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Ce n'è anche per Cecco a cena

Centinaio? Troppi, ne bastano molti, ma molti di meno

venerdì, 15 marzo 2019, 18:55

di aldo grandi

Già da qualche giorno girava la notizia che il ministro delle politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio sarebbe stato ad Altopascio per un incontro organizzato dalla Lega che avrebbe visto calare nel paese del Tau o anche del pane, i referenti principali della Lega in Toscana. Qualcuno, che non ci conosce a sufficienza evidentemente, ci aveva detto se volevamo fare un salto per assistere all'evento. Noi di salti per andare a conoscere o omaggiare i politici non ne abbiamo mai fatti, né, e in particolare, quando al potere c'era la vecchia Dc figuriamoci più tardi quando è sbarcato il Pd, infine, oggi, con l'avvento al Governo dei nuovi, si fa per dire, padroni del vapore. E' che su quel vapore, chi scrive, non ha mai voluto salirci, una sorta di repulsione, di, perché no?, ribrezzo, ma, soprattutto, la consapevolezza che i politici, sostanzialmente, sono eguali a tutte le latitudini. Salvo qualche lieve e a tratti anche fondamentale differenza nei principi. Noi, lo sa chi ci ha sempre letto, non le abbiamo mai mandate a dire al sindaco Sara D'Ambrosio, addirittura, una volta, subito dopo la vittoria elettorale, la tacciamo di lingua biforcuta per aver risposto in una nostra intervista in un modo e aver, poi, invece, fatto il contrario.

Abbiamo anche avuto l'occasione di prendere un caffè seduti ad un tavolo di un bar e non ci è voluto molto a capire che se su certe cose si era distanti anni luce, su altre, perché no?, si poteva anche discutere e confrontarsi. Così, quando abbiamo letto quanto scritto dal sindaco - a noi sindaca non piace, suona orribile e non è, a nostro avviso, italiano - a proposito dell'invito rivolto al ministro Centinaio per un incontro in municipio, ci siamo chiesti se la politica, alla fine, non sia altro che uno schierarsi da una parte e dall'altra indipendentemente dal valore e dal significato delle cose. Centinaio, infatti, leghista doc e, dicono, vicinissimo a Matteo Salvini, non ha trovato il tempo per salutare il padrone di casa - in questo caso la D'Ambrosio - dimostrando mancanza non solo di tatto, ma di educazione e intelligenza politica.

In fondo che cosa ci sarebbe stato di male nel salutare con una calorosa stretta di mano il primo cittadino del comune in cui si era appena arrivati e che, con onestà intellettuale, manifestava il desiderio di conoscere personalmente una così importante, per tutti, carica dello stato?

Centinaio ha perso un'occasione fornendo alla D'Ambrosio la penna per stigmatizzarne il comportamento. Per carità, non è successo niente e, in fondo, i cittadini di Altopascio continueranno a vivere come hanno sempre fatto anche senza il saluto di un ministro, ma, a nostro avviso, in una Italia dove, da sinistra in particolare e da destra di rimando, ci si prende a pesci in faccia con il solo obiettivo di scalzare l'altro piuttosto che valutarne oggettivamente l'operato, un minimo di apertura non guasterebbe.

Al posto di Centinaio noi avremmo chiesto di essere ricevuti dal sindaco invece di attendere il suo invito. Dirà, il ministro, che era un incontro di partito e che non si trattava di una visita ufficiale. Noi, però, dell'ufficialità, dell'apparenza, della superficie delle cose ci saremmo stancati da un pezzo. Se, come sembra, milioni di persone sono scese oggi insieme in piazza per annunciare l'imminente fine del mondo, neanche si trattasse dell'esercito della salvezza o dei testimoni di Geova, non si capisce perché l'esempio non dovrebbe venire proprio da chi ci governa.

Detto questo, è bene chiarire ai nostri lettori una cosa: non pensate che polemizziamo e spariamo solo e soltanto a sinistra perché se al potere ci fosse la destra (sic!), faremmo uguale. Certo, in alcune scelte, in particolare sull'immigrazione e la sovranità monca del nostro Paese, andiamo d'accordo con l'attuale ministro dell'Interno, ma questo non ci impedisce né ci impedirà di scrivere quello che pensiamo.


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