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Ce n'è anche per Cecco a cena

Visita di Bolsonaro a Lucca, Tambellini ha perso il senso della misura

mercoledì, 16 gennaio 2019, 18:18

di aldo grandi

Quando abbiamo letto la dichiarazione del sindaco Alessandro Tambellini inviataci dal solerte addetto stampa Jacopo Lazzareschi Cervelli, non ci volevamo credere. Un capo di Stato di origini lucchesi manifesta il desiderio di tornare nella sua città per una visita e il primo cittadino, eletto soltanto dal 23 per cento o giù di lì degli aventi diritto, si permette di manifestare il proprio disappunto avvertendo, addirittura, il bisogno di spiegare e, poi, ribadire una seconda volta, che la propria posizione politica e quella del suo comune sono distanti anni luce dalle idee politiche di Jair Bolsonaro. Onestamente, in fatto di ospitalità, il nostro amato sindaco avrebbe qualcosa da imparare. Forse Tambellini non ha letto o non ha gradito la notizia dell'arresto, dopo 37 anni di latitanza, di un assassino ed ex terrorista - Cesare Battisti - che è stato possibile catturare solo per l'intervento del presidente del Brasile che aveva promesso - e ha mantenuto - di restituire Battisti all'Italia. Noi crediamo che la presa di posizione di Alessandro Tambellini, inoltre, non tenga conto che il comune da lui amministrato è anche lo stesso comune dove vivono decine di migliaia di lucchesi che la pensano diversamente e che non hanno alcun motivo per distinguersi dall'illustre ospite in arrivo. Il sindaco l'ha fatta fuori dal vaso, innanzitutto, perché non è il padrone della città e, se il presidente di un paese come il Brasile dove vivono migliaia di persone lucchesi di origine manifesta un desiderio, legittimo, dovrebbe esserne contento e non, invece, fargli capire che non è persona gradita per le idee politiche che rappresenta. 

La sensazione è che anco alle puci ni vien la tosse visto che pare essere diventato uno sport praticato a sinistra quello di ribellarsi alle leggi e alle direttive del Governo. In secondo luogo, forse a Tambellini sfugge che Bolsonaro è un capo di Stato regolarmente e democraticamente eletto - esattamente come lui sia pure con differenti proporzioni - e non il dittatore dello stato libero di Bananas. E' un po' come se Trump, presidente degli Stati Uniti, fosse di origini lucchesi e chiedesse di poter visitare la città e Tambellini gli facesse chiaramente intendere che a Lucca lo accolgono sì, ma con la bocca storta e per dovere più che per piacere. Allucinante.

Aver perso il potere, in Italia, ha reso la Sinistra ancora più lontana dalla realtà e dalla gente, ma questo non significa che anche un sindaco vittorioso alle elezioni per appena 361 voti, debba sentirsi in diritto di prendere diplomaticamente a pesci in faccia un presidente di uno Stato così importante come il Brasile. Poi, per carità, ci sta benissimo che Bolsonaro non pensi nemmeno lontanamente di venire a Lucca, ma, certo, l'accoglienza non è delle migliori. 

Noi troviamo la presa di posizione del primo cittadino di Lucca di una maleducazione senza fine e, inoltre, un vero e proprio danno di immagine per la città. Facciamo a capirci: in Brasile Bolsonaro è stato eletto da milioni di persone che, evidentemente, la pensano diversamente da Tambellini, ma che, magari, avrebbero scelto la città di Lucca come mèta di una visita turistica proprio anche a seguito dell'arrivo del presidente brasiliano. Apprendere che il sindaco di Lucca accetta obtorto collo di ricevere il presidente del proprio paese, non è quello che si dice un buon biglietto da visita. 

 


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