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Ce n'è anche per Cecco a cena

A me mi vien da rece

giovedì, 28 marzo 2019, 13:02

di aldo grandi

Sono mesi, ormai, che ogniqualvolta capita di soffermarsi sulle vicende rossonere, a chi scrive vengono dei conati di vomito. Ma è in questi ultimi tempi che i conati si sono trasformati, perdonate il linguaggio non proprio oxfordiano, in emissioni-eruzioni sistematiche. Siamo venuti, addirittura, a sapere che da Roma qualcuno dei tre magi avrebbe chiesto il tesseramento di un giovane calciatore toscano in cambio di una fetta di prosciutto del valore di alcune decine di migliaia di euro. Vero? Falso? Già il fatto che una voce del genere si sia diffusa nell'ambiente rossonero la dice lunga su quali siano i meandri all'interno dei quali gravita, ormai, la navicella sfasciata rossonera. Ieri mister Nuccilli si è visto a palazzo dei Bradipi dove ha incontrato Alessandro Tambellini. Quest'ultimo, che conserva e cova dentro di sé, con orgoglio, la sua anima contadina, al termine dell'incontro ha espresso una moderata soddisfazione, ma sappiamo che non ha gli anelli al naso - e nemmeno alle orecchie - e che senza vedere garanzie fideiussorie nero su bianco, col cavolo che spenderà una parola in favore dell'(im)prenditore romano che, in passato, tutto avrebbe voluto comprare, ma non ha comprato. Pare che qualcuno, simile ad un avvoltoio ai piedi del letto, stia aspettando che la pantera esali l'ultimo respiro così da proporsi per l'affidamento di un funerale con i fiocchi, tanti debiti e anche qualche, magari, sorpresa. Si tratta di cadaveri tutt'altro che eccellenti, più simili agli zombie di George A. Romero in una sorta di remake del film La notte dei morti viventi. Ormai siamo alla fine di questa ridicola, ma tragica storia d'amore i cui protagonisti altro non meritano se non la gogna. 

Sono tutti lì a rivendicare l'acquisto contrattuale di una società con un passato glorioso al modico prezzo di 1 euro. Una società con oltre 1 milione di euro di debiti, ma nessuno che si azzardi a dire che, in un modo o nell'altro, riuscirà a farvi fronte. Abbiamo già visto e vissuto tramonti simili, ma qui il buio ha avuto, da subito, il sopravvento. I giornali, lo sappiamo, devono scrivere sempre qualcosa e non perché ci siano le notizie, ma perché ci sono gli spazi da riempire quotidianamente anche quando il nulla prevale sul niente. 

Noi abbiamo già cantato il de profundis al sodalizio rossonero e questa inutile agonia non fa altro che gettare illusioni negli occhi, ma, soprattutto, nel cuore dei tifosi rossoneri, gli unici che hanno non solo il diritto, ma anche il dovere morale di far sentire la propria voce, anche perché, onestamente, tutti gli altri farebbero meglio a tenere la bocca ermeticamente chiusa.

Invece no, questi signorotti decaduti in cerca di una sovraesposizione mediatica, si lanciano in proposte azzardate e anche prive di sostanza, quella che, al contrario, servirebbe per restituire fiducia e ossigeno a chi, fiducia e respiro, non ha più. Quando leggiamo i nomi e, in particolare, i cognomi degli aspiranti condottieri di un inesistente esercito, ci vien da rece ossia ci viene da vomitare traducendo il vernacolo lucchese.

Attendiamo pazientemente il lavoro della procura della Repubblica la quale non dovrebbe limitarsi a infilare il naso negli ultimi mesi, ma dovrebbe dare un'occhiata anche agli ultimi anni di gestione societaria, per capire le ragioni per le quali si è arrivati a questo punto di non ritorno. Questo giochino delle scatole cinesi portato avanti, evidentemente, senza tanti scrupoli, andrebbe scoperchiato.

Noi lo ribadiamo, meglio poveri, ma onesti che falsamente ricchi e ipocriti.

 

 

 

 


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