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Piana : altopascio

Alla luce scoperte interessanti per ridefinire e conoscere il profilo storico di Badia

giovedì, 2 agosto 2012, 14:40

di luca della maggiora

Terminerà domani la campagna di scavi all’Abbazia di Badia Pozzeveri, che ha visto alternarsi sul sito archeologico i ragazzi del master in bio - archeologia dell’Università di Pisa e gli studenti americani dell’Ohio State University. Due tranche di lavori, dall’otto al 23 giugno e dall’otto luglio al quattro agosto, che hanno portato alla luce scoperte interessanti per ridefinire e conoscere il profilo storico di Badia e del suo monumento. “Quest’anno l’area di scavi è stata ampliata fino a raggiungere una superficie di 270 metri quadrati – spiega il professor Gino Fornaciari dell’università di Pisa -. Inoltre sono state avviate nuove aree di scavo, come quella di fronte all’abbazia, e approfondita quella sul lato sinistro”.

In particolare, la zona di fronte l’ingresso mostra ancora i basamenti dei muri della navata centrale, più lunga di una decina di metri dell’attuale. Mura imponenti che comprovano l’importanza che questo monumento, ormai diroccato, ha avuto nella storia. Inoltre, successivamente al crollo della parte più avanzata della navata centrale questa zona fu usata come cimitero: sono proprio lì state rinvenute tombe incassate nel terreno che raccoglievano i corpi di diversi individui, probabilmente una famiglia importante.

Sul lato sinistro della chiesa è stata ampliata e approfondita l’esplorazione della zona nella quale si sarebbe trovato il chiostro. “Pensiamo che in questa zone vi potesse essere il chiostro, anche basandoci su modelli di altre abbazie cistercensi del periodo del mille – afferma Fornaciari e continua -. La struttura doveva avere un alto livello architettonico come dimostra il ritrovamento di un capitello finemente decorato, probabilmente appartenente alle colonne del porticato”. Interessante anche ilo ritrovamento di una moneta: coniata dal Duca Malaspina di Massa all’inizio del ‘500, questo reperto probabilmente testimonia la data di abbandono della struttura.

“Il ritrovamento sicuramente più rilevante ha avuto luogo nella zona dietro l’abside. Qui è stata ritrovata una tomba risalente ad un periodo antecedente l’anno 1000, il medesimo della fondazione dell’abbazia” esclama Fornaciari. La scoperta avvia una lunga serie di interrogativi tutti da verificare, ma sicuramente costituisce un tassello importante per ricostruire la nascita di questo edificio e dell’istituzione che rappresentava: se fosse confermata la risalenza della tomba al periodo tardo antico, essa potrebbe costituire uno dei primi nuclei da cui tutto ha avuto inizio.

Per il resto è continuata l’esplorazione della zona alla destra dell’abbazia contenete le sepolture sette – ottocentesche, anche se in alcuni punti è già possibile intravedere quelle di età medievale. “In prospettiva sarà interessante analizzare le sepolture medievali: quelle per ora appena emerse, sono fosse comuni, databili prima del 1400 e caratterizzate dalla presenza di uno spesso strato di calce, elemento utilizzato all’epoca per la disinfezione dei corpi colpiti da epidemie infettive” afferma Fornaciari. La field school Badia Pozzeveri riprenderà il prossimo anno.

Il sindaco Marchetti afferma: “Credo che quello che sta avvenendo qui a Badia Pozzeveri è solo l’inizio di un processo, magari lento, che porterà ad una completa valorizzazione del sito”; piena soddisfazione espressa anche dal presidente del comitato paesano di Badia Pozzeveri Stefano Belluomini.

 



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