Anno 5°

mercoledì, 18 gennaio 2017 - Recte agere nihil timere

FacebookTwitterYouTubeFeed RSS degli articoli

snai-sottopoggio

Chi non conosce Endro Luchi? Chi non è mai entrato, almeno una volta, nel suo bar in via di Sottomonte a Guamo?

Chi, infine, non ha mai tentato la fortuna o acquistato un quotidiano o una rivista nella sua edicola-tabacchi dove si fa di tutto, dal pagamento delle bollette al tentativo di vincere la fortuna?

Non tutti, però, forse, sanno che alle spalle di Endro, questo signore arzillo e pieno di entusiasmo con un perenne sorriso sulle labbra e che proprio in questo anno di grazia 2015 compirà, in autunno, 70 anni, c'è una donna che lo aiuta e coordina le attività complessive che vedono l'impiego di oltre 25 dipendenti: si chiama Moira Luchi ed è la figlia, stesso sguardo simpatico e disponibile, 45 anni, figlia non solo di Endro, ma anche di Gabriella. Sposata da 19 anni, ha un figlio di nome Francesco di 12 anni.

"Sono arrivata qui - spiega - un paio di anni fa e ho cercato di portare quell'entusiasmo che mi contraddistingue oltre alla particolare cura che ho, da sempre, verso il cliente. Mio padre è un mito, impossibile da raggiungere, sempre molto attivo e, quindi, io cerco di affiancarlo aggiungendo del mio.

Come sono? Direi una persona positiva, che ha tanta voglia di fare e che non molla mai. Endro ha un carattere particolare, riesce, forse per la sua grande esperienza, a farsi scivolare addosso anche le preoccupazioni, mentre io me la prendo di più. Abbiamo 27 dipendenti in tutto, gente fidata e affidabile che sta con noi da tanto tempo.

Abbiamo ristrutturato il locale non molto tempo fa e devo dire che, nella scelta degli arredi, ci ho messo del mio, proprio perché amo curare questi aspetti e, la mia intenzione, è di entrare sempre di più, ma senza strafare, nell'ambiente dove lavoro e dove mio padre lavora da decenni.

Sono contenta? Sì, perché ho la possibilità di rimettermi in gioco e questa è una chance che non voglio assolutamente sprecare. Da noi è vero, si sorride, ma è carattere, io assomiglio molto, in questo, a mio padre. I problemi li lasciamo fuori quando siamo al lavoro e accogliamo le persone.

Un sorriso e la disponibilità a accontentare, magari anche solo per un saluto o per due parole, sono sempre, per noi, la cosa più importante nel rapporto con il pubblico".


Ricerca nel sito