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Ce n'è anche per Cecco a cena

Corsica, così vicina così lontana

giovedì, 17 luglio 2014, 11:29

di aldo grandi

Chi scrive ha l'abitudine, ormai da oltre 20 anni, di trascorrere parte delle sue vacanze nell'Ile de beauté. La Corsica si trova, geograficamente, a una manciata di chilometri dall'isola di Capraia e a 90 dalla costa livornese, 200 chilometri, addirittura, da quella francese. In questa isola dalla natura lussureggiante e dal mare cristallino, numerosi sono stati gli italiani e, non da ultimi, i lucchesi che, soprattutto in inverno e nel corso dei secoli, si dirigevano da queste parti per rifornirsi di legname e non soltanto. La Corsica, per tutta una serie di ragioni, storiche in primis, è sempre stata più italiana al punto che, ancora oggi, nonostante i tentativi francesi di ridulra alla stregua di una colonia, mantiene non solo migliaia di cognomi italiani, ma anche un forte legame con il nostro Paese non foss'altro perché, da italiani, è stata abitata. I francesi e le cronache di questi giorni ne sono piene, sono padroni indesiderati, gli italiani ospiti a volte troppo sbruffoni e diversi, i corsi, alla fine, si sono rassegnati a essere tali e, in particolare, a volerlo continuare ad essere anche sotto il profilo linguistico e amministrativo. Gli italiani che, ogni estate, si recano in questi lidi sono soliti lamentarsi di alcune caratteristiche, a loro avviso, peculiari del popolo corso.

Dicono che i corsi sono inospitali, che non sanno accogliere i turisti, che sono spigolosi, chiusi, addirittura capaci di far capire che, tutto sommato, potremmo stare anche a casa nostra che, per loro, sarebbe la stessa cosa. I corsi, come i sardi, cugini alla vicina, sono isolani e, come tali, orgogliosi ogni altra misura delle loro origini e delle loro tradizioni. Pretendere di cambiarli è un'idiozia e se l'antropologia ha un senso e un valore, ebbene, in questo Occidente così multietnico e multicolore, essi rappresentano una comunità ancora in grado di esprimere un senso nazionale di appartenenza che costituisce il nerbo della loro vita e della loro essenza.

L'autore di queste righe non ha mai preteso di recarsi in Corsica e di trovare fratelli italiani che, come voleva Mussolini, sarebbero potuti diventare tali. E' vero, Mussolini e il fascismo avrebbero potuto riavere la Corsica se solo non avessero scelto la sciocca e tragica alleanza con Hitler e avessero mantenuto la neutralità, ma con i se e con i ma non si fa la storia. Comunque sia i corsi sono tosti, su questo non c'è dubbio, anche se, a differenza dei sardi, amano muoversi in gruppo più che singolarmente. Sono, inoltre, degli artificieri nati e manovrano l'esplosivo con la stessa maestria con cui i sardi manovrano il coltello. Non è vero che sono inospitali, diciamo che sono diffidenti e, soprattutto, gelosi della propria autonomia. In queste spiagge di maghrebini se ne vedono pochi e anche di immigrati dal cuore dell'Africa, nonostante la Francia sia stata madre di colonie piuttosto ingrata, non si abbonda.

Gli abitanti di questa isola vivevano, sostanzialmente, sulle colline antistanti il mare, lontani a sufficienza dalle malattie delle paludi costiere che, solo in un secondo momento e con l'avvento del turismo di massa, hanno acquistato valore e prestigio. Così, quando si lasciava in eredtà le terre, quelle sabbiose e malariche della costa venivano destinate alle figlie femmine con il risultato che, alla fine, sono diventate quelle più appetibili per chi voleva fare affari e costruire. A proposito di costruire, un aneddoto di qualche mese fa: un corso, costruttore edile, voleva realizzare un immobile su un terreno di proprietà nei pressi di Portovecchio e si era fatto fare una serie di preventivi da dtte con manodopera locale. Poi, visti i prezzi, si era rivolto a ujna impresa polacca il cui preventico era la metà. Così ha accettato e, poco dopo, sull'isola sono sbarcati materiali e operai pronti a iniziare l'opera.

Nemmeno il tempo di depositare le cose che un congruo numero di isolani, armati, si sono recati al campo di lavoro e, riuniti tutti i polacchi, hanno chiesto chi fosse il capo. Nessuno rispondeva, così hanno preso uno di loro e gli hanno chiesto chi omandasse. E' uscito, a quel punto, quello che era il capo cantiere che ha spiegato di essere solo il braccio destro del costruttore. Senza tanti fronzoli, i corsi hanno detto che lì non li volevano e che se non se ne fossero andati entro una settimana, tutto sarebbe stato messo a fuoco. Detto fatto. Il giorno dopo erano già iniziati i preparativi di sgombero.

Questo per dire, come ci hanno raccontato i diretti interessati, che chi vuol venire in Corsica senza dare lavoro a chi vi abita e approfittando di immigrati che lavorano a costo più basso, sbaglia di grosso.

Questo vale su tutto e non soltanto sul lavoro. I francesi hanno una bella gatta da pelare con l'indipendentismo corso anche se il FLNC ha scelto, a giugno, di abbandonare ogni strategia di lotta armata e di scendere sul terreno della lotta politica. Comunque sia, pochi giorni fa, poiché la linea di navigazione francese che collega il continente con Portovecchio, non effettuava scarichi né carichi di prodotti, è stata inchiodata in rada a Portovecchio e, di fronte all'ennesimo rifiuto di caricare la merce corsa per trasportarla in madrepatria a causa della crisi della società di navigazione, gli agricoltori corsi hanno rovesciato tonnellate di frutta sulla banchina e hanno intimato alla nave, che era scesa a più miti consigli, di tornarsene in Francia. 

Qui i musulmani non sono graditi così come la gente di colore che proviene da un altro continente. Qui non sono graditi coloro che vengono dall'Europa dell'Est se questo significa strapòpare condizioni di lavoro massacranti a danno dei lavoratori locali. Qui, chi viene, deve adeguarsi e portare rispetto. E, perdonateci, è il minimo che ognuno dovrebbe fare quando si reca in un Paese straniero. Qui, se non rompi i coglioni, nessuno te li rompe, ma non si può pretendere di trovare ciò che non c'è. L'Italia è così vicina, ma anche così lontana. Per fortuna. Altrimenti possiamo immaginare come sarebbe ridotta questa isola.

 


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