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Ce n'è anche per Cecco a cena

Caccia alle streghe

sabato, 6 aprile 2019, 15:10

di aldo grandi

Il padre del sottoscritto, nato nel 1914 a Iolanda di Savoia, crebbe durante il fascismo e nella balbiana Ferrara respirò quelli che Renzo De Felice chiamò gli anni del consenso. Non fece la guerra, né partecipò alla Repubblica sociale, in compenso fu epurato dal lavoro alla Ducati e nel 1947 si iscrisse, tra i primi, al Movimento Sociale Italiano. Non era mai stato un fascista militante e anche quando, in pieno regime saloino, gli fu chiesto di arruolarsi per combattere i partigiani, si rifiutò dicendo che lui, di sparare ad altri fratelli, non ne voleva sapera. E così fece. Negli anni Settanta, quando il Msi di Giorgio Almirante ebbe un robusto successo elettorale, era solito avere, tra gli altri, un portachiavi con l'effige di Benito Mussolini, colui che, appunto, aveva condotto l'Italia alla rovina, ma che ancora per molti restava il condottiero che aveva riscattato l'Italietta giolittiana. Oggi, con la rinnovata caccia al fascista spuntata fuori grazie alla sinistra e all'antifascismo che puzza di rancido lontano un miglio, anche il genitore di chi scrive sarebbe, probabilmente, incappato, con quel portachiavi, nell'accusa di apologia di fascismo. Anche mio fratello, che si era sposato con una cittadina di lingua tedesca e aveva una passione infinita per i soldatini di piombo e per la militaria del Terzo Reich e, in particolare, per la Wehrmacht, al punto da collezionare una infinità di reperti storici, oggi come oggi finirebbe al gabbio o giù di lì. Siamo arrivati all'assurdo, ossia alla persecuzione non dell'azione nazi-fascista concreta e reale, ma al processo alle intenzioni, alla mistificazione di tutto ciò che appartiene alla storia.

Apprendiamo adesso che alcuni giovani, tra cui due lucchesi, che avevano indossato le divise delle SS, sono stati denunciati anche se si trattava, a quanto pare, solo e soltanto di una rappresentazione scenica e nient'altro. Non ci sorprende che essi avessero delle simpatie per l'estrema destra, visto che a nessuno che abbia un po' di sale in zucca verrebbe in mente di indossare le divise degli aguzzini che massacrarono prigionieri politici, soldati sovietici ed ebrei nei campi di sterminio e non solo. Ma una cosa è compiere il reato, un'altra esultare e fare di tutto per proporlo e un'altra ancora è vestirsi senza porre in essere alcun tipo di attività terroristico-militare.

Il problema è che la Sinistra post comunista, questo cancro che ha devastato le coscienze e annientato le libertà individuali ovunque si è insediato, non avendo un nemico da porre all'indice, questo inesistente nemico se lo è dovuto inventare. Se fosse stato per la coppia Boldrini-Fiano, anche molte vestigia dell'Italia fascista ormai edificate ed entrate a tutti gli effetti nel patrimonio architettonico, storico e culturale di una nazione, sarebbero già state abbattute, alla faccia dei talebani di casa nostra che sarebbero, né più né meno uguali a quelli che hanno distrutto i Buddha di Bamiyan.

Il fatto è che di fronte a una cecità e sordità assurde e inquietanti espresse dalla Sinistra in merito di invasione e accoglienza indiscriminata, è apparso subito evidente che tutti coloro che la pensavano diversamente e sostenevano un'Italia degli italiani ancor più che agli italiani, erano fascisti o nazisti da mettere, e nemmeno tanto metaforicamente, al muro.

Con il risultato, evidente, che per questi idioti verniciati di rosso che hanno sulla coscienza milioni di intellettuali fatti sparire dai regimi comunisti ad ogni latitudine, chiunque si muovesse alla ricerca e nella difesa di un patrimonio identitario venisse etichettato come colpevole di apologia di razzismo. 

E gli italiani, che sono per natura bastian contrari e che già ai tempi di Mussolini si divertivano a fare il contrario di quello che sosteneva il regime fascista, hanno preso a difendere con ancor più veemenza le proprie radici dai tentativi di colonizzazione, sostituzione, massificazione, omogeneizzazione portati avanti dagli esponenti di una dittatura strisciante figlia degli organismi sovranazionali responsabili da sempre di ogni soppressione identitaria. 

Oggi, in Italia, il nemico, a quanto pare, è il fascismo e non, come, invece, è, una deriva politicamente corretta, avallata da papa Francesco e dalla sua chiesa ricovero provato di numerosi depravati pedofili, dove non esistono differenze per il semplice motivo che tutti, indipendentemente dalle proprie caratteristiche, sono uguali e votati all'ammasso. Siamo tornati in pieno medioevo, quando era la chiesa a fungere da centro del mondo e dove l'essere umano era soltanto buono per credere e obbedire.

Mai come in questo momento i veri valori tradizionali dell'Occidente, di questa fetta di Era che tanto ha distrutto, ma altrettanto ha costruito e elevato a sistema di pensiero e azione, sono sotto la terribile minaccia di un fanatismo asettico che non fa alcuna distinzione perché ritiene che le differenze vadano annullate a beneficio di un essere umano senza più identità né storica, né geografica, né sessuale. Un individuo più simile ad un replicante, ad un automa incapace di sentirsi perché annientato nella sua consapevolezza identitaria. 

Oggi ciò che è in pericolo è il nostro diritto a possedere una propria identità collettiva e individuale, messe al bando, vituperate, sbeffeggiate, umiliate in nome di un egualitarismo economico e sociale dove il non possedere alcunché cui aggrapparsi per non sentirsi perduti, è il minimo comune denominatore desiderato dai nuovi padroni del vapore, i tecnocrati degli organismi economici e politici che presiedono alla costruzione del Nuovo Ordine.


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