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Ce n'è anche per Cecco a cena

(Dis)integrazione

mercoledì, 21 novembre 2018, 22:00

di aldo grandi

Una giunta come quella attuale, a Lucca, non si era mai vista. La peggiore degli ultimi trent'anni e non è un caso se, dalle inchieste, la città risulta essere scesa ancora come qualità della vita. Oggi due notizie abbastanza simili hanno occupato le città di Lucca e di Pistoia. Nel primo caso un extracomunitario della Guinea (Africa) è stato arrestato per stalking nei confronti di una educatrice, lucchese, del centro di accoglienza di via della Rosa. A Pistoia un nigeriano, anche lui giovanissimo, è finito in manette dopo aver minacciato con un coltello un altro ospite di una struttura di accoglienza e uno degli operatori. Fortunatamente e grazie all'intervento dei carabinieri, i due episodi non hanno avuto conseguenze se non quelle giudiziarie per i due protagonisti. Adesso qualcuno, di quelli con la bocca sciacquata con la vernice rossa, ci verrà a dire che siamo razzisti, fascisti, populisti o sovranisti e altre amenità del genere. Niente di tutto questo, siamo solo osservatori che non hanno mai nascosto quello che hanno visto e che hanno raccontato. Non come qualcuno, invece, probabilmente tra gli stessi operatori del sociale, la cui prima preoccupazione è stata quella di non far uscire il nome della struttura. La cosa che ci ha colpito di più e che dovrebbe colpire anche le femministe anche le più agguerrite, è il movente della persecuzione: l'africano, di colore, si era messo in testa di sposare l'educatrice e non aveva accettato il suo rifiuto. Al punto da spiegarle che nel suo Paese, la Guinea, notoriamente in testa alle classifiche per il rispetto dei diritti umani e delle donne in particolare, è l'uomo che sceglie e la donna può solo accettare e adeguarsi.

La domanda che ci poniamo, noi che ragioniamo di pancia e che preferiamo la logica del buonsenso a quella del Pensiero Unico Dominante della Sinistra e dei suoi servi sciocchi, è quanti episodi analoghi sono accaduti, accadono e accadranno avendo i soloni del Pd e dell'omino bianco d'Oltretevere fatto entrare un milione e forse più di giovani e aitanti extracomunitari la cui visione della donna è né più né meno la stessa dell'immigrato dalla Guinea? I soliti dementi potrebbero rispondere che non tutti sono così e, ovviamente, avrebbero, si spera, ragione, ma il punto non è questo. E' per quale motivo abbiamo necessità di farne entrare anche soltanto una minoranza di bestie simili il cui rispetto non solo per la donna, ma più in generale per la vita umana rasenta lo zero assoluto?

Episodi come quello di Pistoia e di Lucca sono tutt'altro che rari e, non foss'altro che per la legge dei grandi numeri, chissà quanti ne sono successi, ne succedono e ne succederanno visto che, ormai, sono dappertutto, la maggior parte senza arte né parte se non quella dell'accattonaggio spinto o dell'abusivismo o, peggio ancora, della microcriminalità. Del resto, non ci voleva né ci vuole la laurea per comprendere che al di là dei propositi di papa Bergoglio e dei suoi accoliti, della Sinistra radical choc e anche di quella chic, questi ospiti indesiderati, piombati in casa nostra senza nemmeno chiedere il permesso - non lo hanno chiesto neanche quelli che li hanno fatti entrare - dopo aver visto che non sono tutte rose e fiori, si dedicano a prendere ed afferrare quel che possono. 

E nonostante l'evidenza, nonostante le tante Pamela e le altrettante Desirée, c'è ancora chi vorrebbe aprire le porte, pardon i porti a cani e porci senza un minimo di regolamentazione, di prudenza, di rispetto, in particolare, rispetto per chi, su questa terra, è nato e cresciuto, per tutti coloro che a prezzo di sangue e fatica sono riusciti a dare vita e alcuni anche la vita per la formazione di questo sfasciato Stivale. Nessuno, tra questi governanti da strapazzo a 10-12 mila euro al mese siano essi a Montecitorio, a Palazzo Madama o al Quirinale, ha avvertito la consapevolezza, ancor più del bisogno per non dire dell'obbligo, di domandare agli italiani se aprire le porte indiscriminatamente sarebbe stato giusto e, per loro, accettabile.

Lucca è come il resto d'Italia: invasa da accattoni emigrati e da immigrati accattoni e se essi continuano a rimanere qui e a chiedere tutte le mattine, col caldo o col freddo, l'elemosina di fronte ai bar e ai forni o ai negozi di generi alimentari, è perché buona parte dei lucchesi nutre chissà quali sensi di colpa nei loro confronti. 

E adesso rivolgiamoci al sindaco, a questo ex professore di filosofia fermo, in andata e ritorno, ai pensatori del socialismo scientifico o anche, più probabile, del socialismo utopistico e chiediamoci se, come ci auguriamo, vorrà spendere due parole di solidarietà a questa giovane educatrice lucchese che il 'baobab' della Guinea voleva a tutti i costi impalmare. E rivoltiamoci pardon, rivolgiamoci ché, sennò, scatta un'altra querela, all'intera giunta di mister Tambellin Man e vediamo se qualcuno ha la dignità, ancor più che il coraggio, di biasimare questo episodio o se, invece, rientra, in fondo, nell'inevitabile prezzo che si deve pagare per una integrazione inesistente e non voluta.

Noi non siamo leghisti e non siamo fascisti, ma di fronte a quello che ci tocca vedere ogni giorno, datecene dieci, cento, mille di Salvini e non andiamo oltre ché altrimenti ci denunciano per apologia di reato. 

Noi preghiamo, ma a modo nostro e non certo come fanno i vertici di una chiesa piegata alla dottrina dei Gesuiti, affinché fra tre anni di questa giunta resti soltanto uno spiacevole, triste, squallido, inutile ricordo. Amen.


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