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A.S. Lucchese

Non basta un generoso finale, la Lucchese cade in casa

domenica, 22 novembre 2020, 15:07

di michele masotti

0-1

Lucchese (3-5-1-1): Coletta, Benassi, De Vito (71’Scalzi) e Dumancic; Panati (46’Papini), Sbrissa, Cesaay (71’Meucci), Kosovan (46’Moreo) e Adamoli; Nannelli; Binachi A disposizione:Biggeri, Lo Curto, Papini, Signori, Solcia, Bartolomei, Forciniti, Molinaro e Caccetta Allenatore: Giovanni Lopez

Giana Erminio (3-5-2): Zanellati, Marchetti, Montesano e Bonalumi; Zugaro, Finardi (46’Capano), Maltese, Rossini e Pinto; Corti (76’De Maria) e Perna (76’Ferrario) A disposizione: Acerbis, Barazzetta, Palazzolo, D’Aniello, Banatti, Della Bona, D’Ausilio Guadagno e Marcandalli Allenatore: Cesare Albè

Arbitro: Carlo Rinaldi di Bassano (Assistenti Spagnolo di Reggio Emilia e Arena di Roma 1)

Marcatore: 40’Perna su rigore

Note: Ammoniti Zugaro, Montesano, Zanellati, Panati, Meucci, Benassi, Marchetti, Bianchi e Pinto. Calci d’angoli 7-5. Recupero 1’ e 4’.

La Giana Erminio si conferma la bestia nera della Lucchese, imponendosi per la terza volta in altrettanti confronti al Porta Elisa. A decidere questo confronto, nel quale i rossoneri avrebbero meritato di guadagnare un punto per il volenteroso forcing prodotto nel finale, è stato un clamoroso rigore concesso ai lombardi dal disastroso Rinaldi della sezione di Bassano. Sul piano del gioco la Pantera, va riconosciuto, ha fatto un passo indietro rispetto alle ultime due prestazioni. Coletta, Adamoli e uno Sbrissa apparso in crescita sono le note liete di giornata, in un complesso che ha palesato i limiti risaputi nella costruzione della manovra. La coppia Nannelli-Bianchi ha vissuto un pomeriggio complicato contro i possenti difensori centrali di Albè. Al mosaico di Lopez mancano ancora un centravanti, Bianchi si muove come una seconda punta, un esterno destro e un altro centrocampista in attesa di ritrovare il miglior Cruciani. Spetterà al ds Deoma apporre questo ulteriori modifiche, tenendo bene a mente che la strada per la salvezza si sta facendo più impervia. La Giana Erminio, infatti, sale a quota 10 punti, interrompendo la striscia di tre sconfitte di fila e portandosi a +7 sul team rossonero.

Alla terza partita in una settimana, con lo spettro del Covid-19 che sembra essere ormai un lontano ricordo, la Lucchese riceve la Giana Erminio, diretta concorrente nella corsa alla salvezza, per cancellare lo zero alla voce vittoria. Lopez conferma dieci undicesimi della formazione impiegata ad Olbia; l’unica novità è rappresentata dall’inserimento in mezzo al campo di Cesaay in luogo di Caccetta. Fiducia ancora al tandem offensivo dei classe 2000 Bianchi-Nannelli. Lunga, comunque, la lista di indisponibili rossoneri tra i quali citiamo Cruciani, Panariello, Fazzi, Bitep e Lo Curto.

Acque agitate, invece, in casa lombarda dopo il singolare esonero del vice allenatore Ardito. Privo di Madonna, Perico e dell’ex Greselin, il decano degli allenatore Albè ridisegna un 3-5-2 con il giovane Corti chiamato ad affiancare il centravanti Perna. Prima del calcio d’inizio da annotare la disposizione delle riserve dei due team, situati tutti sulle tribune del Porta Elisa. Altra cartolina di un 2020 che volge, finalmente, al termine. Al 4’ subito pericolosi gli ospiti con uno stacco dell’esperto Perna che non inquadra di un soffio lo specchio della porta. Giana che continua a macinare gioco liberando al tiro Maltese, la cui conclusione non viene trattenuto da Coletta. Buon per il portierone rossonero che Perna, al momento del tap-in, si trovi in posizione di fuorigioco.

Lucchese cerca di reagire affidandosi alle proverbiali galoppate di Adamoli, elemento nato calcisticamente per fare l’esterno in una mediana a cinque. Lombardi che non disdegnano l’utilizzo delle maniere forti per bloccare le ripartenze dei padroni di casa. Ne fanno le spese Pinto, Montesano e Zugaro, entrambi ammoniti nel giro di una manciata di minuti. Brivido per i rossoneri al 34’ quando Coletta si avventura in pericoloso dribbling nel cuore della propria area piccola per poi salvarsi in qualche modo sulla pressione di Maltese. L’equilibrio nel punteggio viene rotto da un calcio di rigore regalato, è il termine corretto, alla Giana Erminio. Un aggettivo dettato, non tanto per la simpatia nei colori rossoneri quanto perché, francamente, concedere un penalty del genere chi scrive non l’aveva mai visto. Zugaro salta a vuoto per poi ricadere su Panati: per Rinaldi di Bassano, uno che sicuramente farà carriera, è incredibilmente calcio di rigore. Veementi le proteste dei rossoneri; dal dischetto si presenta Perna che non fallisce.

Per risollevare la situazione Lopez si gioca un doppio cambio nell’intervallo: fuori Panati e Kosovan, dentro Papini e Moreo. Pantera adesso in campo con un 4-3-1-2 con il classe 1999 posizionato nel ruolo di mezzala sinistra ma con licenza di proporsi sulla fascia. All’ex attaccante del Cosenza il compito di svariare alle spalle di Bianchi-Nannelli. I primi ad essere pericolosi sono i biancoazzurri, quest’oggi vestiti di un verde evidenziatore. Scocca il 57’ quando un sinistro di capitan Pinto sfiora la traversa. Sebbene la forza di volontà non manchi, i locali non producono alcun grattaccapo alla difesa milanese che si difende con ordine. Al minuto numero settantuno il trainer romano inserisce Meucci e Scalzi in luogo di Cesaay, buono il suo match, e De Vito. Lucchese decisamente a trazione anteriore. Albè cambia il tandem offensivo lanciando nella mischia Ferrario e De Maria.

Nel finale gli ospiti si vedono negare la gioia della rete della sicurezza dal solito Coletta, provvidenziale nel respingere la botta di Capano al termine di una ripartenza ben orchestrata. Sfortunata la Lucchese al 84’ quando il diagonale di Sbrissa supera Zanellati ma si infrange sul palo. Alto il difficile tentativo di correzione da parte dell’infaticabile Adamoli. Il portiere ospite fa buona guardia nel secondo minuto di recupero alzando in corner il sinistro di Sbrissa, salito di condizione con il passare della gara. Ultima chance all’incedere del 94’ con il colpo di testa di Benassi, uscito di un niente con Zanellati superato.

Foto di Ciprian Gheorghita


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