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Chiude la tendopoli, ma il merito non è né del sindaco né della prefettura

giovedì, 7 marzo 2019, 19:24

di aldo grandi

La prefettura e il sindaco Alessandro Tambellini hanno comunicato oggi, giorno di grazia 7 marzo 2019, che la tendopoli di via delle Tagliate, che per tutti questi anni ha ospitato clandestini provenienti dal terzo, quarto e quinto mondo, chiude i battenti. Nel comunicato del comune di Lucca, dove albergano quattro addetti stampa pronti a redigere comunicati in gran quantità, c'è scritta la parola hub, che noi, ignoranti peggio delle pecore - le capre, lo ripetiamo, sono animali intelligentissimi - non sappiamo cosa significhi né, sinceramente, ci interessa saperlo. Non si comprende perché invece della parola hub non si sia usata la più comune, sensata, comprensibile parola tendopoli, ma qui bisognerebbe entrare nel cosiddetto linguaggio politicamente corretto e spremerlo come un limone. Fortuna e buonsenso hanno voluto che nel documento del comune di Lucca nessuno si sia preso i meriti per questa chiusura che, ricordiamo, ai tempi delle elezioni amministrative lo stesso Tambellini provò a limitarne la capienza scrivendo direttamente all'allora prefetto senza ottenere alcun risultato: i migranti arrivavano a centinaia di migliaia, l'hub non solo era in piena operatività, ma scoppiava addirittura. Giustamente palazzo dei Bradipi fa notare che la chiusura della tendopoli alle Tagliate va imputata alla diminuzione dei flussi migratori e, allora, qui sarebbe stato intellettualmente onesto riconoscere che il merito di questa diminuzione - a meno che non la si voglia considerare una colpa se non, magari, un reato è del nuovo governo e, in particolare del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Apriti cielo, abbiamo pronunciato il nome del diavolo in persona, di colui che gran parte della Sinistra, soprattutto, quella estremista, vedrebbe volentieri appeso a testa in giù come già accadde tanti anni fa. Il fatto è che la Sinistra - questa accozzaglia di nostalgici della guerra civile, questo insieme di pseudo partigiani dell'Era Sbagliata, con le loro manifestazioni di piazza frequentate, in particolare, da gente che non ha molto da fare dalla mattina alla sera che non ha, cioè, da lavorare nel senso compiuto, produttivo e redditizio del termine - vorrebbe che i flussi migratori non si arrestassero mai, che i milioni di immigrati provenienti dall'Africa nera e dall'Asia più o meno giallastra sbarcassero sistematicamente ogni giorno senza alcun limite né confine, convinti che, come il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, avrebbero cibo, vitto e alloggio così, per incanto, automaticamente. 

In questo sogno delirante che è anche un miraggio allucinato, la Sinistra va a braccetto con la Chiesa di papa Francesco, il quale vedrebbe volentieri l'umanità tornare al Medioevo quando il timor di dio e della Santa Inquisizione rendeva la gente molto più servile, fedele e paziente. 

Ovviamente il lavoro di Salvini viene additato come la quintessenza della perfidia e della malvagità umane senza ammettere che si tratta dell'applicazione pura e semplice del principio del buonsenso, dote che si spande e spende a milioni tra il popolo mentre è completamente assente nelle élites intellettuali e radical chic-choc.

Al di là di ogni considerazione, manifestiamo la nostra soddisfazione per la rimozione di una struttura che rappresentava una vergogna per la città e, nel farlo, ci domandiamo se dovremo attendere Salvini anche per la cancellazione del campo zingari accanto all'ex campo di atletica. Consigliamo, se ancora non ci hanno pensato da sé, l'amministrazione tambelliniana di organizzare una escursione gratuita nella zona al fine di repertare e ammirare carcasse di vari oggetti inanimati tra cui auto e moto e una situazione igienico-sanitaria ai limiti della sopportazione umana.

Nell'attesa e, non si sa mai, nel timore che ciò non avvenga, noi, per cautelarci, continueremo a sostenere il metodo Salvini. 


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