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A.S. Lucchese

Spezzeremo le... Reni alla Lucchese

martedì, 12 marzo 2019, 19:22

di aldo grandi

C'era già uno, tanti anni fa, che aveva la fissazione di spezzare le reni a qualcuno. Lo aveva fatto, riuscendovi, con il Negus, lo ripeté, arciconvinto, qualche anno dopo all'indirizzo della Grecia. Peccato che, se non fosse stato per l'intervento risolutivo dei tedeschi, non solo non avrebbe mai spezzato quelle reni, ma sarebbe stato ricacciato a pedate nel culo in mare. Altri tempi, tempi in cui un certo Benito Mussolini provò a spaccare il mondo senza rendersi conto che sarebbe stato il mondo a spaccare lui e, purtroppo, anche centinaia di migliaia di italiani.

A Lucca di Reni ne abbiamo uno e fino a qualche tempo fa ce lo eravamo tenuto bello stretto. Era ed è Renzo, il custode del Porta Elisa, colui che teneva più al campo che alla propria salute se è vero che a dicembre dell'anno passato dovette ricorrere ad un intervento chirurgico per rimettersi in sesto e verità vuole che durante il ricovero in ospedale non gli giunse, dalla società Lucchese Libertas 1905 nemmeno una telefonata per sentire come stava. 

Ma non è tutto. Fuoriuscito sano e salvo dall'operazione, si offrì, visto le vacche magre in casa rossonera, di curare il manto erboso gratuitamente, ma qualcuno, uno di quei geni della stirpe che a Lucca abbondano, non ne ha voluto sentir parlare, con il risultato che, adesso, sono i giocatori a doverci pensare.

Ma lui, Renzo Reni da Lucca, da una vita allo stadio, non si è dimenticato della Lucchese anche se la Lucchese si era dimenticata di lui e, così, quando l'altra mattina il mister Giancarlo Favarin gli ha chiesto un aiuto, non soltanto ha risposto presente, ma lo ha fatto con un entusiasmo degno di miglior sorte. "Gliel'ho detto al mister - spiega Reni - Lo faccio per lei e per i ragazzi, ma gli altri non meritano niente".

Così, grazie a Reni e, ovviamente a Vittorio Tosto patron di Green Soccer e gestore degli impianti sportivi accanto allo stadio, la squadra ha potuto allenarsi sul prato e, successivamente, recarsi a fare la doccia presso la struttura adiacente. E stessa cosa accadrà nei prossimi giorni a partire da domattina quando i ragazzi si spoglieranno direttamente al centro sportivo Sandro Vignini e Massimiliano Fiondella per allenarsi nei campi in sintetico di Tosto.

In realtà sono stati in tanti a darsi, più o meno volontariamente da fare per spezzare le reni, quelle vere, alla Lucchese Libertas 1905, a cominciare dal suo ex presidente e proprietario unico Arnaldo Moriconi, sparito e fattosi vivo con una lettera del proprio legale che, in parole povere, diceva che lui, ormai, con la società rossonera non aveva più niente a che fare. Anche il sindaco, che sembrava possedere la lampada di Aladino o così, comunque, aveva dato ad intendere, alla fine non solo non ha trovato qualcuno disposto a immolarsi per salvare la squadra cittadina, ma niente ha fatto per evitare il taglio del gas e, pare imminente, anche quello della corrente elettrica.

Chi scrive ha già tante di quelle querele che se dovesse lasciare le briglie e dire quel che pensa, ne ricaverebbe altre senza nemmeno sforzarsi più di tanto, ma, appunto, c'è un ma ed è che non vale assolutamente la pena. La Lucchese è stata abbandonata da tutti salvo che dai tifosi, dai giocatori e dalla parte sana e popolare della città. Per il resto, quelli che i soldi li hanno, ma li spendono solamente se sono sicuri di averne, in cambio, altrettanti, hanno tenuto bocche e tasche ermeticamente chiuse. 

Siamo alla fine. Non c'è più alcuna speranza perché, oggettivamente, pensare che un qualsiasi aspirante suicida voglia gettare 350 mila euro per una semplice sia pure motivata, multa, è un azzardo fuori da ogni comprensione umana.

Renzo Reni è rimasto l'ultimo a tenere in mano le chiavi, sia pure quelle di un altro impianto, ma di una struttura nella quale Vittorio Tosto ha gettato tutto il suo amore per i colori rossoneri mettendolo a disposizione della squadra di Obbedio e Favarin.

La nave rossonera sta affondando e i topi, a differenza di quanto accadde sul Titanic, si sono già dati alla fuga, molto, ma molto tempo prima che il vascello cominciasse a imbarcare acqua. Grazie a questa gente la Lucchese e la città di Lucca sono state sputtanate un po' ovunque, dalla Domenica Sportiva ai principali quotidiani alle Tv locali su e giù per la penisola. Ha ragione Favarin quando dice che una cosa del genere non gli era mai capitata, nemmeno nel peggiore degli incubi, nemmeno l'ultima volta quando a fallire furono Giuliani e Valentini.

Le reni, a Renzo Reni, non le ha spaccate né le spaccherà nessuno, ma alla Lucchese, diciamolo serenamente, hanno fatto di tutto per spezzarle reni e tutto il resto, in una sorta di mattanza senza rispetto né dignità. Si sono succeduti, al timone rossonero, personaggi la cui credibilità umana e professionale è pari a quella del porco ossia zero e i tifosi, invece di contestare, hanno fatto quello che si fa quando c'è di mezzo l'onore e la fedeltà: si sono stretti intorno alla squadra e allo staff tecnico. Disposti e disponibili ad andare fino in fondo costi quel che costi. Non resterà granché, di questa tornata calcistica made in Lucca, ma una grande lezione per tutti, questa sì, non la toccherà né toglierà nessuno.

Nella foto: Renzo Reni al centro sportivo Vignini-Fiondella

 


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