidezza della carne è un invito a tagliare, infilare e mangiare. 

Le sale si riempiono pur senza scoppiare, sopra le teste i kayak di Michele la sua passione in mezzo al mare. Su e giù i camerieri, anche loro sempre gli stessi dell'anno prima, all'insegna di una continuità che merita considerazione e apprezzamento: se restano vorrà dire che ci stanno bene. Per chi scrive sono una componente essenziale dell'enoteca senza la quale, forse, non ci sarebbe la medesima voglia di venirci così spesso. Ridendo e scherzando, sono quattro anni, ormai, che le Gazzette sono pappa e cicci con questa enoteca così prestigiosa e frequentata. Nessun problema ad ammettere che, da queste parti e a questi tavoli, abbiamo vissuto alcuni dei momenti più belli degli ultimi anni, conoscendo persone e personaggi mai scontati e sempre provvisti di una qualche originalità, assaporando momenti di spensieratezza e di simpatia, mai gettando via il proprio tempo, finendo per arricchirci sotto tutti i punti di vista. Ogni volta che mettiamo piede da Michele è come se fosse sempre la prima volta. Probabilmente è questo il complimento più bello che si possa fare a questo ristoratore incredibile e incredibilmente bravo a portare avanti ciò in cui crede.

La stagione invernale, paradossalmente, è anche meglio di quella estiva, per via di quell'intimità e di quella sensazione di oblìo in cui vien voglia di perdersi ogniqualvolta si varca la soglia di questo paradiso lontano dal tempo e dallo spazio. Può sembrare strano, ma qui, realmente, sembra che il tempo conceda una tregua. Rivedere, poi, facce già viste giorni,s ettimane o mesi prima, non fa altro che confermare nella convinzione che qui, veramente, tutto passa, ma tutto, in sostanza, resti com'è: uguale a se stesso. 

Del resto, non si viene all'Enoteca Marcucci solo per bere o per mangiare, ma si viene perché un luogo così non lo trovi da nessuna parte, perché sedersi nella sala in fondo al locale, con poster, fotografie, dipinti che circondano il commensale nemmeno fosse una galleria d'arte sospesa nell'aria, è come scegliere di volare pur restando ancorati al terreno. Provateci un po' voi. Si viene da Michele perché da Michele c'è qualcosa che non si trova altrove e quel qualcosa non finisce masticato dalle mascelle né, tantomeno, scivola diretto nell'esofago. No, quel qualcosa ha dell'immaterialità, possiede il dono dell'essenza e dell'essenziale. Noi ne abbiamo bisogno, per quello che ci ha dato in tutti questi anni, per quello che ci dà e per quello che continuerà a darci andando avanti. A volte sarebbe anche sufficiente il solo osservare per restare appagati. 

Il 2017 è appena cominciato. La Prima, in questa Befana agli sgoccioli, è andata bene.

Al. Gra.

 


Questo articolo è stato letto 864 volte.


carismi san miniato


Orti di Elisa



Locanda di Bacco


Osteria Il Manzo



Bar Monica



Bar Monica


Altri articoli in Enogastronomia


prenota medio - Dimensioni 220 x 140 px


domenica, 26 marzo 2017, 15:16

Le Cantine Lunae all'Eno Ristorante Micheloni

Nuova serata a tema all'Eno Ristorante Micheloni. Il locale di Guamo organizza per venerdì 31 marzo, alle ore 20, una cena a base di pesce, che sarà accompagnata dai vini delle Cantine Lunae. Saranno presenti Diego Bosoni, in rappresentanza della ditta vinicola, e il sommelier Umberto Petri


sabato, 25 marzo 2017, 20:09

All'enoteca Marcucci il gelato all'azoto di Mirko Tognetti

Quando il gelato incontra l'enoteca Marcucci non può che nascere un connubio gustoso ed interessante. Domenica 26 marzo, protagonista ed ospite di Michele Marcucci, sarà la Cremeria Opera di Mirko Tognetti che preparerà il suo gelato 'all'azoto' sul posto


prenota medio - Dimensioni 220 x 140 px


sabato, 25 marzo 2017, 16:14

Buona prova degli studenti della scuola Alberghiera di Barga al concorso Nazionale “Matteo Restelli” a Vare

Si è svolto a Varese il 4° Concorso Finger-food per allievi delle scuole alberghiere “Matteo Restelli” di tutte le regioni d’Italia. Il concorso prevedeva la realizzazione di tre Finger-food a tema libero e con l’utilizzo obbligatorio dell’olio extra vergine d’oliva


venerdì, 24 marzo 2017, 09:39

Ristorante "A Palazzo" di Brancoli. Musica, cibo e pizza per un week-end sul cielo di Lucca

Allettanti iniziative per questo week-end al celebre ristorante A Palazzo a San Giusto di Brancoli, con serate all'insegna del buon cibo per tutti i palati, allietato da buona musica sopra uno splendido panorama


giovedì, 23 marzo 2017, 18:17

Il suino Macchiaiolo Maremmano a "La Magione del Tau"

Grazie a l'azienda agricola "Il Poggiolino Montemurlo" il suino Macchiaiolo Maremmano a "La Magione del Tau". Una delle razze di maiale nero tra le più primitive e rustiche in Italia sulla tavola della taverna degustazione di Altopascio


giovedì, 23 marzo 2017, 09:45

Stuzzichino, ovvero l'arte del catering, ma non solo

A colloquio con Luca Buoni: "La cucina è il frutto della memoria, l'espressione di un popolo. È l'espressione del modo di essere, di quello che siamo, che si traduce in cibo"