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Rubriche : whisky&gloria

La legge di Lino Banfi

martedì, 3 gennaio 2017, 21:35

di Andrea borselli colombini

Ovvero di come sono meno di niente, ma in questi tempi sai che c'è?

Mamma mia che devastazione di 2017 che ci tocca. 
Se i prodromi son quelli che vediamo nei primi giorni dell'anno, dalle dichiarazioni riportate da giornali e media (sempre meno interessanti, sempre meno seguiti, sempre meno influenti: ora c'è il web), avidi di puttanate quanto io posso essere avido di rovelline impanate e fritte.

 Ci sono elementi che passano il tempo a sparare impunemente cazzate a ripetizione, a raffica.

Con la sola speranza che qualcuno ci si scagli contro e magari inneschi una polemica. Cosicchè a seguito della polemica, la gente legge e magari apprende così della esistenza in vita di certi personaggi che non solo fanno ribrezzo tout court ma più parlano e più appunto fanno ribrezzo.
Abbiamo presenze documentatissime specie nelle categorie politiche.

Talmente tante son  l'incertezza, la poca voglia, la poca intelligenza, la poca preveggenza, il poco amore per la città che obbligano i personaggetti detentori del (poco e logoro) potere locale, o i vogliosi di accedere a tale potere, a dire cose di cui non solo ci si pentirà in campagna elettorale ma ci si vergognerà fino alla fine dei Giorni.

