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A.S. Lucchese

Giuliano Lombardi, un burbero dal cuore tenero

martedì, 23 aprile 2019, 22:10

di aldo grandi

La notizia è arrivata, come spesso arriva, via cavo, di questi tempi via cellulare e a darla è stata, suo malgrado, Alessia Lombardi, la figlia, collega e amica, di Giuliano Lombardi, un uomo burbero, ma dal cuore tenero. Suo papà non ce l'ha fatta, era malato da tempo e ad assisterlo proprio Alessia insieme alla mamma, donna straordinaria e di forte tempra. Giusto un anno fa, di questi tempi, un altro lutto colpì Alessia, la morte del suo compagno Claudio Di Bert, anche lui appassionato dei colori rossoneri e anche lui, più volte, in viaggio su e giù per la penisola per assistere alle partite della Lucchese Libertas 1905.

La prima, vera trasferta, inizio di un filotto durato anni e sparpagliato tra il sud, il centro e il nord di questo disgraziato stivale, fu, andiamo a memoria, ad Andria, contro la Fidelis, partenza con Emiliano Pellegrini alla guida, Giuliano Lombardi seduto accanto, dietro Claudio, il sottoscritto e Alessia. L'auto, una Mercedes di colore grigio metallizzato, di proprietà, se non andiamo errati, di Giuliano - la maggior parte era Emiliano a prendere un'auto a nolo - ci mise un tempo record per arrivare dall'altra parte dell'Italia, non ricordiamo esattamente quanto, ma facemmo in tempo ad arrivare a Trani, mangiare da Dio sul lungomare e, poi, recarci allo stadio. 

Se la memoria non ci tradisce, il contachilometri segnava, costantemente, i 180 chilometri orari e, forse, anche qualcosa di più. Giuliano, adesso, ci ha lasciati ed era, ormai, da diverso tempo che la sua voce, a volte con un timbro esagerato, non accompagnava più le partite dei rossoneri. In decine di trasferte avevamo imparato a raccontarci, più o meno, la nostra vita, lui, ex carabiniere a cavallo, era stato spedito a combattere il separatismo in Sardegna dove, sul finire degli anni Sessanta, Graziano Mesina, Grazianeddu, la faceva da padrone. Ed era stato proprio in un conflitto a fuoco con il bandito che Lombardi restò gravemente ferito e, da lì a pochi anni, mandato in pensione. 

Giuliano Lombardi non aveva un carattere facile. Era facile, questo sì, all'incazzatura, soprattutto quando guardava le partite della Lucchese e, in trasferta o in casa che fosse, la sua voce risuonava, a volte, così forte e così pesa da far temere a noi neofiti chissà quale sventura. 

Era un uomo burbero, con un tono di voce alto, che non le mandava a dire e, che, anzi, si toglieva sempre, quando lo aveva, il sassolino dalle scarpe. Stravedeva per suo figlio ex arbitro e carabiniere e per la figlia Alessia, che non esitava a rimproverare e lei, altrettanto tosta, in grado di rispondere e fare come voleva. Abitavano, una volta, sulla via Romana, poco dopo il bar Achille, e con il sottoscritto avevano, in comune, la passione per la Fiorentina. Non a caso la cagnolina di casa aveva, come nome, Viola. 

All'epoca Alessia Lombardi collaborava con Il Tirreno mentre il sottoscritto ed Emiliano Pellegrini, con Luciano Nottoli e Fabio Lenzi, scrivevamo di Lucchese su La Nazione. Giuliano avrebbe voluto e non rammentiamo quante volte lo ebbe a dire, che la figlia riuscisse, in un modo o nell'altro, a passare al quotidiano fiorentino e, alla fine, con sua soddisfazione, c'è riuscita.

Era Giuliano, innamorato delle auto e la sua era sempre tra le più belle, con un debole, appunto, per le auto tedesche di grossa cilindrata. Fu lui, un giorno, durante una trasferta alla quale partecipò anche il figlio Alessio del sottoscritto, che gli parlò della possibilità di fare l'arbitro visto anche il fisico, e, senza che il padre ne venisse a conoscenza, Alessio Grandi si iscrisse proprio alla sezione di Lucca iniziando a indossare la giacchetta nera.

Al di là del carattere burbero e, a volte, anche intrattabile, Giuliano Lombardi aveva un cuore tenero ed era conosciuto da tutti. Lui solo a Lucca, oltre al Valter Nieri che si occupava dei cinema, era in grado di riempire le sue cartine geografiche di Lucca con decine e decine di annunci pubblicitari. In questa attività lo aiutava proprio Alessia che aveva la passione per il giornalismo e l'editoria. Con lui abbiamo vissuto un'epoca calcistica rossonera che non era certamente quella della serie B di Maestrelli e Grassi, ma gli ultimi anni di Grassi e l'avvento dell'era Fouziana. Ricordare, oggi, in questa triste circostanza, Giuliano Lombardi, fa male al cuore, lui che ogni volta che ci accoglieva si vedeva che aveva il piacere di starci ad ascoltare oltre a quello di invitarci a prendere qualcosa al tavolo di casa. 

E da Giuliano Lombardi, così come dai Pellegrini e dai Claudio Di Bert, da Alessia Lombardi e dai Luca Tronchetti e i Giulio Del Fiorentino così come dai Luciano Nottoli e tanti altri, imparò, il sottoscritto, ad entrare in confidenza con il calcio di serie C: fu un apprendistato splendido, fatto di ricordi e complicità, indimenticabile.

Non esistono più, oggi, personaggi come lui, capace di guidare e organizzare il tifo rossonero quando il calcio era ancora miseria e nobiltà allo stesso tempo. I funerali si svolgeranno venerdì prossimo 26 aprile alle 15.30 alla chiesa dell'Arancio. Non mancheremo. Alla famiglia Lombardi le condoglianze di tutta la redazione de La Gazzetta di Lucca.

Nelle foto: in alto la trasferta a Trani e, in basso, un'immagine scattata a Padova. Entrambe le foto sono dell'archivio privato della famiglia Lombardi.

 

 


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