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Rubriche : psicologia e sessuologia

Non essere geloso!

martedì, 10 gennaio 2017, 11:03

di francesca d'amico

La gelosia è un emozione che fa parte dell’uomo fin dalla più tenera età, tuttavia è un sentimento che viene drasticamente bandito dall’opinione pubblica, e non solo. Fin da piccoli madri amorevoli ci hanno ripresi teneramente dicendoci di non essere gelosi, spesso nei riguardi dei fratelli più piccoli, ma la vampata di gelosia che pervadeva nel momento in cui non eravamo gli unici detentori dell’amore esclusivo materno, ci faceva ardere a fuoco lento. Da adulti, nell’epoca della odierna globalizzazione, chi prova questo sentimento viene biasimato e additato di possessività, come se incarnasse vecchi cliché di chiusure mentali non più al passo coi tempi.

Cosa si cela dietro la gelosia, questa emozione che tutti provano e moltissimi negano? E soprattutto, quali dinamiche si instaurano riguardo alla gelosia “romantica”? In realtà di romantico la gelosia ha ben poco, a partire dal racconto che il geloso narra in primis a se stesso, come una sorta di diritto penoso, una sorta di prova d’amore: << Sono geloso perché ti amo!>>.

E’ detta gelosia quel sentimento doloroso che nasce da un desiderio di possesso esclusivo nei confronti della persona amata e dal timore, dal sospetto o dalla certezza, della sua infedeltà; tuttavia nella definizione stessa di gelosia vi è racchiuso tutto il dolore che la persona pervasa da tale emozione prova. Vi sono individui tormentati fin dalla nascita nonostante non vi sia una valida ragione per essere gelosi, sono dominati dal pensiero fisso del sospetto, che può divenire un assillo pericoloso e danneggiare i legami che vivono; la loro vita è un rimuginare di dubbi e incertezze dove il sospetto è un pensiero così potente da annientare ogni spiegazione razionale. Altro tipo di gelosie sono quelle definite “vere”, vissute da chi non è tendenzialmente geloso e si fida fin quando qualcosa di realmente preoccupante accade. In questa circostanza la gelosia inizia a camminare di pari passo con la sfiducia, con l’inevitabile susseguirsi di scenari che possono mettere a repentaglio il rapporto se il malinteso non viene sciolto o, se si tratta di strappo, la crisi superata.

Ma cosa vi è sotto la gelosia? Alla base di questo sentimento vi è un deficit nella fiducia verso se stessi e nei confronti degli altri, nonché una buona dose di insicurezza. Al di sotto di questa emozione vi è una forte paura di essere abbandonati, di non sentirsi abbastanza amati, di non trovarsi al centro dell’attenzione della persona amata. La manifestazione di tale sentimento appare sia negli uomini che nelle donne, ma con modi diversi di espressione. L’uomo ha generalmente il timore di essere tradito fisicamente, vive come rivali tutti i maschi simili a lui per caratteristiche intellettuali e fisiche, ma percepiti più dotati; non comprende come la partner possa trovare piacere nello svolgere in autonomia i suoi interessi, fosse anche solo andare a fare shopping con le amiche. La donna teme innegabilmente il tradimento fisico, ma è ossessionata dal coinvolgimento emotivo con un’altra donna, ha il timore di figure femminili che siano molto diverse da lei per aspetto fisico, status e professione, ricerca continuamente attenzioni da parte del partner su tutti i fronti, pervasa da una perenne scontentezza. In sintesi, uomini e donne, per quanto riguarda la gelosia, soffrono allo stesso modo, ma per cose diverse.

La gelosia è un’emozione invalidante per la persona e può mettere a serio rischio la vita della coppia, ma come può essere fronteggiata? Innanzitutto dipende dal tipo di gelosia con cui abbiamo a che fare. Esiste una gelosia di tipo “competitivo”, cioè caratterizzata dalla paura di perdere l’amato o l’amata, dalla ferita sofferta quando sembra che sia preferita un’altra persona, dall’ostilità nei confronti del rivale, vero o presunto, dai sensi di colpa che il soggetto si attribuisce per la

potenziale perdita: in questo caso la prognosi è favorevole nel momento in cui vi è una buona consapevolezza del proprio status e un dialogo aperto con il proprio partner riguardo a questa emozione ed al malessere che crea. Se questa tipologia di gelosia è portata all’esasperazione e diviene di tipo “delirante”, con un distacco effettivo dalla realtà, si invalida l’equilibrio personale e di conseguenza vi è l’incapacità di vivere sane relazioni. In questo caso è necessario l’intervento di uno specialista che valuti in maniera adeguata il reale grado di pericolo, dato che può sfociare in comportamenti di stalking e di violenza, sia fisica che psicologica. Tuttavia chi ha una buona considerazione ed autostima, passata la crisi, ritrova tranquillità e fiducia in se stesso, in quanto, accrescendo quest’ultima, si diviene più consapevoli di poter amare e di essere amati.

Oggi parliamo di gelosia solo quando si mettono in scena manifestazioni estreme, ma queste sono solo l’ultimo anello di una lunga catena che parte da lontano, dal rapporto che ognuno ha con se stesso. In ogni persona si annida, in una zona profonda e nascosta, il sentimento della gelosia. Il ritrovamento di essa e la consapevolezza di questo aspetto, potrà aiutare a dare una più chiara lettura di come siamo fatti, del motivo per cui ci disperiamo e diveniamo soffocanti nei confronti del partner, e non solo. Portando avanti la battaglia contro la demonizzazione di questa emozione, sicuramente non la elimineremo dalla nostra vita, ma riusciremo a conviverci in maniera tale da avere più fiducia verso noi stessi e verso il prossimo, con la possibilità di vivere relazioni autentiche e decisamente più appaganti.

 

Dott.ssa Francesca D’Amico

Psicoterapeuta – Psico Sessuologa

dott.ssafrancescadamico@gmail.com

cell.328.0056122


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