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A.S. Lucchese

Lucchese, l’abbraccio dei tifosi nella notte del Porta Elisa

lunedì, 10 giugno 2019, 00:05

di michele masotti

Come l’omerico Ulisse, tornato nella sua Itaca dopo aver affrontato e sconfitto innumerevoli nemici, la Lucchese, al termine di una stagione romanzesca, si è goduta l’affetto e il calore degli oltre mille tifosi presenti sul prato del Porta Elisa. Una serata che ha testimoniato, per l’ennesima volta, la simbiosi venutasi a creare tra i tifosi della Pantera e questo gruppo di calciatori. È tangibile l’entusiasmo che si è ricreato attorno ai colori rossoneri, un patrimonio di cui la città deve essere fiera e che, se possibile, dovrà essere salvaguardato.

Tifosi di ogni età, alcuni reduci dalla lunga, sofferta e alla fine dolce trasferta di Bisceglie, hanno reso omaggio a capitan Mattia Bortolussi e compagni. Non è mancato lo spettacolo pirotecnico, dopo che ogni singolare giocatore, staff tecnico e dirigenziale (segretaria Marcella Ghirardi in testa nda) aveva raccolto la meritata razione di applausi. Assente giustificato, assieme a De Feo, Giancarlo Favarin, fermatosi a Roma con la sua famiglia per rilassarsi dopo il turbinio di emozioni scaturiti dall’ultima battaglia, sportivamente parlando, andata in scena al “Gustavo Ventura” di Bisceglie. “La salvezza raggiunta vale più della vittoria di un campionato.” – ha dichiarato Giovanni Langella- “Abbiamo mantenuto la C nonostante il -23, le mille difficoltà e i due play-out, eventualità che non si era mai verificata nella terza serie nazionale. Grazie anche ai tifosi che non ci hanno mai abbandonato. Ora speriamo che possa risolversi la situazione extra campo: sarebbe un peccato disperdere questa rosa dopo solo una stagione.”

Già, perché oltre un cuore infinito, la Lucchese 2018-2019 ha evidenziato individualità importanti. Dall’eroe di Bisceglie, al secolo Wladimiro Falcone, autore di una memorabile seconda parte di stagione, alla coppia di difensori centrali Gabbia (impegnato con la nazionale Under 20 nda)- Martinelli, marcatore vecchio stampo e uno dei leader dello spogliatoio. Il cecchino Mattia Lombardo, sei centri per lui senza contare gli assist ed un amore viscerale per questa città, l’instancabile Giulio Favale, uno dei migliori a Bisceglie, per arrivare a Mauri, arrivato sul gong della sessione estiva e diventato presto il metronomo della mediana rossonera. Menzione speciale pure per la classe di Provenzano, la duttilità e i micidiali inserimenti di Matteo Zanini. Come non sottolineare le annate degli interpreti offensivi: la strepitosa stagione del capitano Bortolussi, 7 gol e diversi assist fabbricati dal classe 1996, lo spirito di sacrificio, oltre ai 9 centri stagionale, e l’attaccamento alla Pantera di Lorenzo Sorrentino, commossosi durante la conferenza post Lucchese-Bisceglie e lo stesso De Feo, sempre positivo nella vita quotidiana del gruppo dopo una prima stagione condita da sette reti.

Impossibile dimenticare anche gli altri, come il motorino Bernardini, diventato titolare all’inizio del girone di ritorno, lo sfortunato Simone Greselin, i giovani Strechie, Santovito e Di Nardo. Tutti hanno apposto il loro importante mattoncino per costruire, Favarin dixit, il grattacielo della salvezza. Questi volti, entusiasti, orgogliosi e commossi rimarranno impressi nella storia della gloriosa Pantera che, qualunque cosa accada, continuerà a graffiare.

Foto Alcide

 

 

 


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