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Obbedio: "E' iniziato il conto alla rovescia verso la morte"

martedì, 19 marzo 2019, 18:27

di aldo grandi

"E' iniziato il conto alla rovescia verso la morte". Se questa frase la dicesse un tifoso qualsiasi avrebbe, sicuramente, ragione, ma il peso delle parole sarebbe senza dubbio diverso. Se a pronunciarle, però, è Antonio Obbedio, direttore sportivo e anima di questa Lucchese, allora cambia tutto e davvero, come scriveva qualcuno, le parole sono pietre. Ormai è finita, c'è poco da dire e ancor meno da fare. Ieri pomeriggio Giancarlo Favarin ha detto che i ragazzi vogliono continuare a giocare, ma, giustamente, Obbedio fa notare che la squadra si allena finché aprono lo stadio, ma sabato chi paga gli steward, il gas metano, i pompieri, la Croce Rossa e tutto il resto? E, la giornata successiva, a Olbia, serviranno almeno 8 mila euro. Chi li tira fuori? Lucca United sta facendo il possibile, ma sembra di voler prolungare un'agonia già scritta. Non ha senso continuare a disputare le partite con il rischio, concreto, che la società venga acquisita da personaggi che definire scarsamente raccomandabili è un eufemismo. Meglio chiudere adesso e, nel caso, ripartire puliti come un bimbo. Che tristezza! Tre fallimenti in dieci anni, una media record e davvero non invidiabile. Non ci vengano a dire, però, che non esistono colpevoli, perché ci sono e sappiamo benissimo i loro nomi e cognomi. A cominciare dall'ex presidente, proprietario e patron, Arnaldo Moriconi per passare, poi, a Lorenzo Grassini e Fabio Lucchesi, per finire con Aldo Castelli, Umberto Ottaviani ed Enrico Ceniccola. Adesso infiliamoci anche Matteo Romani per questi ultimi giorni, sindaco revisore dimissionario ancora in carica, il quale non si capisce perché non abbia ancora portato i libri sociali in tribunale.

Qualcuno dà la colpa al sindaco Alessandro Tambellini e chi ci legge sa che non gli abbiamo mai fatto uno sconto. In questa circostanza, tuttavia, ci domandiamo se abbia un senso addossare a lui le colpe per la fine della Lucchese Libertas 1905. Come può un sindaco, in una realtà come Lucca, riuscire a trovare gente disposta a infilarsi in un corridoio cieco rischiando milioni di euro senza nemmeno sapere per cosa? Tambellini sbaglia, però, quando, da politico, si preoccupa dell'eventuale ricaduta che potrebbe avere sulla sua immagine l'accusa di immobilismo. A nostro avviso, al contrario, farebbe bene a sbattere i pugni sul tavolo e a chiamare con nome e cognome chi ha mandato a puttane questa società. Certo, non ci ha fatto una bella figura nel mandare il decreto ingiuntivo ad un morto che cammina e poi dire di aver fatto anche troppo. 

La verità è sempre la solita: quando la nave affonda i topi scappano e i gatti pure. Facciamocene una ragione di quanto accaduto. Piero Pacini, nella sua intervista senza peli sulla lingua, lo ha detto chiaro e tondo. L'azionariato popolare non può caricarsi sulle spalle le assenze dei principali interlocutori. Può fare da supporto, ma simbolico, non può arrivare a mettersi sul collo l'11 per cento di una società professionistica sia pure di Lega Pro con tutto quel che ne consegue. Al di là degli errori commessi nella vicenda Grassini-Lucchesi, non si può nascondere che Lucca United sia stata animata soprattutto dall'amore per la Lucchese in tutti questi anni e che il museo rossonero sia una perla nel suo campo e, forse, a questi livelli una rarità.

Quale futuro per il calcio in rossonero, quindi? Non lo sappiamo, ma di sicuro dovrà ripartire da un gradino più basso e il problema, questa volta, sarà quello di trovare gente di Lucca disposta a investire, esattamente come, anni fa, ha fatto un altro gruppo di lucchesi che hanno messo molto sul tavolo verde e lo hanno perso. Solo chi non fa niente non sbaglia mai.

 


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