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Siamo clandestini in casa nostra. Per il ragazzo pestato all'Isis Fermi nessuna marcia né sciopero di solidarietà o protesta

domenica, 19 ottobre 2014, 00:51

di aldo grandi

Dispiace dover passare sempre per bastian contrario, per rompicoglioni, per uno che ha sempre qualcosa da dire e da ridire, ma quanto avvenuto all'Isis pardon Itis Fermi richiede una riflessione provocatoria, ma ricca di significato. Se avrete voglia di litigare, allora andate avanti nella lettura se, al contrario, preferite mettere la testa sotto il cuscino, fate bene, fermatevi e, vista l'ora, dormite sonni tranquilli se ne siete capaci. Uno studente di 15 anni, di Capannori, che aveva difeso un bimbo di dieci anni, quest'estate, dalle vessazioni di un quindicenne marocchino, è stato oggetto di una vera e propria spedizione punitiva ad opera del coetaneo maghrebino che si è fatto aiutare da altri tre connazionali, un maggiorenne e due minorenni. Il quartetto di delinquenti è entrato nel piazzale della scuola di San Filippo, ha varcato la soglia che dà accesso all'istituto e, individuata la preda, l'ha catturata, portata fuori e riempita di calci e pugni fino a romperle un gomito con gesso per 30 giorni e i genitori che non sanno che pesci prendere impotenti davanti a tanta violenza gratuita. Il maghrebino più bastardo dei quattro, ossia l'ideatore del raid, ha già un precedente specifico ed è attualmente sospeso dalla scuola perché ha minacciato una insegnante. C'è da domandarsi come mai, quest'ultimo episodio, non sia stato portato alla luce dei media visto che, in genere, basta un crocofisso appeso alla parete o un menu alla toscana per far gridare la Sinistra antinazionale, idiota e disfattista, al razzismo o, peggio ancora, al fascismo.

Chi scrive è, letteralmente, disgustato da quanto avvenuto. Come italiano, come ex genitore, come giornalista, come persona civile e ospitale. Gli immigrati di seconda generazione sono quelli che, in Gran Bretagna, sono andati a combattere per l'Isis e, a quanto si sa, molti ce ne sono anche provenienti dall'Italia. Il quindicenne in oggetto, è un potenziale combattente della Jihad islamica. Nessuno si rende conto, tantomeno queste autorità politiche e amministrative da vomito, che sta maturando, all'interno del nostro Paese, un forte sentimento antioccidentale e fondamentalista che ricalca, né più né meno, quello che sta avvenendo in altri Paesi europei. I figli dei primi immigrati di religione musulmana ci odiano o, quantomeno, odiano i nostri usi, costumi, consumi e consuetudini sia perché sono in contrasto con tutto ciò in cui credono sia perché, oggettivamente e di conseguenza, hanno minato alle radici il loro modo di vivere. Prima o poi esploderanno in reazioni scomposte e pericolose oltreché incontrollabili. Prepariamoci: è quello che accade quotidianamente nella banlieu parigina o nei sobborghi di Londra. Gente come Papa Francesco e la Chiesa tutta, gente come la Boldrini, Puffo Renzi, Alfano e altre migliaia di perfetti criminali dediti alla distruzione dell'identità culturale e religiosa di questo stivale, hanno fatto sì che la loro visione millenaristica e ideologizzata della Storia provocasse il rifiuto dell'antropologia e del buonsenso. Con il risultato che, in Italia e in Europa, esistono minoranze - ormai prossime a divenire maggioranze - etniche e religiose in grado di imporre, con la violenza, il proprio credo. 

Ciò che è avvenuto al Fermi non è che l'ultimo episodio e la punta di un iceberg ben più esteso e drammatico. Zingari, maghrebini, rumeni, albanesi, srilankesi, nigeriani, senegalesi, cinesi si stanno spartendo il territorio e noi non siamo più non solo padroni, ma nemmeno ospiti in casa nostra. Siamo noi i veri clandestini, ma in casa propria. Che fare quindi?

All'Isis Fermi non c'è stata una manifestazione di solidarietà o di protesta, non c'è stato sciopero né c'è stata astensione di qualche ora dalle lezioni, non ci sono state prese di posizioni ufficiali e tutto, in fondo, è passato nell'anonimato e lo sarebbe ancora di più se non fosse stato per questo giornale e pochi altri che hanno fatto un gran e giustificato casino.

Che cosa sarebbe accaduto se invece di quattro marocchini l'aggressione fosse stata fatta da simpatizzanti di destra invertendo i ruoli? Ve lo diciamo noi. Sarebbe scoppiato il finimondo, con i soliti antifascisti riesumati da un film dell'epoca del cinema muto a gridare al colpo di Stato o alla necessità di combattere il fascismo rinascente. Sarebbero entrati in scena i partigiani dell'Anpi che non si lasciano mai sfuggire l'occasione per aprire la bocca; i circoli Arci e il Pd, ormai partito che difende solo e soltanto le minoranze, sessuali in genere, ma non solamente; i parlamentari di sinistra, i sindacalisti anche se non c'entra un cazzo; i direttori dei vari istituti della Resistenza, i docenti universitari e non, che si sarebbero sentiti in dovere di aggiungere le proprie parole agli slogan gridati dagli imbecilli e dagli ignoranti. Sarebbe stata, in sostanza, una nuova occasione, ghiotta davvero, per tenere in vita stereotipi storici e politici ormai desueti e più adatti a essere scaricati nella tazza del cesso. 

Immaginate voi come si sarebbero scatenate le testate nazionali La Repubblica in testa. Si sarebbe riesumata anche la salma di Mussolini, all'occorrenza, per dimostrare il ricorrente pericolo di un rigurgito fascista. Peccato che in questo Paese i rigurgiti, come i colpi di stato, siano solo quelli dei poppanti o dei colpi di sole. Pensate se fosse stato uccel di bosco Andrea Palmeri a effettuare il pestaggio. Apriti cielo! Mobilitazione in piazza, scuole in sciopero per discutere dell'antifascismo e cantare i soliti canti che non canta più nessuno. Invece no, sono stati quattro maghrebini sic et sempliciter a pestare un giovane che avrebbe potuto essere il figlio di ciascuno di noi. Guarda caso, chi mena sono sempre albanesi, zingari o nordafricani mentre chi becca sono sempre gli italiani. Niente niente bisognerà chiedere alla mafia e alla camorra di intervenire e di difendere l'onore del nostro Paese visto che sono rimasti gli unici, ormai, a sapersi proteggere e, nel caso, a far capire che più di lì non si deve andare. Come ci siamo ridotti...

Se c'è una colpa di questo infiacchimento generale delle nuove generazioni, essa va ricercata nella cultura pacifista a senso unico della Sinistra e della Chiesa cattolica, della politica del porgere sempre l'altra guancia e del voler tutelare a tutti i costi anche chi meriterebbe di essere preso a calci nel culo: già, ma se si tratta di clandestini o immigrati dell'ultim'ora, la Bodlrini sostiene che saranno esempio per noi tutti nell'Italia di domani. Cosa darebbe il sottoscritto per avere davanti, per cinque minuti e anche dieci, quella faccia grassoccia e impunita, piena di rughe e con doppi e tripli menti della presidente della Camera, una che ci è arrivata, alla presidenza, non si sa bene come.

Dispiace per il quindicenne lucchese, così come dispiace per il suo compagno di classe che era intervenuto per aiutarlo e che si è beccato uno schiaffo. E' probabile che questo giovane, nei prossimi anni, non abbia grande simpatia per marocchini, tunisini e arabi in genere. Possiamo dargli torto?


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