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Fascismo e antifascismo, l'ipocrisia della Sinistra

lunedì, 7 maggio 2018, 18:40

di aldo grandi

Non c'è niente da fare. A Lucca ci sono esponenti e militanti di Sinistra che sono convinti di essere a due passi da una nuova marcia su Roma e vedono fascisti ovunque, in piazza San Michele innanzitutto. Ci sono, poi, giornali che non si limitano a raccontare, ma inneggiano anch'essi ad un imminente pericolo neofascista quando a noi, che a Lucca ci viviamo da trent'anni, ci sembra che a parte il Palmieri e qualche suo accolito, di fascisti, in giro, ce ne siano sempre stati pochi. Ora, però, Liberi e Uguali si è improvvisamente accorto che Fabio Barsanti, di CasaPound, ha simpatie per il Ventennio e poiché ha detto che il 25 aprile non è la sua festa, essi ne chiedono le dimissioni in vista anche di altre ricorrenze repubblicane. Ora, che CasaPound abbia nostalgie e simpatie per il tempo di Mussolini è qualcosa di più di una semplice supposizione e Fabio Barsanti non potrà mai celebrare il 25 aprile in particolare se dall'altra parte non c'è nessuno disposto a riconoscere che oltre ad essere la Festa della Liberazione, è stata anche la liberazione che ha prodotto migliaia di omicidi impuniti per vendette politiche più o meno ingiustificate. Si era, però, alla fine della guerra, l'Italia distrutta e portata alla rovina da Mussolini che aveva scelto di allearsi con il peggior criminale della storia contemporanea (è, comunque, in buona compagnia), centinaia di migliaia di giovani italiani mandati a morire sui fronti d'Africa e d'Europa senza nemmeno sapere perché.

Si può anche arrivare a comprendere il desiderio di vendetta e di rivalsa, ciò che non si può accettare è che si finga che niente sia successo e si neghi persino l'esistenza di quel sangue dei vinti che fu versato a piene mani in quei terribili giorni. 

Ciò che, tuttavia, oggi è intollerabilmente inaccettabile è che la Sinistra ipocrita continui a giocare sul pericolo del neofascismo rigurgitante pur sapendo benissimo che di fascisti, ormai, non ce ne sono più se non quelli che non hanno nemmeno un minimo di conoscenza storica per potersi definire tali. Un litigio o uno screzio in piazza San Michele viene subito passato per un pestaggio fascista, un'azione squadrista, l'imminenza di un possibile colpo di stato avverso le istituzioni repubblicane - ma siamo sicuri che, alla fine della guerra, proprio questa Repubblica avrebbero voluto coloro che speravano in una nuova Italia? - Se, al contrario, i cosiddetti antifascisti, antagonisti, pseudorivoluzionari devastano, distruggono, colpiscono, feriscono e bastonano le forze dell'ordine, non solo non si leva una parola di condanna, ma, addirittura, c'e ancora qualcuno di Liberi e Uguali - uguali tra loro, non certo a noi - che grida allo scandalo di una polizia fascista che dovrebbe essere disarmata e, in più, partecipare a corsi contro la violenza. 

Purtroppo questa città ha visto celebrarsi le elezioni amministrative con qualche mese di anticipo, ché se soltanto si fosse votato un po' più tardi, il centrodestra avrebbe vinto senza nemmeno combattere una sola battaglia. Così, in una città dove, ormai, il Nulla domina incontrastato insieme al Pensiero Unico Dominante, serve alla Sinistra ipocrita tenere alti paura e allarme di un fascismo inesistente ma sul quale, poi, inevitabilmente i mass media, tutti governati e gestiti dalla Sinistra, giocano affinché polizia e carabinieri indaghino e smascherino i nuovi nipotini di Mussolini. 

E' pazzesco, ma in un Paese con problemi strutturali e non solo di enorme portata, sembra che l'unico vero interesse sia quello di evitare un ritorno del fascismo, ritorno ridicolo perché lo hanno in testa solamente le menti malate e ideologizzate di militanti e nostalgici di una guerra civile mai finita. 

La Sinistra ha bisogno di un feticcio, il fascismo appunto, per dare un senso alla propria esistenza. Per il resto, è un recipiente vuoto incapace, ormai, di prendere atto che non è l'Ideologia a disegnare la realtà, ma è quest'ultima, alla fine, a prendersi gioco dell'Ideologia. Fabio Barsanti è tutt'altro che il mostro che si vuole far passare e dispiace che, in consiglio comunale, l'opposizione, ormai, non riesca a esercitare il proprio ruolo in maniera costante e convinta. 

La Sinistra, anche a Lucca, non avrebbe ragione di esistere se non agitasse i fantasmi del passato in camicia nera. Questa è l'unica, triste e vera realtà, il voler coltivare la memoria non come spunto per superarla, bensì come strumento per fossilizzarla e trasmetterne significato e, possibilmente, emozioni e reazioni, il più possibile fedeli a quelle di quei tragici anni di guerra civile.

 

 

 

 


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