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Ce n'è anche per Cecco a cena

Né col papa né con la Sinistra

domenica, 16 dicembre 2018, 17:05

di aldo grandi

Non tutti sono arrivati alle medesime conclusioni e nemmeno in tanti ci hanno provato. Tuttavia, a coloro i quali non hanno ancora svenduto il cervello sui banchi del Pensiero Unico Dominante, un interrogativo balza di questi tempi all'attenzione: come è possibile che due forze all'apparenza così antitetiche come la Chiesa cattolica e la Sinistra anticapitalista viaggino all'unisono quando si tratta di affrontare la tematica degli sbarchi clandestini nel nostro Paese e, più in generale, nell'Occidente? C'è qualcosa che ci sfugge poiché da un lato abbiamo una visione del mondo decisamente trascendentale e lontana anni luce da ogni esasperazione materialista mentre dall'altro ce n'è una completamente opposta, dove all'origine della specie esiste, da sempre, la lotta di classe che è l'essenza stessa del materialismo più spinto. Abbiamo già rilevato come in tempi per noi non sospetti, ossia negli anni a cavallo tra la fine del secolo scorso e l'inizio di questo, in Francia, ad esempio, tutti gli ex militanti della sinistra rivoluzionaria rifugiati alla corte di Francois Mitterand avevano trovato una nuova chiave di volta in grado di scardinare il sistema, appunto i cosiddetti sans papiers. Non più, quindi e com'era stato anni prima, l'operaio della classe rivoluzionaria per eccellenza, bensì un nuovo soggetto anch'egli vittima del capitale e in grado, se opportunamente catechizzato, di diventare potenzialmente esplosivo per il sistema, ossia l'immigrato-massa.

La visione dell'attuale pontefice si coniuga perfettamente con quella della Sinistra ed entrambe aspirano ad una società mondialista dove tutte le differenze si annullino in nome di una sorta di eguaglianza e di millenarismo profetico. Ma, ci domandiamo, com'è stato possibile giungere a tanto?, come, in altre parole, la Chiesa cattolica si sia trovata a braccetto con l'ateismo più spinto e con forze tutt'altro che disponibili verso l'istituto della religione cattolica e cristiana? Come può, la Chiesa, non accorgersi di aver abbracciato un mostro dalle sette teste che, da sempre, ha rinnegato i presupposti e le fondamenta della religione cattolica e cristiana?

E' evidente, a questo punto, rilevare come, tra le due componenti, quella di origine marxista è senz'altro la più comprensibile, con la sua azione strumentale destinata a inglobare qualunque altro punto di vista. In questo percorso comune, il pensiero ateo e marxista non fa altro che perseguire i suoi scopi e tenere fede ai propri principi, che con la religione hanno niente a che spartire, ma sono pronti a servirsene per raggiungere i propri fini. Tantomeno sono disposti a scendere a compromessi con la Chiesa visto che, tanto, è quest'ultima a rinunciare alle proprie peculiarità e alla propria esclusiva competenza in materia di soprannaturale.

Abbiamo, quindi, all'orizzonte e nemmeno tanto lontane, due forze, ed entrambe si augurano e annunciano la necessità di una sostituzione etnica che apra le porte dell'Occidente cristiano e secolarizzante ai milioni di diseredati provenienti dal terzo, quarto e quindo - magari anche il sesto - mondo. Perché questa convergenza di auspici? Che cosa si attendono, i due sistemi, il post comunista e il cattolico, dall'avvento di una popolazione senza identità, senza senso di appartenenza, senza radici?

Per la Sinistra milioni di immigrati-massa pronti a ribellarsi rappresentano la possibilità di assediare il sistema e costringere il capitale a scendere a patti a mano a mano che la coscienza di classe aumenti con l'aumentare del numero. Per la Chiesa una massa amorfa di potenziali fedeli costituisce il terreno ideale da poter manovrare e plasmare a proprio piacimento, né più né meno di come accadeva, un tempo, nel Medioevo e dintorni. 

In entrambi i casi a patire le conseguenze di questo assurdo cacciucco umano è la, ammesso che esista, classe borghese intesa più come categoria dello spirito che non come classe economica. Tendere ad accrescere il numero di coloro che non hanno infilandoli a più non posso tra coloro che, anche se poco, hanno e sentono di possedere - siano essi principi, valori o beni materiali non importa - equivale a minare dalle fondamenta questi ultimi fino a togliere loro ogni certezza in nome di una massa di individui privi di tutto a cominciare dalla coscienza di esistere in quanto depositari storici di usi e consuetudini specifici e distanti anni luce da ogni omogeneizzazione. 

Il sogno della Sinistra, tutta, è quello di giungere ad una società dove non esista più la meritocrazia, in cui non sia più necessario lavorare né mostrare di essere migliori o più competitivi degli altri bensì una massa indistinta di uomini e donne senza capo né coda abitanti di un mondo dove tutto è permesso e lecito semplicemente perché tutti i cardini su cui si è retta da sempre l'umanità sono stati abbattuti e resi superflui. 

Il desiderio della Chiesa è, a sua volta, almeno della Chiesa attuale, di rinunciare ad ogni dogma e ad ogni soprannaturalità per farsi tutto a tutti così da abbracciare il più ampio numero di persone pronte alla sottomissione.

E' evidente che, in un caso come nell'altro, non saranno più le nazioni a decidere sulla propria sovranità, ma strutture ed enti sovranazionali guidati da élites che avranno smarrito ogni senso di appartenenza specifica a favore di una indistinta e inesistente percezione di sé.

Fosse anche solo per questo, invece di scendere in strada per l'abolizione delle frontiere e l'apertura indiscriminata ai nuovi invasori, bisognerebbe combattere non tanto per affermare, quanto, di questi tempi, difendere la propria identità.


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