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A.S. Lucchese

Capolavoro compiuto: la Lucchese resta in C grazie ad un monumentale Falcone

sabato, 8 giugno 2019, 20:11

di michele masotti

1-0 (2-3 ai rigori per la Lucchese)

Bisceglie (4-3-1-2): Vassallo, Calandra (9’pts Longo), Markic (6’sts Mastrilli), Zigrossi e Giron; Parlati, Giacomarro (82’Bangu) e Risolo; Triarico; Starita e Djoulou (1’sts Scalzone) A disposizione: Addario, Ndiaye, Bottalico, Dellino, Cuppone, Camporale, Cuomo e Casella Allenatore: Rodolfo Vanoli

Lucchese (4-3-3): Falcone, Lombardo, Martinelli (7’pts Santovito), De Vito e Favale; Bernardini, Mauri e Zanini; Sorrentino, Bortolussi e De Feo (46’Provenzano)(1’sts Di Nardo) A disposizione: Aiolfi, Bacci, Palmese, Strechie, Isufaj e Fazzi Allenatore: Giovanni Langella (Favarin in tribuna poiché squalificato)

Arbitro: Giacomo Camplone di Pescara (Assistenti Ruggieri di Pescara e Saccenti di Modena)

Marcatore: 52’ autorete di Mauri

Sequenza rigori: Lombardo (L) parato, Scalzone (B) parato, Bortolussi (L) fuori, Triarico (B) parato, Mauri (L) gol, Bangu (B) gol, Di Nardo gol, Zigrossi (B) gol, Sorrentino (L) parato, Starita (B) parato, Zanini (L) gol e Longo (B) alto.

Note: Ammoniti Triarico, Markic, Risolo e Martinelli. Calci d’angolo 8-4. Recupero tempi regolamentari 0’ e 2’. Recupero supplementari 1’ e 0’.

La Lucchese di Giancarlo Favarin scrive una memorabile pagina della sua ultracentenaria storia mantenendo la Serie C nonostante il -23, record in Italia, subito e avversità di ogni genere. In quel di Bisceglie l’epica stagione della Pantera si chiude come era iniziata, ossia con un fantastico para rigori. Ad inizio agosto era stato Stefano Aiolfi a neutralizzare quattro penalty in Coppa Italia all’Arezzo, stasera ci ha pensato un monumentale Wladimiro Falcone a chiudere a respingere i tentativi dagli undici metri di Scalzone, Triarico e il match point di Starita, prima che Longo calciasse alto quello decisivo. Il calcio toglie e il calcio dà: lo scorso anno era stato proprio Starita a impedire alla Lucchese di andare ai play-off, adesso il numero dieci pugliese assapora l’amaro calice della Serie D. Un’impresa storica, dicevamo, quella di questi “cuccioli” della Pantera. Eccezionali nel non mollare mai, sospinti sempre da degli impagabili, durante tutto l’anno sebbene la situazione societaria stesse precipitando. È il capolavoro del ds Antonio Obbedio, architetto di questa Lucchese, di Giancarlo Favarin, uomo vero in un calcio che sta perdendo quei valori fondamentali, di tutto lo staff tecnico e di coloro che hanno lavorato dietro le quinte. Il “tetto”, Favarin dixit, è stato messo. Per il tecnico pisano, un lusso per la C, si tratta, a pieno titolo, di un successo ancora più grande dei due campionati vinti con la Pantera dieci anni fa. Questo gruppo di lavoro, lo ripeteremo fino alla morte, è un vanto per la città di Lucca. Sprecare il patrimonio calcistico e morale di questi ragazzi sarebbe un delitto atroce: chi può salvare la Lucchese entro il 24 giugno si muova al più presto.

La serata della verità è finalmente arrivata. Al “Gustavo Ventura” la Lucchese, forte dell’1-0 dell’andata, si presenta con un 4-3-3 che la dice lunga sulle bellicose intenzioni offensive dei ragazzi del duo Favarin-Langella. La più grossa novità è rappresentata dal rientro tra i titolari, l’ultima volta era stato il 27 aprile a Chiavari nell’1-1 contro l’Albissola, di Gianmarco De Feo che compone il tridente con gli intoccabili Sorrentino e capitan Bortolussi. L’acciaccato Provenzano finisce in panchina; il suo posto in mezzo al campo viene preso da Bernardini. Pantera accompagnata da 300 irriducibili tifosi. I locali, dal canto loro, ritrovano Djoulou, schierato in attacco da Vanoli con il furetto Starita, mentre Scalzone e Cuppone sono arruolabili soltanto per la panchina. A Triarico il compito di innescare le due rapide punte. Confermato in toto il pacchetto arretrato dei nerazzurri.

