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Ce n'è anche per Cecco a cena

Lucchese, sedotti e abbandonati

venerdì, 25 gennaio 2019, 17:49

di aldo grandi

Sono giorni, ormai, che a tirare avanti la carretta della società rossonera sono rimasti in tre: Giacomo Bernardi, addetto stampa, Marcella Ghilardi segretaria nonché, adesso, anche team manager e Gabriele Minchella responsabile del marketing. Su e giù, avanti e indietro tra corridoi, scalinate e stanze di un Porta Elisa che mai come oggi appare così rassegnato e dismesso. Nessuna traccia dei padroni del vapore, né di quelli vecchi né, tantomeno, di quelli nuovi. Arnaldo Moriconi è desaparecido volutamente in esilio mentre Aldo Castelli e gli altri due magi avrebbero manifestato l'intenzione di non tornare a Lucca se non quando si saranno calmate le acque anche se, per ora, le acque sono ancora molto, ma molto agitate. Anche nella giornata di oggi la squadra con mister Favarin si è allenata a San Giuliano Terme, cosicché lo stadio è anche più deserto del solito. Enrico Tommasi, nuovo direttore generale con tanto di contratto depositato, dice lui, in Lega, cerca di farsi vedere operativo, ma di questi tempi non è semplice. In arrivo e in prestito, Antonio Di Nardo, giocatore gradito sia al tecnico sia per il diesse Obbedio, ma l'operazione, a quanto sembra, è stata conclusa via pec ossia attraverso la posta elettronica certificata e in quel di Roma dove risiede e lavora l'amministratore della Lucchese Umberto Ottaviani. Fatta questa premessa e aggiunto che Antonio Obbedio era oggi pomeriggio ad Empoli per vedere una partita, c'è ben poco da dire se non che tutti si sentono come tanti Robinson Crusoe alle prese, ciascuno, con il suo Venerdì.

Questa situazione di solitudine non soltanto affettiva, ma, addirittura, esistenziale e professionale, sta accompagnando il presente e lascia intravedere un futuro a tinte fosche. Si parla della necessità di predisporre una nuova fidejussione, lo stesso presidente di Lega Ghirelli lo ha ribadito, ma, a quanto pare i destinatari, nessuno escluso, sembrano fare orecchie da mercante. L'ottimismo scema e l'atmosfera è di quelle da Ultima spiaggia, splendido film (On the beach) diretto da Stanley Kramer nel 1959 con Gregory Peck, Ava Gardner e Fred Astaire (nella foto): dopo una apocalisse nucleare, l'Australia è l'unico luogo del pianeta escluso dalle devastazioni. Qui due sopravvissuti lasciano i propri affetti per imbarcarsi in una missione che potrebbe salvare il futuro dell'umanità... Bene, in un mondo senza più abitanti e con città deserte e silenziose, i superstiti cercano una qualsiasi forma di vita che non esiste più. Un po' come in casa rossonera, dove di forme di vita, a parte quelle di cui sopra, non ce ne sono almeno a portata di mano. E di telefono visto che nessuno sembra possedere i cellulari del proprietario Aldo Castelli mentre Paperon de Moriconi si è ritirato nel suo deposito sulla collina.

Oggi è arrivata in redazione la telefonata di un collega de La Stampa da Alessandria il quale voleva sapere se domenica la Lucchese giocherà la partita al Porta Elisa. Anche lassù sono arrivate le esternazioni del sindaco Tambellini che, giusto ieri, invitava a non nascondersi dietro ad un dito. Il bello è che qui non esistono dita per il semplice motivo che sono già spariti tutti. 

Qualche traccia umana sembra, tuttavia, resistere se si pensa alle operazioni, poche, ma indubbie, che Obbedio sta cercando di condurre in porto nonostante gli scarsi mezzi, ma da qui a parlare di società nuovamente sostenibile, ce ne corre.

Domenica contro l'Alessandria potrebbe essere, realmente, l'ultima partita anche se si dovranno attendere le decisioni del consiglio federale il 30 gennaio. Il pessimismo, all'interno dell'oasi rossonera, si taglia col coltello, ma nessuno molla e, soprattutto, quei pochi che ci sono rimasti fanno finta che l'ultima spiaggia non esista e che tutto proceda in un modo o nell'altro.

Forza e coraggio, mancano pochi giorni al D-day e se anche non siamo sulle spiagge della Normandia, anche a queste latitudini un'ultima spiaggia, sia pure ideale, c'è da conquistare: quella della dignità ancor più che quella della classifica.

 

 

 

 

 


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