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A.S. Lucchese

Da Azizou a Zabov, l’alfabeto degli stranieri rossoneri. L’ondata magiara “invade” Lucca

martedì, 23 febbraio 2016, 16:36

di michele masotti

Il quarto capitolo di questa rubrica, dedicata ai calciatori e allenatori stranieri che hanno fatto parte della Lucchese, parla quasi interamente ungherese. Infatti ben cinque dei sei protagonisti di queste righe, ossia personaggi compresi tra la lettera H e la K, provengono dall’Ungheria, nazione culla del calcio danubiano che ha sfornato, nella prima metà del XX° secolo, grandi interpreti di questo sport come Puskàs e Hidegkuti. Il calciatore magiaro più importante della storia rossonera è stato senza dubbio l’attaccante Mihàly Kincses, seconda punta che a Lucca visse la stagione più prolifica della sua avventura italiana.Era ungherese ma, a differenza di altri connazionali, non lasciò un grande ricordo all’ombra delle mura Arpàd Hajos. Ex giocatore negli anni 20’ di Bologna e Milan, una volta terminata la carriera Hajos si stabilì in Italia, divenendo poi allenatore e guidando ben diciotto squadre, per lo più in serie minori, tra il 1930 e il 1953.

A Lucca ebbe l’occasione, seppur esclusivamente per le prime sette giornate, di allenare in Serie, stagione 1947-1948, venendo esonerato dopo aver raccolto quattro punti, frutto di due vittorie al fronte di cinque pesanti sconfitte, come i 6-0 rimediati contro l’Inter e il Torino. Decisamente diversa fu l’esito dell’avventura in rossonero del già citato connazionale Mihàly Kincses, arrivato a Lucca dal Bari nell’estate del 1949. Questo brevilineo attaccante, che poteva vantare all’epoca anche esperienze con Atalanta e Juventus, siglò 18 reti nel campionato 1949-1950 contribuendo in maniera determinante alla salvezza dei rossoneri. Di quella stagione resta celebre il goal vittoria realizzato, nel capodanno 1950, a Torino contro i futuri campioni d’Italia della Juventus.

Nelle successive due stagioni, anche a causa di un’età non più giovanissima, l’apporto di Kincses si tradusse in trentadue presenze e cinque reti, di cui resta memorabile un poker di reti rifilata all’Atalanta. Dopo la Lucchese l’attaccante magiaro, scomparso nel 1979, ha difeso le maglie di Salernitana e Cavese.  Jòzsef King, altro ungherese, è stato l’allenatore della pantera nella stagione 1945-1946 che segnò il ritorno del calcio, in competizioni ufficiali e federali, a Lucca. Arrivato in Italia per allenare King divenne celebre aver portato il Pisa nella finale scudetto, persa poi con la Pro Vercelli nel 1921.

Con la Lucchese, ormai prossimo a chiudere la propria carriera, King ottenne un secondo posto alle spalle del Prato nel girone Centro-Sud di Serie C, piazzamento che valse ai rossoneri il ripescaggio in cadetteria. Durò soltanto quattro partite, dalla seconda alla sesta giornata, con altrettante sconfitte l’era dell’ungherese Stanislao Klein alla guida della Lucchese annata 1941-1942, stagione che vide i rossoneri chiudere la classifica della Serie B con soli undici punti. Per ironia del destino il tecnico magiaro, una volta esonerato dalla Lucchese, venne assunto nella stessa stagione, all’epoca i regolamenti lo permettevano, dal Bari.

Con i galletti Klein, in panchina dalla ventesima alla trentaquattresima giornata, conquistò la promozione in A. Spostando in avanti di sessantaquattro anni le lancette della storia rossonera, si arriva al gennaio 2006 quando Youssouf Konè, centrocampista classe 1983, approda alla Lucchese dopo un gran match giocato al Porta Elisa con la maglia del Gela. Konè, centrocampista con compiti prevalentemente di interdizione, totalizzò 27 presenze nell’anno e mezzo in cui vestì i colori rossoneri senza essere mai un vero e proprio titolare né con Simoni, Pea e tantomeno Stringara.

Dopo la Lucchese, il calciatore africano è rimasto in Italia giocando sempre nell’attuale Lega Pro con Castel di Sangro, Pro Sesto, Cassino e Latina. Chiudiamo questo spazio con un altro allenatore ungherese che, dopo la sua stagione a Lucca, ha gettato le basi per la creazione del “Grande Torino”. Stiamo parlando di Andràs Kuttik, centrocampista modesto che ha saputo trasformarsi in un tecnico di ottimo livello. L’allenatore magiaro allenò la Lucchese in Serie B nella stagione 1940-1941 conducendo una formazione discontinua, in gran parte formata da giovani, al decimo posto finale. Ingaggiato dal celebre presidente del Torino Ferruccio Novo nell’estate del 1942 Kuttik, sebbene si dimise dopo la tredicesima giornata, introdusse negli schemi tattici dei granata il proverbiale “sistema” poi utilizzato con successo dagli altri allenatori di quella formidabile formazione. Kuttik, nel corso della sua carriera da mister, ha effettuato anche esperienze in Messico alla guida del Guadalajara e in Turchia con il Besikitas, club di Istanbul con cui vinse il campionato nel 1960.
Michele Masotti


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