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Rubriche : psicologia e sessualità

Generazione gender

lunedì, 20 marzo 2017, 17:27

di francesca d'amico

Cosa è e cosa non è la teoria di genere? Nell’aria vi è molta confusione e dibattito riguardo alla cosiddetta teoria di genere. Prima di tutto è necessario parlare in maniera più appropriata di studi di genere, in quanto una teoria gender al momento non è presente nel panorama scientifico. I gender studies rappresentano un approccio multidisciplinare ed interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere.

Un primo chiarimento. Con il termine “sesso” si intende un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici ed anatomici; connotazioni sociali e culturali caratterizzano, invece, il termine “genere”. Sesso e genere vengono ancora troppo spesso usati in modo intercambiabile, ma è importante aver ben chiara la differenza in quanto sono due termini che fanno riferimento a caratteristiche della persona che nella maggioranza dei casi coincidono, ma non è sempre così!

Sulla scia dei chiarimenti è importante analizzare di cosa tratta la psicosessualità, ovvero dell’identità di genere, del ruolo di genere e dell’orientamento sessuale delle persone, in modo tale da sensibilizzare certe convinzioni e stereotipi legati ad una sfera così intima e delicata. L’identità di genere indica il senso di sé, l’unità e la persistenza della propria individualità maschile, femminile o bisessuale. Il ruolo di genere, invece, indica i comportamenti, gli atteggiamenti e i tratti di personalità che una società, in una data cultura ed in un dato periodo storico, designa come mascolini o femminili, come più appropriati al ruolo femminile e maschile. Per orientamento sessuale ci si riferisce alle modalità di risposta della persona ai diversi stimoli sessuali; la dimensione più importante riguarda il sesso del proprio partner, cioè la persona capace di indurre eccitamento sessuale, ed eventualmente anche risposte affettive e sentimentali, che definisce l’orientamento come eterosessuale, bisessuale ed omosessuale. Gli studi di genere non negano l’esistenza di un sesso biologico assegnato alla nascita, sottolineano che il sesso da solo non basta a definire ciò che una persona è. L’identità è una realtà complessa e dinamica, una sorta di mosaico composto dalle categorie sopra illustrate di sesso, genere, ruolo di genere ed orientamento sessuale.

Come riporta l’Associazione Italiana degli Psicologi, oggi più che mai, si assiste all’organizzazione di iniziative e mobilitazioni, sia su scala locale e nazionale, che tendono ad etichettare gli interventi di educazione alle differenze di genere e di orientamento sessuale, come pretesti per la divulgazione di una “ideologia del gender”. Il grande rischio è quello di unire, sotto un unico appellativo “gender”, studi, ricerche e rivendicazioni da parte di una comunità, che spesso vengono travisati e mal trasmessi. E’ opportuno rasserenare il dibattito e concentrarsi sulla messa in atto di progetti ben strutturati in campo scolastico, di sensibilizzazione alla sfera sessuo affettiva: nel nostro paese da troppo tempo si è tergiversato nella presa in carico di un aspetto così cruciale nello sviluppo dei nostri ragazzi.

Il fatto che il comportamento sessuale umano sia determinato in larga misura da fattori sociali, oltre che biologici, fa sì che non si possa più rimandare l’attuazione di un percorso educativo per i più giovani, cammino che necessita di partire fin dai primi anni di istruzione. E’ necessario adottare una metodologia basata sul lavoro di gruppo, sui concetti di comprensione empatica, stima e fiducia, improntata a facilitare e migliorare la comunicazione, consentendo ai ragazzi di apprendere in un clima di serenità e libertà. Sotto la guida di professionisti del settore psicologico, deve mirare a sviluppare la crescita integrale della persona, anche nelle sue componenti più intime, e a sviluppare la partecipazione attiva dei ragazzi in un clima di comprensione, calore e tolleranza. Gli studi di genere hanno portato alla riduzione di pregiudizi e discriminazioni basati sul genere e sull’orientamento sessuale, ma questi non devono essere piccoli spot all’interno di un percorso educativo. Ben venga un altro genere di educazione, un’educazione alla sessualità nel senso più ampio del termine, dove anche i genitori sono parte attiva nel percorso educativo, non solo agenti polemici, del dibattito sulla generazione gender.

Dott.ssa Francesca D’Amico

Psicoterapeuta – Psico Sessuologa

dott.ssafrancescadamico@gmail.com

cell.328.0056122


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