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Sviluppo sostenibile

Giovanni Barco, il carcinoma al pancreas ha ... i giorni contati

domenica, 18 giugno 2017, 09:54

di aldo grandi

E', da sempre, considerato uno dei tumori più gravi e senza possibilità di cure. Il carcinoma del pancreas, almeno fino a oggi, regalava, al massimo, sei mesi di vita al paziente distruggendone speranze di guarigione e, soprattutto, di vita. Una guerra vera e propria quella intrapresa dalla scienza, dai ricercatori, da tutti coloro che cercano non soltanto di combatterlo, ma anche di restituire dignità ai malati di cancro in generale.

Ebbene, adesso, nell'anno di (dis)grazia 2017, forse uno spiraglio, all'orizzonte, lascia intravedere la possibilità di una speranza se non proprio di una certezza. Il professor Giovanni Barco, biochimico e medico chirurgo, promotore delle terapie ossidative e inventore del cosiddetto Ossigeno poliatomico liquido, si è visto accogliere dall'Agenzia italiana del farmaco, il 31 maggio 2017, la possibilità di avviare la sperimentazione della sua metodologia di cura, ossia uno 'Studio di O2PL chemioterapie nel trattamento di II linea dell'adenorcarcinoma del pancreas localmente avanzato e/o metastatico'. 

La richiesta era stata presentata con regolare protocollo il 20 aprile dello stesso anno. Lo studio avrà come campione 25 pazienti e l'obiettivo è 'dimostrare come la somministrazione di una miscela di ROS in soluzione liquida, particolarmente ricca di ione superossido (O2-), indicata con O2PL aumenta l'attività antineoplastica e riduce l'attività tossica di alcuni farmaci già in produzione, anche nei casi di pregresso sviluppo tumorale associata a resistenza farmacologica'.

Si apre una nuova frontiera nella cura delle malattie tumorali e l'Ossigeno poliatomico liquido entra a pieno diritto, grazie al riconoscimento dell'Agenzia italiana del farmaco, tra le possibili cure cui il paziente può ricorrere. E ciò accade regolarmente, basterebbe vedere quanti sono i pazienti affetti da malattie similari che, provenienti non solo da tutta Italia, ma anche da paesi europei ed extraeuropei, scelgono di sottoporsi a queste terapie che, nella maggior parte dei casi, affiancano e aumentano gli effetti curativi delle applicazioni chemioterapiche riducendone anche gli effetti spesso negativi se non devastanti sull'organismo.

Nella cura del tumore al pancreas - vero e proprio spauracchio di migliaia di pazienti - i risultati sono stati, almeno fino ad ora, poco incoraggianti e la sopravvivenza mediana dal momento della diagnosi, come hanno rilevato alcuni studiosi stranieri a seguito di indagini statistiche, si attesta attorno ai 4/10 mesi.

L'applicazione costante dell'Opl (ossigeno poliatomico liquido) è riuscita, almeno stando a quelle che sono le ricerche effettuate dal professor Barco, ad aumentare la sopravvivenza fino a oltre due anni restituendo dignità e autonomia all'individuo e riducendo gli effetti collaterali delle applicazioni chemioterapiche fino a giungere, in alcuni casi, a speranze, concrete, di sopravvivenza ben oltre le più rosee speranze.

In sostanza e per i non addetti ai lavori, è stato rilevato come la presenza di ossigeno nei tessuti riesca a impedire la proliferazione di cellule tumorali arrestandone la moltiplicazione. Queste ultime hanno facile gioco nel riprodursi in presenza di anidride carbonica (CO2).

"Esiste - è scritto nella richiesta, approvata, rivolta all'Agenzia italiana del farmaco - un rapporto diretto tra ridotta pressione parziale di ossigeno tessutale e la comparsa, il mantenimento, la crescita e la progressione metastatica della maggior parte delle neoplasie. E' stato osservato, durante gli studi e le applicazioni del professor Barco, che l'Opl (ossigeno poliatomico liquido) in quanto è una miscela acquosa di ROS (specie reattiva all'ossigeno) e soprattutto ricca di Ione superossido (O2-), è in grado di attivare i metabolismi ossidativi mitocondriali inducendoli a produrre un'alta quantità di ATP, che rappresenta un forte segnale di differenziamento delle cellule neoplastiche che esprimono sulle loro membrane cellulari il ricettore CD133, tipico delle cellule staminali, stabilizzando la cellula neoplastica e riducendo così la sua tendenza alla moltiplicazione e alla progressione metastatica, ma anche attivando, sempre nelle stesse cellule che esprimono il ricettore CD133, la morte programmata per apoptosi". 

"Alte dosi di Opl - ha appurato il professor Barco con la sua équipe - somministrate in continuo, migliorano la qualità della vita dei pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico riducendo gli effetti collaterali dei chemioterapici somministrati e in alcuni casi si osserva un potenziamento del chemioterapico somministrato".

Forse non tutti si rendono conto di ciò che questo significa se, soprattutto e come ci si augura, i risultati fino ad oggi conseguiti dal professor Barco dovessero trovare conferma e sviluppo nei mesi a venire. Le cure chemioterapiche che, spesso, devono venire interrotte poiché l'organismo non riesce a smaltirle e a reggerle, grazie all'Opl possono essere sopportate e, soprattutto, hanno una efficacia e una efficienza migliori e, potenzialmente, risolutive. 

Ma che cosa è l'Opl? L'Opl (Ossigeno poliatomico liquido) è una miscela acquosa iniettabile per endovena, ricca prevalentemente del radicale libero superossido (O2-) alla concentrazione satura molale di 1 gr./lt e tracce di ossigeno molecolare (O2) e NO2.

"Finalmente - ha detto Giovanni Barco - l'Opl entra di diritto tra le cure di importanti malattie non ultime quelle neoplastiche. Così il protocollo dell'adenocarcinoma del pancreas inizia un percorso di verifica dei risultati conseguiti nell'uso dell'Opl. Le aspettative sono alte in quanto esperienze hanno dimostrato che le cellule tumorali sfuggono l'ossigeno e stati di ipossia (carenza di ossigeno) aumentano la tendenza alla proliferazione neoplastica e progressivamente metastatica".

"L'uso dell'Opl nelle malattie neoplastiche - spiega ancora il professor Barco - è molto recente, ma i risultati sono molto incoraggianti anche se manca ancora una valutazione a lungo termine. Quello che è stato possibile rilevare è stata la capacità dell'Opl di migliorare la tollerabilità dei farmaci chemioterapici riducendone gli effetti dannosi sull'organismo, permettendo, così, di completare i cicli chemioterapici, senza dover sospendere l'assunzione di farmaci, ma anche migliorando la qualità della vita condotta dal paziente durante la terapia". 

 

 

 

 

 


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