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Ce n'è anche per Cecco a cena

Gli squali

venerdì, 28 dicembre 2018, 22:27

di aldo grandi

Destino per Arnaldo Moriconi, pare, ormai, ex presidente della Lucchese Libertas 1905, è quello di non combinarne una che sia una che ottenga il gradimento della tifoseria rossonera. Era accaduto con il tandem Grassini-Lucchesi e la loro Aigornetto Ltd, accade oggi alla presentazione della nuova proprietà che, udite udite, avrebbe acquistato la società pagandola il prezzo di 1 euro e accollandosi debiti per oltre 1 milione di euro. Singolare il fatto che allo stadio fossero presenti anche i tesserati ossia i calciatori della rosa i quali, tramite il loro portavoce, hanno detto a chiare lettere di aver chiesto garanzie, ma di non averle ottenute. Ai tifosi questo ennesimo passaggio di consegne non è piaciuto, forse memori della grande illusione patita pochi mesi fa quando l'interesse e i progetti del duo Grassini-Lucchesi esplosero in tutta la loro inconsistenza lasciando sul terreno morti e feriti. Ancora una volta Paperon de Moriconi non è riuscito nell'intento, da sempre ricercato, di accontentare tutti, ma, di sicuro, questa volta non ha accontentato nessuno. La sensazione è che il desiderio di disfarsi della patata bollente sia superiore a qualunque altra considerazione e nessuno, in questo, può biasimare qualcuno. Portare avanti una società di calcio in serie C è una sorta di autolesionismo spinto per il quale e a causa del quale coronarie e portafoglio sono costantemente a rischio.

Vista la reazione non proprio amichevole mostrata oggi pomeriggio alla nuova proprietà sia da parte della squadra sia da parte dei tifosi qualcuno potrebbe anche immaginare un finale sul tipo di quello conseguente alla cessione a Grassini-Lucchesi, in sostanza un dietrofront che porrebbe nuovamente Paperon de Moriconi alla guida del sodalizio in attesa di un nuovo acquirente che, ormai lo si è capito, sul piatto non è disposto a metterci più di 1 euro accollandosi, a quanto pare, un debito di oltre 1 milione di euro che la dice tutta sulle aspirazioni di Moricon de Paperoni di rientrare in possesso di quanto investito nella Lucchese.

Se andiamo a vedere i pedegree dei nuovi venuti qualche domanda sorgerebbe spontanea sia sul passato sia sul presente e, in particolare, sul futuro prossimo. La Lucchese, nel difficilissimo momento che sta attraversando, aveva e avrebbe avuto bisogno non di un passaggio di consegne in corsa, bensì di una dirigenza forte, in grado di garantire alla squadra e al suo staff tecnico quella solidità e quelle certezze in grado di far recuperare il terreno e i punti perduti grazie alla incredibile vicenda dell'omino con le miniere d'oro in Africa. Ancora una volta, a nostro avviso, Arnaldo Moriconi ha sbagliato i tempi, ma a questo punto ci auguriamo che non sia sbagliato anche il contenuto perché, altrimenti, altre tegole arriveranno sulla testa dei poveri sostenitori rossoneri.

Di sicuro i supporters non possono pretendere che un uomo faccia ciò che non vuole più fare e qui il riferimento a Moriconi è abbastanza chiaro. Se lui non vuol più fare il presidente e cacciare i soldi, allora che venda, ma a noi sembra che anche in questo caso Arnaldo Moriconi da Carraia più che a vendere abbia pensato a cedere i debiti che non voleva più accollarsi e a cui non se la sentiva di fare fronte. Meglio, quindi, una ritirata strategica che una sconfitta devastante. 

Si tratterà, ora, di vedere cosa accadrà già a partire dai prossimi giorni. La presa di posizione della squadra non è da sottovalutare e i nuovi proprietari dovranno pure uscire allo scoperto a meno che non vogliano iniziare questa avventura nel peggiore e sconsigliabile dei modi. Quanto a Moriconi, tutto dipendeva da lui e così è stato. L'epilogo, tuttavia, ce lo saremmo immaginato diverso.

 


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