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L'interSVISTA

Daniela Santanchè, la tigre della Versilia

domenica, 13 agosto 2017, 01:51

di aldo grandi

In un mondo dove le consuetudini non trovano asilo travolte dalla globalizzazione e dalla voglia di annullare ogni senso di identità e di appartenenza, incontrare ogni anno, in Versilia, Daniela Santanchè, ha il sapore della trasgressione per di più in un mondo dove essere trasgressivi, ormai, vuol dire essere, soprattutto, normali. E la pitonessa, ormai svestita dei panni del serpente per indossare quelli della tigre in cui si trova molto più a suo agio, ancora una volta dimostra di essere pronta a graffiare e a fare male, se necessario, per difendersi e rispondere, colpo su colpo, all'incapacità e all'indolenza degli ignavi, all'ipocrisia dei sostenitori del Pensiero Unico e all'inguaribile gelosia degli invidiosi.

Amata od odiata a seconda delle latitudini mentali, imprenditrice di se stessa, bocca costantemente collegata al cervello, disposta a rischiare sempre per non rimpiangere mai, la Santanchè ha capito, a differenza del suo mentore politico Silvio Berlusconi, che non si può piacere a tutti e che, anzi, il segreto della felicità sta proprio, forse, in questa consapevolezza tutta terrena. 

Come ogni stagione estiva scende dalla sua Milano, che non riconosce più, al Twiga, il bagno più sciccoso e, probabilmente, tra i più costosi in Versilia, portandosi dietro tutto quello che ha e quello che conta: la sua famiglia e il suo fidanzato, Dimitri D'Asburgo Lorena. Ancora una volta, come ogni anno, l'interSvista è un modo per ritrovarsi e tracciare un bilancio senza badare alle perdite né ai profitti.

Ci vediamo anche quest'estate. E' passato un anno, che cosa è cambiato?

Secondo me è un anno dove tutto è andato ancora peggio. La sospensione della democrazia continua ad esserci. Abbiamo il quarto governo non eletto dal popolo che è il governo Gentiloni, abbiamo tutti, qualsiasi categoria, che sta peggio, abbiamo visto 150 mila giovani lasciare il Paese, i pensionati che non arrivano a fine mese, gli imprenditori soffocati dalla burocrazia e dalle tasse, la sicurezza che non c'è più, la certezza della pena che non c'è più, la legalità che sembra una parola antica e l'invasione che continua. Quindi un anno dopo possiamo solo dire che tutto è peggiorato.

Milano, da dove viene, tra banane, palme, la stazione centrale ridotta a un dormitorio per clandestini, come fa a viverci ancora?

Devo dire che Milano io ritengo che non è più l'Italia nel senso che, non per la politica, ma per chi ci abita e chi ci lavora, ha staccato proprio il Paese, è come dire New York non è l'America, Milano non è più l'Italia. Io devo ringraziare molto le forze dell'ordine perché anche in questi giorni di agosto sono lì a fare il proprio lavoro, a cercare, per quello che possono perché hanno un po' le mani e i piedi legati, di tenere ordine, di fare un repulisti perché ormai le stazioni stanno diventando il simbolo del degrado, ma spero che questo finisca presto perché se dio vuole, il prossimo anno potremo parlare in maniera diversa perché ci saranno state le elezioni e spero tanto che il centrodestra unito vinca.

Quel poliziotto che ha filmato il clandestino in bicicletta sull'autostrada e criticato la Boldrini è stato sospeso. Vogliamo parlare di questa donna?

La Boldrini è lì, fa il presidente, non la presidente, fa il presidente della Camera per giunta non è che la parità si riconosca se si mette un articolo o un altro, o si declina un nome al maschile o al femminile. E' una cosa diversa, ma questo è troppo complicato capirlo per la Boldrini che si ferma agli articoli, ai pronomi, alle declinazioni al femminile. Io credo che gente come lei, come Saviano, anche in questi giorni rappresentano il fallimento, perché solo per parlare delle Ong, di quello che stanno facendo, ormai è acclarato che aiutavano gli scafisti. Questi sono gli sconfitti della Storia, sono le vittime del nostro tempo e delle ideologie, sono il fallimento di quello che è stato ed è una ideologia che di fronte alle parole sicurezza, legalità, certezza della pena, non ce la fa a sopravvivere.

Non crede che Berlusconi sia troppo datato per poter dare una sicurezza?

No, io credo che Berlusconi è ancora oggi molto importante nella politica. Però, anche se è stato il più bravo e il migliore, oggi da solo non vince più. Ci vuole una squadra e quindi Berlusconi deve fare una squadra che tenga conto delle varie realtà e mi auguro che la squadra sia con Salvini e con la Meloni e anche con il civismo, quelle persone che vogliono dedicarsi alla politica e che vengono dalla società civile e che abbandoni gli Alfano, i Tosi, tutti quelli che sono ladri di voti, gente che è stata eletta con presidente Berlusconi e poi ha portato i voti per sostenere la sinistra.

Perché non parla male di Renzi?