Match spezzettato da tanti falli nelle prime battute. Al 7’ ordinaria amministrazione per Falcone che blocca con sicurezza un colpo di testa di Triarico. Rispetto alla gara di sette giorni fa, il copione tattico è scritto, come è normale che sia alla luce dell’1-0 maturato a Lucca, da un altro sceneggiatore. Padroni di casa che provano ad impostare, peraltro con scarsi risultati e tanti errori banali, mentre la Lucchese si difende con ordine grazie ad una retroguardia a quattro compatta. Al 20’ ci prova su punizione Triarico senza inquadrare lo specchio della porta. Passano sette minuti e un lancio dalle retrovie innesca la corsa di Djoulou che si libera, forse con una trattenuta, di De Vito ma, buon per i rossoneri, spara sopra la traversa a tu per tu con Falcone. Sul finire di frazione una velenosa punizione laterale di Lombardo costringe Vassallo alla respinta con i pugni. È l’ultimo squillo di un primo tempo combattuto, dipanatosi soprattutto in mezzo al campo.

La ripresa si apre con la mossa di Langella: fuori De Feo e dentro Provenzano che va a ricoprire il consueto ruolo di trequartista. Al 50’ una bella punizione dello specialista Triarico, il più attivo dei suoi, sfiora l’incrocio dei pali alla destra di Falcone. Duello che si rinnova pochi secondi dopo, con la risposta in tuffo del numero uno rossonero. Dalla conseguente bandierina una sfortuna deviazione verso la propria porta di Juan Mauri porta in vantaggio il Bisceglie. Pantera che accusa il colpo ed è costretta, nel giro di pochi minuti, a subire tre corner di fila che fortunatamente non producono esiti. Al 66’ bella ripartenza di marca ospite con Provenzano che innesca Bortolussi. Il capitano della Lucchese si invola verso la porta di Vassallo perdendo, però, l’attimo di calciare per poi finire a terra dopo un lieve contatto con Giacomarro, capitano dei locali. Per Camplone è tutto regolare. Centoventi secondi dopo ci prova Lombardo dalla lunghissima distanza con Vassallo che, in qualche modo, devia lateralmente. Segnali di ripresa di marca rossonera. Al 77’ Triarico non concretizza un’altra ripartenza, mentre dalla parte opposta Vassallo se la cava, non senza difficoltà, sul destro da fuori area di Zanini.

I pericoli maggiori per la porta di Falcone arrivano dai calci d’angolo, come al 88’ quando Starita, tutto solo sul secondo palo, spedisce fuori di testa. Dopo due minuti di recupero, triplice fischio di Camplone che rimanda il verdetto ai tempi supplementari. Overtime che si apre con una duplice chance per la Lucchese. Dapprima Provenzano si fa murare il destro da Markic, poi Bortolussi non riesce a girare con forza di testa il traversone recapitatogli da un’instancabile Giulio Favale. Per non correre rischi Langella sostituisce Martinelli, unico ammonito dei rossoneri, con Santovito. Gli ultimi quindici minuti della stagione si aprono con un’ulteriore tegola per la Lucchese. Provenzano, entrato ad inizio del secondo tempo regolamentare, è costretto ad abbandonare il campo per il riacutizzarsi di un problema muscolare: al suo posto dentro Di Nardo. Scalzone e Mastrilli, invece, sono gli innesti operati da Vanoli. Al 111’ un tiro cross proprio di Di Nardo non viene corretto da nessuno in porta. L’ultima chance per i ragazzi di Favarin consiste in un Lombardo che finisce a lato. Il fischio finale di Camplone rimanda l’inappellabile verdetto alla lotteria dei calci di rigore.

Dagli undici metri, la tensione e la stanchezza, unite alla bravura dei portieri, giocano brutti. In casa rossonera sbagliano Lombardo, Bortolussi e Sorrentino. Falcone indossa il mantello di Superman e, dopo averne parati due, neutralizzando il match point a Starita. Si va ad oltranza dove Zanini è magistrale nel spedire la sfera all’incrocio dei pali, mentre Longo spedisce la sfera nella curva dei tifosi rossoneri. La meritata festa per questi ragazzi e per tutto il popolo rossonero può finalmente partire. La Lucchese mantiene alla Serie C alla faccia di tutti coloro i quali le hanno voluto male e di chi le ha creato difficoltà di ogni genere insufficienti, però, per impedire a Bortolussi e compagni di dare l’ultima pennellata a questo memorabile affresco.

Foto di copertina: Gazzetta Lucchese

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