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Rubriche : lettere alla gazzetta

Niente di nuovo sul fronte... elettorale

lunedì, 19 giugno 2017, 11:06

di lettera firmata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa considerazione-analisi inviataci da un 'elettore come tanti' a proposito dell'attuale situazione politica e alla luce dei voti e dei comportamenti di questi ultimi giorni: 

Gentile Direttore,

mi permetto di rubarle qualche minuto, a lei e ai suoi lettori, nella ambiziosa pretesa di rappresentare molte più persone che non la mia, che si limita a mettere nero su bianco qualche pensiero.

Sono un ex elettore del Sindaco in carica: io ed altri abbiamo lavorato per molti anni nella speranza che la sua figura incarnasse quella volontà di cambiamento all'interno del centro sinistra che aspettavamo da tempo, qualcuno che avesse gli strumenti e la profondità di prospettiva per uscire dal cul de sac che ha bloccato le nostre azioni legandole alla solita noiosissima, prevedibilissima e certissima sequenza di cognomi che infesta la nostra comunità come quelle di molte di altre. Confidavamo che le parole ascoltate in molti discorsi si tramutassero in realtà. Abbiamo votato convintamente e poi, dopo una schiacciante vittoria nei numeri ma non certo in qualità, abbiamo atteso il totale di tanta somma.

Non voglio tediare nessuno in elenchi tragici che in queste ore si confonderebbero con propaganda di piccolo cabotaggio. Abbiamo poi assistito negli ultimi due anni all'incapacità del Pd di candidare qualcuno che riportasse, pur in una gerarchia partitica, un ordine ed un criterio nell'area di centro sinistra, ma anche lì le attese sono andate deluse. E ci troviamo ora di fronte ad un candidato che avrà attorno a sé molti di coloro che ha scansato come la peste per il suo mandato, e chi di lui diceva peste e corna. Non ditemi che questa è Politica, magari lo è con la minuscola, ma piccina piccina.

Gira voce che se Stefano Baccelli si fosse presentato alle elezioni, Remo Santini sarebbe rimasto pacifico pacifico a fare il giornalista alla Nazione. E ne aveva ben donde, e se ne potrebbero fare molte considerazioni. Invece è sceso a fare il candidato molle di un centrodestra dove non si capisce chi farà davvero da capomastro, chi da ingegnere e chi da manovale; fino a pochi giorni fa si immaginava che le carte tenute coperte fossero tattica, ora il timore è che sia un mazzo truccato, dove non ci siano differenze fra assi di cuori e due di picche. E non sono stati capaci di proferire chiare parole per togliere l'unico argomento della campagna elettorale a Tambellini, che non ha mai parlato di antifascismo in questi cinque anni, e ha perfino sbeffeggiato i suoi elettori e spesso amici, che andavano a chiedere aiuto per evitare le botte vere di questi personaggi poco edificanti che fanno capo alla tartaruga nera, riportando a casa un misero diniego che riduceva a nulla la minaccia, lasciando il dubbio che il Sindaco pensasse invece che i rompipalle erano i bimbetti dei centri sociali, quelli sì inseguiti per il G7 con determinazione e minacce.

La candidata Buonriposi, che tutta la vox populi dava come costruita da Pd per evitare una loro sconfitta altrimenti certa, non riesce a darci strumenti per smentire questi pensieri.

Ex Forza Italia, un passato in stretti rapporti con l'onorevole Bergamini, il marito che lavora in Kedrion, ha svolto la parte richiesta come una pessima recitante da telenovelas, e conferma ogni pregiudizio si potesse avere prima ancora di vedere il film, non riuscendo a chiudere un accordo con tutta la sua lista che probabilmente non ha le ragioni di lei per cedere all'accordo, e andando a recitare la personale intenzione alla stampa, che solo in futuro capiremo se fosse rosario, sfogo o memorandum per chi di dovere.

Poi ci si stupisce dell'astensionismo. Bisognerà fra poco invece insospettirsi di chi vi va ai seggi, perché il dubbio che vi si rechi solo chi ha qualche personale ritorno, certo o sperato, è davvero qualcosa di più che un brutto luogo comune. Vogliamo sindaci onesti, generosi, corretti, rispettosi della legge formale, delle corrette relazioni con i cittadini e con gli organi di rappresentanza, ambiziosi nelle idee ed umili nelle relazioni interpersonali. Sarebbe assai bello tornare a scegliere fra una dignitosa area che guarda a sinistra e una compagine rigorosa e compatta che guarda a destra. Si potesse cominciare in questi pochi giorni si recupererebbero magari qualche centinaio di elettori, a prescindere di chi scelgano. Prima ancora dei partiti mi pare che si abbia bisogno di un patto sociale sotto il quale ripararsi, senza colori o distinzioni. Ma di questo parleremo dopo la prossima domenica, qualunque cosa succeda.

La ringrazio per la pazienza


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