Dall'inquilino di palazzo Orsetti che il primo giorno dell'Anno, con quella cerimonietta un po' ridicola della "Mezzanotte Lucchese", buzzurrata che di più non si può - credo partorita dalla mente di un ex sindaco già allora sotto i fumi di sostanze evidentemente psicotrope - , tesse il panegirico del Lucchese dell'anno, parlando o di personaggi sconosciuti ai più o soprattutto di gente che mi si scusi si è fatta greppia e carriera con i soldi di tutti, senza specifiche competenze, svolgendo altri lavori e facendo altro come pensionato - vergogna e vergogna che nessuno dica niente - e facendolo passare come grande intellettuale (si ciao beba) e grande imprenditore (si ma, al solito, con i soldi di tutti).
Ci mancava che tale politico, in evidente mancanza di personaggetti locali ed "allineati" da premiare, desse il premio o a un vecchio morto (cosa assai in voga negli ultimi anni: i morti non creano mai fastidi) o a se stesso, che tanto ha fatto per rendere questa città una cloaca massima. Una cloaca che agli occhi dei devastati pisano/labronici pare una Piccola Parigi - specie messa a confronto con le loro città, assai trasandatelle - ma che a noi lucchesi doc che amiamo Lucca e la ricordiamo un salotto vero,  appare invece come nel momento di più splendido squallore mai visto.
Con lotte per bande in campo politico, niente progettualità per il futuro, troiai urbanistici maldestramente coperti, prese di posizione pubbliche appunto che ti fanno capire che la stoffa era già poca, ora è totalmente lisa e da buttare.
Insistiamo ovviamente nella "autoreferenzialità" dei riconoscimenti (lo spiego ai più: il Potere riconosce e premia solo gli allineati e quelli che servono il potere. Dunque non fatevi ingannare, fu veramente vana gloria e niente altro, fatta perchè non si sa cosa dire) e se qualcuno pensasse che mi lamento perchè nessuno mi ha ancora "riconosciuto", diciamo che mi accontento di altre soddisfazioni, assai meno effimere che non i discorsi di un sindaco davanti a qualche centinaio di persone in una fredda notte di inverno, con decine di migliaia di euri spesi per tenere buoni - con scarsi risultati - extracomunitari e plebe urlante - ma sempre meno visto il livello dello show, mi si scusi, e visto il freddo.
Vogliamo poi parlare di quel figuro che ogni settimana, consigliato dai un giornalista stroyteller fava e rava che gli dice "tu spara cazzate immani: tanto ti pubblicano e la gente pensa che tu abbia seguito", spara appunto cazzate su Lucca, la sua storia, la sua politica, il suo futuro? Forte del fatto che qualche operazione di sano leccaculaggio (dicono i malvagi, ma io non ci credo...) lo ha portato a ricoprire un paio di incarichi pubblici (ovviamente pagati: lui che denunciava 2mila euro di reddito di consulenze, obbligato a presentare la sua dichiarazione dei dei redditi nel comune ove svolge ruolo di assessore) gettati dal cielo da qualche stronzo "romano" che cerca solo schiere di leccaculi per non morire di vecchiaia e tentare di gestire ancora un po' di potere.
E poi se ne esce con uscite splendide, da vero ciarlatano ma che comunque fanno breccia. C'è gente che dice perfino che ha coraggio. Che è un intellettuale, maronna Pico della Mirandola.
La domanda è un'altra: o coso (perchè a Lucca ci rivolgiamo così ad un personaggio come questo: COSO, a significare "e tu saresti?") ci dici chi coinvolgi nel tuo progetto? Fai i nomi, finora sei solo tu che fai discorsi a biscaro e scusa a Lucca non sei nessuno, ma nessuno nessuno, per poterti permettere solo il sogno di mettere fuori la testa e candidarti sindaco (poi ti voglio vedere a raccattare le firme...Ti parla uno esperto). Dacci i nomi di questi fior fiori di genii lucchesi (speriamo) che, da te sbandierati nelle loro alte professionalità,  trovano in te sommo araldo di una nuova Lucca, una Lucca con una porta in più nelle mura. Con la piscina in piazza Grande, con un casino nel teatro del Giglio (sarà questa la prossima provocazione?).
Mamma mia come siamo caduti in basso. Hai solo il culo che hai capito che dalle altre parti non si sta meglio...
E il bello sapete qual'è? E' che sta gente sa benissimo che in tempo di cechi beato chi ha un occhio. In un momento in cui le persone minimamente intelligenti stanno lontane dalla politica, specie questa politica di affari torbidi, di incertezze e indecisioni, di violenza travestita da buonismo, gente come questa mette in riga tra discorsi lo ripeto "a cazzo" e corre il rischio di farci bella figura.
E' la legge di Lino Banfi, che io teorizzai 10 anni fa e che applico sempre. Lino Banfi è diventato il più "grande" attore italiano (alla faccia di Randone, Mauri e molti altri) solo perchè gli altri sono morti. Resta lui e lui è il migliore. Logica del menga ma se ci pensate implacabile. Così facendo tra 25 anni potrei diventare Toscanini.
O non vogliamo dire niente di oltremonte? La salmastrosa Viareggio? Ora Delghy, detto anche Re Giorgio (alla faccia dei Windsor), deve far vedere che è bravo e che sa fare tutto lui. Ha vinto la disfida, lui è il duce massimo della capitale del divertimento versigliese. 
Sta tagliando servizi e sapevamo che non poteva fare altro. Ma una domanda gliela faccio: è vero o no che Viareggio, il suo comune intendo, è sempre sotto dissesto? E che ci sono ancora i commissari perchè ci sono 300milioni di buco? Perchè dai giornali a parte la mancanza del festone di fine anno (che è un bel segnale: in compenso bagordi al Pucciniano e debiti che si sommano a debiti tanto pagano i contribuenti? Torneremo anche li di nuovo) pare che tutto vada da dio, con una amministrazione che non solo splende ma regna e governa benissimo.
Capiamo che la verità ti fa male lo sai (come cantava la Caselli, è che ci vorrebbe UN Caselli per cantare sinfonie diverse) e che una città non può sprofondare nel niente ma aspettarsi che poi la Regione, con i soldi anche miei e vostri, paghi i bagordi viareggini anche no. Ma se Delghy ci desse un lume in termini chiari, a noi contribuenti coglioni che paghiamo per Lui, per il Carnevale, il Pucciniano ed altri allegri ambaradan, ne saremmo vieppiù grati.
La politica resta comunque, e si vede a Roma figuriamoci qui in provincia, il luogo della disperazione, dell'improvvisazione, del torbido e del "tanto qualcuno paga". Basta ogni tanto elargire qualche discorso ribadisco a cazzo e tirare a campare. Poichè diceva Andreotti, ma altra schiera di politico, meglio tirare a campare che tirare le cuoia.
E poi il 1 Gennaio, alla faccia di Puccini, di chi la sera prima (il 31 dicembre) gremisce il teatro anche per sentire PUCCINI e la sua musica immortale (ovviamente organizzata bene e con successo preclaro: quest'anno perfino con catering definito "da Hotel 5 stelle", bella definizione, ci piace), propinare ai lucchesi (magari a omaggi scuole, abbonati, gente bene) l'orchestrona degli Zingari di Budapest. Ma gesummaria, e non lo dico per razzismo ma per opportunità culturale e legame col territorio e con la nostra storia. GESUMMARIA.
Per caritàdiddio, niente da dire, Non ci incastra una benemerita minchia con Puccini ed i Puccini days (NOTA BENE: PUCCINIDAYS, operazione turistica, fatta per attrarre pubblico internazionale a Lucca nel nome del Maestro: questo hanno affermato PUBBLICAMENTE i genii cul-turali locali, politici e direttori artistici politicizzati, sbandierando l'operazione ai quattro venti ma solo 20 giorni prima del suo inizio. Ai corsi in scienza del Turismo alla Bicocca, ti avrebbero dato un calcio nel culo e buttato fuori a divinis) , è costata una barca di soldi da NOI TUTTI PAGATI (pensate che noi avevamo offerto un grande concerto pucciniano con orchestra e a incasso, niente. Si è preferito spendere tramite agenzia, si preannuncia azione per danno erariale ovviamente) ma ha portato a Lucca quella gloria e quella fama che ci si attende dalla città di Puccini. Con comunicato stampa che in confronto la settimana Incom di Fascistissima memoria era una giacchettata.
Sapete che c'è?
Che vi duri, vi ribadisco.
Ma vi dura fino a che vogliamo noi. E dal 1 Gennaio 2017 NON VOGLIAMO PIU'. ALMENO DENUNCEREMO.
E si spera che qualcuno ascolti.
Altro che porte nuove nelle Mura, via giù, ora mia aspetto che tal personaggetto si incateni a Palazzo Orsetti magari insieme a Milly D'Abbraccio per una protesta contro i comunisti di Tambellazzi e company e si sono viste tutte.
Ringrazio comunque i molti lucchesi che erano con noi il 31 dicembre al Giglio. E' stata una grande occasione di unione tra noi e la città, nel vero nome di Puccini. Son sicuro che il Maestro è stato felice, almeno lo abbiamo onorato come si deve. E meglio di molti altri. E senza soldi vostri.
Memento: audere semper!

Buona Notte e Buona Fortuna!


PS: scusate il ritardo ma abbiamo finito la tournee che ci ha portato da Londra a Grosseto, passando per Vienna, Orbassano, La Spezia, Lucca solo due giorni fa ed ero oggettivamente un po' in coma. Ma l'affetto del pubblico, il successo, la decenza musicale offerta (assai rara al giorno di oggi) ci hanno scaldato il cuore.


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