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Alla Lucchese c'era urgente bisogno di un direttore generale

mercoledì, 19 dicembre 2018, 22:23

di aldo grandi

A volte ritornano. A volte no. Enrico Tommasi, persona tranquilla e gentile, è diventato il nuovo direttore generale della società rossonera. Noi lo ricordiamo quando, nell'era Fouzi Hadj, entrò a far parte di quel gruppo di persone che si misero in testa, purtroppo senza riuscirci, di voler portare la Lucchese ai livelli che, secondo tutti, merita. Di Tommasi, poi, avevamo perso le tracce salvo, proprio ieri, apprendere da uno stringato comunicato societario che oggi sarebbe stato presentato allo stadio come il nuovo direttore generale rossonero. Ora, a parte il fatto che la Lucchese assomiglia sempre più a una di quelle repubbliche sudamericane dove gli ufficiali sono più degli stessi soldati, a chi scrive sorge non tanto la domanda a chi e a che cosa serve un direttore generale a queste latitudini, quanto, piuttosto, in quale direzione sta marciando il giocattolo rossonero di Moricon de Paperoni. Sì, perché la nostra ignoranza, elevatissima in materia calcistica, non ci impedisce di domandarci se l'attuale proprietà navighi a vista o sia in possesso di una bussola. Per carità, lode all'Arnaldo cuor di leone che non esita a gettare soldi prelevandoli dal suo deposito di paperoniana dimensione, ma qualcuno potrebbe spiegarci se esiste una strategia o se, all'opposto, si viaggia a luci spente? Arnaldo Moriconi ci ricorda quel giocatore, seduto al tavolo verde, il quale, piuttosto che perdere quello che ha giocato, preferisce rilanciare ogni volta nella speranza di recuperarlo.

Qui, però, non siamo alla roulette, bensì nel mondo del calcio, dove fare i soldi è più difficile che rimetterceli e dove, lo abbiamo visto nella trattativa suicida con Grassini-Lucchesi, sperare di tornare in possesso di ciò che si è investito è un sogno irrealizzabile. Paperon de Moriconi fa e disfa a suo piacimento e del resto è anche giusto dal momento che i soldi li tira fuori lui e che senza il suo apporto la Lucchese avrebbe già chiuso baracca e burattini da un pezzo. Lo scherzetto della coppia Grassini-Lucchesi ha rischiato di far andare il Nostro a gambe all'aria, ma con un colpo di reni degno del miglior Buffon, Moriconi è stato capace di evitare la catastrofe rimettendoci solamente, si fa per dire, una forte penalizzazione in classifica. 

La domanda, tuttavia, che le persone normali si pongono è una: dove vuole andare questa Lucchese? E non tanto a livello calcistico visto che, quest'anno, al massimo, può ambire alla salvezza, ma, soprattutto, quale sarà il suo futuro. Moriconi ha, presumibilmente, le risorse per andare avanti all'infinito, ma bisognerebbe comprendere che cosa gliene viene, in tasca e in soddisfazioni meno tangibili. Aver ripreso il direttore sportivo Obbedio a nostro avviso è stato un merito, avere, adesso, chiamato non tanto Tommasi quanto la figura di un direttore generale, visti anche i precedenti, non immaginiamo cosa potrà essere. 

La sensazione è che Arnaldo Moriconi all'apparenza sembra stare con un piede dentro e l'altro fuori, sempre speranzoso, un giorno, di trovare l'acquirente che gli faccia riavere quanto speso; ma in sostanza, si infili sempre di più nel vortice in cui nuota da alcuni anni e in cui getta, ogni volta, qualcosa di più. E, allora, perché non prendere il coraggio a due mani e assumersi, interamente, l'onore e l'onere di voler guidare la Lucchese fino a quei traguardi che nessuno, fino ad oggi, è mai riuscito, nel dopo Grassi-Maestrelli, a raggiungere?

In fondo Moriconi ha sempre messo del suo e in cambio, dicono i soliti bene informati, ci ha guadagnato minacce e inviti a togliersi di torno per cedere la Lucchese ai nuovi barbari. Alla fine, però, coloro che lo avevano insultato e minacciato ci hanno rimediato una sonora ed enorme figura di merda. La verità, gente, è sempre la stessa: comanda chi caccia i soldi e di questi tempi a farlo c'è solamente lui. Quindi, animo in pace e speriamo bene, anche se, con tutta franchezza, alla Lucchese ci pareva mancasse tutto meno che un direttore generale.


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