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Ce n'è anche per Cecco a cena

Bolsonaro a Lucca, i sindacati non... concedono il permesso

martedì, 29 gennaio 2019, 16:12

di aldo grandi

Questa storia della visita del presidente del Brasile Jair Bolsonaro a Lucca, città da dove partirono i suoi nonni per raggiungere il Sudamerica, acquisisce ogni giorno di più i contorni di una farsa. La Sinistra, evidentemente sulle barricate per l'avvento al Governo della Lega e dei 5Stelle, si ritiene in grado oltreché in diritto di insorgere contro un viaggio diplomatico che Bolsonaro compirà a maggio in Italia. Alessandro Tambellini - a proposito, gli abbiamo inviato un sms per una intervista, nemmeno ha risposto, evidentemente non siamo a lui graditi come, invece, altre testate - ha detto la sua manifestando riserve all'incontro, in sostanza per lui sarebbe meglio che non venisse. A ruota alcuni esponenti di Sinistra per Tambellini e la Fiom Cgil con il suo segretario Mauro Rossi. Poi, questa mattina, un comunicato dell'Unità Sindacale di Base lavoro privato il quale annuncia mobilitazione pubblica. Ma la cosa che, più di ogni altra, fa ridere se non ci fosse da piangere è che i sindacati biasimano l'intervista rilasciata dall'amministratore della Fabio Perini spa, il brasiliano Cruz, il quale si era detto entusiasta di poter ricevere il suo presidente della Repubblica a Lucca. Per i sindacalisti l'errore non solo sta nell'averla fatta, l'intervista, il 27 gennaio Giornata della Memoria, ma, addirittura nell'aver preso l'iniziativa di invitare Bolsonaro a Lucca alla Perini spa senza aver prima consultato le proprie maestranze ossia i rappresentanti sindacali e i lavoratori.

Ora, a parte il fatto che tutta questa opposizione alla visita di Bolsonaro, presidente di origini lucchesi, ci sembra fuori luogo essendo stato eletto dopo regolari consultazioni e senza che sia stata utilizzata violenza alcuna per vincere, suona, addirittura, incredibile e allucinante che l'amministratore delegato di una azienda come la Fabio Perini spa, ma in generale di qualsiasi azienda, debba, per invitare un capo di stato, chiedere il permesso e il gradimento ai suoi dipendenti. Quindi il signor Cruz, prima di manifestare il suo interesse ed entusiasmo nell'invitare ufficialmente Bolsonaro a Lucca, avrebbe dovuto, forse, indire una sorta di referendum attraverso il quale i lavoratori avrebbero scelto al posto suo. 

Pur con tutto il rispetto per lo Statuto dei lavoratori nato nel lontano 1970, questa richiesta da parte dei sindacati rasenta il ridicolo poiché non si capisce in base a quale criterio la proprietà di un'azienda dovrebbe seguire le indicazioni dei propri dipendenti anche in materia di visite ufficiali. Tutto ciò la dice lunga su quanto i sindacati siano arroccati su posizioni rivendicative fuori dal tempo. A noi viene logico pensare che se un imprenditore, un commerciante, un ristoratore desiderano invitare ed accogliere Jair Bolsonero, hanno tutto il diritto di farlo senza dover ascoltare il parere di chicchessia. Ha fatto bene, quindi, Cruz a lanciare l'idea e fanno bene tutti quelli che gli andranno dietro. Quanto alla Sinistra, così impariamo ad andare al mare invece che a votare. Comunque forza e coraggio, il tempo passa veloce.


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