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Politica

La Provincia di Lucca ringrazia Monti e se ne va. Baccelli ribadisce: "Necessario andare verso l'unione con Massa e Carrara"

venerdì, 20 luglio 2012, 14:26

Provincia di Lucca, addio. Ora è praticamente fatta. Nella riunione di stamani del consiglio dei ministri è stata varata la circolare con i criteri per la riduzione delle province. I nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati, nella prima bozza di parlava, addirittura, di 300 metri quadri.

Per Lucca, come per tutte le altre province toscane, ad eccezione di Firenze che comunque dicerrà area metropolitana, è la fine. Lucca, infatti, ha oltre 393 mila abitanti ma una superficie di soli 1773 chilometri quadrati. La soppressione delle province esistenti e la creazione delle nuove sarà realizzata con un'apposita legge. 

Nei prossimi giorni il governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali. Le nuove Province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto "Salva Italia"). 

La provincia di Lucca fu costituita con 21 comuni che, nel 1859, formavano il compartimento di Lucca del granducato di Toscana, nel quale Lucca era rimasta poco più di un decennio soltanto. Nel 1865 i comuni divennero 26 e nel 1923 alla provincia furono incorporati i comuni della Garfagnana che dal 1859 avevano fatto parte della provincia di Massa Carrara. Nel 1928, con la costituzione della provincia di Pistoia, da quella lucchese vennero distaccati i comuni di Buggiano, Massa e Cozzile, Monsummano Terme, Montecatini Terme, Montecatini di Val di Nievole, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Uzzano e Vellano.

Nei giorni scorsi il presidente provinciale Baccelli si era espresso, nel caso di un'unione forzata, a favore della soluzione che prevederebbe la fusione con Massa Carrara, mentre il sindaco di Lucca sembra preferire una soluzione che veda Lucca insieme a Pisa e Livorno. Il consiglio dei ministri ha soprasseduto sulla ventilata abolizione di alcune festività per evitare ulteriori tensioni sociali. Che già non mancano né mancheranno.

"Confermo quando detto sinora - dichiara Baccelli - e credo che sia ancora più necessario andare verso un'unione con Massa e Carrara. Del resto l'abbassamento della superficie territoriale rende ora davvero praticabile questa strada. Le unioni si fanno su criteri non solo numerici, ma anche geomorfologici, storici, economici. Le affinità con Massa e Carrara, anche pensando al territorio, sono sicuramente numerose, mentre l'unione con Pisa, Livorno e Massa Carrara è un'ipotesi non ideale, vista l'estensione eccessiva e le tante particolarità della costa".



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