Perché Renzi per me è già il passato. Io sono pronta a scommettere che Renzi non lo vedremo mai più a Palazzo Chigi. Renzi che ha avuto una grande, una grandissima chance, per la carità, non di piazza ma di palazzo se l'è completamente giocata e poi da ultimo con il referendum e poi con lo ius soli, ormai Renzi è consegnato al passato. Sì, ci sarà, ma non sarà più un protagonista.

In queste ultime ore lei è balzata agli onori della cronaca in due circostanze: prima per essere stata fotografata mentre parla con dei vu' cumprà in spiaggia e poi per aver licenziato 14 giornalisti delle sue due testate Novella 2000 e Visto. Perché le vogliono così male?

Io sono una persona sicuramente divisiva per il mio modo di essere, per il mio modo di parlare, per il fatto che dico sempre quello che penso per cui divido e c'è tutta una parte che mi detesta, ma dico grazie a dio perché io ho sempre combattuto il pensiero unico e non vorrei il consenso unico. Ecco non ho il complesso di voler essere amata da tutti, non mi interessa.

Complesso che ha sempre avuto Silvio Berlusconi. 

Ma Silvio Berlusconi è altra cosa rispetto a me, io sono molto più modesta di Silvio Berlusconi. E anche in questi giorni quante cattiverie, tutto il mondo dell'editoria sta ristrutturando e nessuno dice nulla, se lo faccio io apriti cielo...

Che poi lei ha detto una cosa giusta ed evidente: se un giornale non rende quello che costa, è inevitabile procedere a dei tagli.

La gente deve sapere che non sto licenziando persone che guadagnano 40-50 mila euro all'anno, io sto licenziando dei giornalisti che provengono da Rcs dove guadagnavano da 120 a 140 a 160 a 180 mila euro all'anno. Tutti si devono rendere conto che il mondo della carta stampata e del giornalismo è completamente cambiato. Internet ha cambiato per cui io ho il dovere di avere dei giornali, perché essi siano liberi, che abbiano i conti in ordine. Ho fatto delle trattative per sei mesi, ho cercato di far capire che il mondo è cambiato e che un editore non può continuare a mettere soldi in un'azienda, perché un'azienda deve stare sul mercato. Non c'è stata possibilità Alcuni di loro si sono licenziati e siamo arrivati a degli accordi, altri non hanno voluto saperne quindi è partita la procedura del licenziamento, ma lo rifarei, l'ho fatto, lo rifarei e non capisco perché, se tutti gli editori lo hanno fatto nessuno dice niente, se lo faccio io sembra una roba pazzesca. Siccome i soldi sono miei e la differenza con gli altri è che sono prenditori e non imprenditori, io i debiti li pago. In più io non ho banche che mi danno i soldi e che non restituisco e faccio restituire ai cittadini. Sono abituata che i miei conti li pago quindi voglio fare delle aziende libere con i conti in ordine. Se qualcuno la pensa diversamente, per carità, avanti ma mi fa sorridere che in un momento in cui tutti gli editori fanno questo... poi non sono 14 giornalisti. Si parla di sette giornalisti e che certo non guadagnano lo stipendio medio degli italiani.

Paola Ferrari l'ha aggredita verbalmente.

A me non interessa. Può fare tutto quello che vuole. Io so che nella nostra diatriba ho vinto sia la causa civile sia la causa penale. Sono serena di come svolgo il mio lavoro. Per il resto capisco che l'invidia e la gelosia fanno parte del sentimento degli uomini. Quindi se lei è contenta così e se questo le serve a stare meglio, sono contenta di partecipare al suo benessere.

Gioca a tennis?

Sto facendo tutti i tornei di tennis al Tennis Europa di Forte dei Marmi. Sto lavorando tutti i giorni al Twiga. Alcuni possono pensare, vedendo le foto, che il mio sia un divertimento e una mondanità, invece per me è anche il mio lavoro. Il Twiga ha più di cento dipendenti, lavoro qua tutti i giorni, sono felice di come sta andando la stagione, migliore di quella dell'anno passato e già l'anno scorso avevamo avuto una ottima stagione.

E sotto il profilo personale?

Sotto il profilo personale sono soddisfatta, contenta, innamorata e guardo al futuro con gratitudine per quello che ho. Sono qua con tutta la mia famiglia, abbiamo più generazioni. In casa siamo dieci e l'età va dai sette agli 84 anni. Direi che il mio più grande successo è tenere tutta la famiglia insieme. Forse è anche per questo che mi invidiano, perché siamo una famiglia unita e compatta.

C'è ancora qualcosa che una donna che ha già avuto tutto può desiderare?

Io penso di dover fare ancora moltissimo. In politica la grande sfida alle prossime elezioni di essere insieme con la Lega e con Fratelli d'Italia - Forza Italia, la Lega e Fratelli d'Italia - e poter ritornare al governo di questo paese.

Sperando di non fare gli errori commessi nei vent'anni in cui siete stati al potere.

Spero che qualcosa tutti abbiamo imparato. Come imprenditore, per quanto riguarda il settore dell'editoria, mi auguro di farcela, con i miei cinque giornali, di poter essere un editore con i conti in ordine e lo sguardo anche rivolto al digitale, a Internet. Come mamma il prossimo anno di vedere mio figlio laurearsi a Londra, che sarebbe un primo traguardo importante. Come donna di essere amata come lo sono adesso. 

 

 

 

 

 

 

 


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