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Rubriche : lettere alla gazzetta

Auto in divieto di sosta davanti allo stadio, 126 euro di multa: missione compiuta, le casse del comune sono salve

giovedì, 20 aprile 2017, 19:55

di grandi aldo

Caro assessore alla polizia municipale Raspini,

il sottoscritto direttore della Gazzetta di Lucca le scrive questa lettera aperta perché crede che quanto è accaduto oggi pomeriggio a lui sia soltanto uno dei tanti esempi di ciò che accade quotidianamente alla città di Lucca e ai suoi abitanti.

Dopo aver lavorato dalle 8.30 di stamani, come tanti, come molti, il sottoscritto è dovuto uscire per recarsi sugli spalti dove un'amica aveva smarrito un cagnolino e gli aveva chiesto di correre a dargli una mano a cercarlo. Così, senza portarsi dietro la patente - già, da S. Alessio a S. Marco è un tragitto così lungo - ha raggiunto lo stadio e ha lasciato l'auto in sosta sul ghiaino del marciapiede antistante la zona della curva Ovest un po' spostato verso Porta Elisa. Uno slargo dove, la domenica durante la partita, le auto vengono sistematicamente lasciate a decine senza che nessun vigile urbano faccia neanche una contravvenzione. 

Il tempo di cominciare la ricerca ed ecco che, dopo esattamente otto minuti, chi scrive vede un vigile urbano aggirarsi intorno alla vettura. Corre e lo raggiunge e quello gli dice di aspettare che, sul marciapiede opposto, un ispettore con tre stelle e una vigilessa, stavano multando una Bmw Station Wagon in sosta sul marciapiede senza che la vettura desse intralcio a qualcosa o a qualcuno. Due auto nel raggio di almeno un chilometro di circonvallazione. 

Dopo aver multato la Bmw, i tre vigili urbani si sono avvicinati e sono scesi. Il sottoscritto, ovviamente, si è scusato e ha spiegato l'accaduto manifestando rammarico. La vigilessa ha chiesto la patente che, ovviamente, non c'era, ma l'ispettore ha telefonato al comando e ha preso atto che era tutto a posto. Non solo. Stesso discorso per l'assicurazione e anche per la carta di circolazione, revisione compresa. A quel punto l'autore di queste poche righe ha atteso, trepidante, il verdetto mentre l'ispettore si è allontanato per parlare con l'interlocutore al telefono. Finita la conversazione, nemmeno il tempo di dire qualcosa che la vigilessa ha preso il 'breviario' e ha iniziato a scrivere. 

Con sorpesa e incredulità il sottoscritto ha chiesto perché doveva ricevere una multa - sia pure oggettivamente in divieto di sosta e senza patente al seguito - se si era trattato solo di pochi minuti e visto che tutto era a posto e che la domenica tutta la circonvallazione è piena di auto senza che nessuno muova un dito. Risposta dell'ispettore: "La domenica è un'altra cosa e poi non dipende da noi". Il conducente, ossia chi scrive, si rassegna e chiede a quanto ammonti la contravvenzione. La risposta è pazzesca: 126 euro, un decimo di uno stipendio di una persona normale. "Lei era in divieto di sosta e per di più senza patente" spiega la vigilessa. Non solo. Nonostante gli stessi vigili abbiano controllato la validità della patente, entro dieci giorni il sottoscritto dovrà recarsi al comando a mostrare la patente stessa: non si sa mai.

A quel punto, di fronte a questa manifesta assenza di comprensione, a questa durezza e incapacità a calarsi nei panni di quei cittadini che lavorano e che magari desidererebbero una maggiore umanità, questo automobilista ha domandato se è giusto che per rimpinguare le casse del comune è necessario fare contravvenzioni a raffica, nemmeno si trattasse di un agente di commercio o di un rappresentante che più vendono e più ottengono; se, in particolare e visti i tempi già duri dove si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, non sarebbe il caso di usare una maggiore elasticità nei confronti dei cittadini già tartassati da tasse e imposte. Parole al vento. Il rispetto delle regole innanzitutto, la risolutezza a prescindere da ogni considerazione umanitaria.   

126 euro è una bella cifra, probabilmente servirà a pagare anche gli stipendi di numerosi dipendenti pubblici e degli stessi vigili urbani che, altrimenti, se non ci fosero i privati che producono ricchezza, farebbero ancora le multe alle Trabant di sovietica memoria, ma non è questo il punto. E' che la distanza tra il cittadino e l'amministrazione comunale di questa città è così ampia che, ormai, non c'è più modo di colmarla. Ci sono decine di accattoni, clandestini, persone senza patente e senza documenti che, se controllati, non possono ricevere contravvenzioni perché non le pagheranno mai e la stessa cosa accade per molti turisti che provengono dall'estero. Per chi, invece, vive a Lucca o in Italia, non c'è comprensione che tenga. Si stabilisce un budget in bilancio di soldi da recuperare con le multe e quelli devono essere, casomai di più, perché se sono di meno magari vuol dire che i vigili hanno lavorato male. 

L'arrabbiatura è tanta, l'amarezza anche, otto minuti e un'auto che non dava fastidio a nessuno per 126 euro, una vessazione, inutile dirlo. Ad un certo punto siamo stati anche colti dalla paura di trovarsi di fronte a chi, solo perché indossa una divisa, può trovare, se vuole, anche un'unghia incarnita e appioppare un'altra multa per chissà quale ragione.

Alla media di 10 mila sbarchi in una settimana e anche meno, arriveranno giorni in cui nemmeno potranno controllare i documenti a così tanti clandestini che non possiederanno nulla per impinguare le vostre esauste casse di questo Stato mangiatutto e assetato di sangue. Noi, da quest'altra parte, noi italiani, noi cittadini che paghiamo tasse e eimposte e produciamo quella ricchezza che serve a mantenere il pubblico impiego, non aspettiamo che quel momento.

Stia tranquillo Raspini, pagheremo anche questa multa e sarà un contributo, ci auguriamo l'ultimo, alla sopravvivenza della vostra giunta che ha necessità di bilancio così pressanti da aver bisogno di tartassare anche un povero automobilista che cerca un cane smarrito. Ma se anche non ci fosse stato nessun cane, quale fastidio dava l'auto a quell'ora e in quel posto? Forse una multa in più gratifica la sera quando tornate a casa e vi fa sentire più utili alla società e gratificati per aver represso un crimine così odioso come il divieto di sosta?

PS: a proposito assessore, la Dory - nella foto - oggi compie 92 anni e se la salute la sorreggerà, così come è accaduto il 4 dicembre 2016, anche a giugno sarà a votare. Chissà che anche questa volta, dopo la Brexit, dopo Trump, dopo il referendum di Puffo Renzi, non si riesca a calare un bel poker!

 


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