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Ce n'è anche per Cecco a cena

Che fine ha fatto 'Lo Schermo'?

lunedì, 19 novembre 2018, 20:39

di aldo grandi

Stefano Giuntini non vuole assolutamente commentare, troppi sono l'amarezza e il disappunto. Lui, che è stato un pioniere del giornalismo on line a Lucca, fondatore de Lo Schermo, vederlo ridotto in questo stato, con le pagine ferme e non aggiornate da giorni, senza collaboratori e, almeno fino a quando non sarà reso noto, nemmeno un direttore più o meno responsabile, è una cosa che fa stringere il cuore. Bene, noi che il cuore ce lo siamo stretti talmente tante volte che, ormai, non ci resta più niente da strizzare, ci siamo accorti già da diverso tempo il quotidiano on line stava arrancando con pochi collaboratori e, soprattutto, incetta di comunicati, senza iniziative e senza novità, se non sempre il solito blog dove i lettori potevano dire tutto quello che passava loro per la testa. Così, al sottoscritto, una decina di giorni fa, è venuta l'idea, più o meno balzana questo non lo dobbiamo dire noi, di telefonare a colui che, vox populi, è il proprietario della testata, quell'Andrea Bicocchi vice presidente del centro nazionale del volontariato nonché figlio dell'ex parlamentare democristiano Giuseppe Bicocchi. Già un paio di anni fa lo avevamo disturbato per chiedergli chi sarebbe stato il direttore che avrebbe sostituito Lodovico Poschi Meuron, e lui ci disse che figuriamoci se lo andava a dire proprio alla Gazzetta di Lucca.

Questa volta, sempre animati da una normalissima curiosità e anche dalla voglia di fare qualcosa per smuovere le acque, gli abbiamo detto, papale papale, che il giornale era fermo da un pezzo e che volevamo sapere se era interessato a darcelo, ovviamente gratis visto che non vale, a nostro avviso, alcunché e visto anche che saremmo disposti a investire per rilanciarlo. Sorpreso e, probabilmente, infastidito dalla nostra avance, Andrea Bicocchi ci ha risposto che il direttore responsabile lo avevano già trovato e menomale, visto che sono passati diversi giorni, ma il sito è sempre fermo e non accenna a respirare. 

Immaginiamo che, visto il nostro pensiero lontano anni luce da quello di chi fa del volontariato la ragione della propria esistenza, il motivo principale per non accettare la proposta è il fatto di non voler regalare il quotidiano on line a uno come Aldo Grandi, ossia come chi scrive. Peccato, però, perché se Andrea Bicocchi avesse la bontà di ascoltarci, gli spiegheremmo come si fa, da ben sette anni, ad avere cinque testate giornalistiche on line, una trentina di collaboratori, un giornalista articolo 1 sfornato in tempi recenti e nessun contributo da parte di Comune, Provincia e Regione o dai partiti.

Una volta, quando il collega e persona che stimiamo Enrico Pace ruppe la sua allenza con Arnaldo de Paperoni e decise di portare avanti da solo Lucca in diretta, qualcuno ci telefonò e ci suggerì di acquistare la testata. Perché, domandammo noi? Per chiuderla ci fu risposto e rimanere soli con la Gazzetta di Lucca sul mercato on line visto che, per le altre testate cartacee, l'on line è di tutt'altro che facile gestione.

Rifiutammo perché a nostro avviso un giornale, qualsiasi, che muore, è un lutto per chi, alla scrittura, sente di essere attaccato come il paziente asmatico lo è al polmone d'acciaio che gli consente di vivere.

Ecco perché, al contrario, abbiamo fatto e rinnoviamo l'offerta a Andrea Bicocchi di cederci Lo Schermo, per dare un senso e far rinascere una voce che ha avuto, soprattutto, all'inizio, un ruolo importante nel panorama dell'informazione locale e che sarebbe un peccato veder non tanto morire, ma galleggiare come una barca a vela senza vento.

Se poi, eventualmente, la proprietà del giornale ritenesse che noi dovremmo farci i cosiddetti... nostri, bene, allora scusate e fate finta che non abbiamo chiesto niente.

 

 

 


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