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Santini, un giorno lungo cinque anni

sabato, 13 aprile 2019, 14:59

di aldo grandi

Si sono, ormai, spenti i riflettori sulle elezioni amministrative 2017 eppure qualcuno, ogni tanto spesso, continua a domandarsi, noi compresi, come sia stato possibile per il centrodestra lucchese, perdere la corsa alla guida della città. In realtà c'è ben poco da angustiarsi, i numeri dicono tutto e dimostrano che la maggioranza silenziosa, di fronte alla minoranza rumorosa, preferisce lavorare, ma, anche, godersi quel poco che resta di tempo a disposizione e un week-end al sole e al mare vale più di una giunta di bradipi qualunque essa sia. Remo Santini, collega ed ex candidato battuto da mister Tambellin Man, ci ha messo un po' per riprendersi, ma è comprensibile. Aveva corso convinto di farcela e quando si è svegliato, ha dovuto prendere atto che la fortuna e non solo gli si erano rivoltati contro. Fortunatamente il tempo aiuta, se non a dimenticare, ad elaborare con maggiore facilità e serenità sia le vittorie sia, soprattutto, le sconfitte e così è stato per il nostro che a distanza di due anni, merita una attestazione di stima e rispetto. Noi non sappiamo, infatti, se saremmo stati capaci, una volta superati sul filo di lana per 361 voti, di rimanere in consiglio comunale nonostante fare opposizione sia una delle peggiori sorti che possono toccare a chi si occupa di politica a livello locale. Santini, uscito fuori dall'urna elettorale bastonato e con le ossa rotte, ha saputo, con umiltà, responsabilità e dedizione rimanere in sella al cavallo perdente. Al posto suo, altri nomi più o meno eclatanti della vita politica cittadina e periferica, hanno e avrebbero mollato perché svogliati e delusi.

Una purga, in fondo o anche una penitenza che, maturata in un giorno, dura e durerà la bellezza di cinque anni nel corso dei quali molti, infiniti sono e saranno i rospi che questo giornalista capace ed esperto deve e dovrà ingoiare se non sarà abile e pronto a sputarli. Molti lo hanno criticato e altrettanti hanno anche goduto di questa sconfitta che, dicono, altrimenti avrebbe fatto aumentare la boria a un personaggio che, a dirla tutta, già ne aveva maturata un bel po' con il suo presenzialismo e le sue indubbie capacità organizzative e propositive. Del resto anche lui ha imparato a capire che Lucca, ancor più di altre città, vive godendo delle disgrazie degli altri, soprattutto, dei suoi figli più in gamba o più in vista che, sovente, è la medesima cosa.

Il Remo Santini che abbiamo frequentato e conosciuto dal lontano 1989 è cambiato e, da questa lezione politica e di vita, è uscito, lasciatecelo dire, più forte e determinato che mai. La sua caparbietà ancor più della sua ambizione, per noi che lo abbiamo avuto collega di lavoro per decenni, ha avuto, fortunatamente, il sopravvento e anche se potrà sembrare strano ai più, a coloro che amano tessere soluzioni elettorali a ogni piè sospinto, chiunque vorrà provare a succedere a Tambellini, dovrà vedersela con lui. Dei cinque anni di intervallo tra una elezione e l'altra, infatti, Santini ne ha già digeriti due e questo cercando di essere sempre presente sui banchi di palazzo Santini nonostante una professione, sempre la stessa per carità, che, per ovvi motivi, lo ha costretto a cercare fortuna al di là del monte Quiesa. Sono tanti, cinque anni di sofferenza per un giorno di sventura.

Anche noi, sinceramente, avremmo avuto qualche dubbio sul fatto che questo capannorotto prestato a Lucca avrebbe resistito nel non facile ruolo di eterno secondo. Al contrario, ha dimostrato di possedere buone doti da incassatore e di voler acquisire, in questo tempo di purghe e peccati, quella esperienza e quella forza che, probabilmente, gli erano mancate nella primavera-estate di due anni fa.

Per queste ragioni merita rispetto in una città dove, a chi perde, ogni rispetto viene concesso, ma non perdonato. Per molti anni Remo Santini caposervizio di un quotidiano lucchese ha ricevuto e incontrato decine, centinaia di persone, quasi tutte lucchesi doc, in cerca di una spalla, di un carro su cui appoggiarsi e salire dandogli, forse, l'illusione di essere non soltanto invincibile, ma anche invulnerabile. E' andata, invece, come è andata, ma ciò che è accaduto ci ha restituito una persona che ha saputo rialzarsi dalla più brutta delle cadute, quella della presunzione di avercela potuta fare e di essere, purtroppo, crollato negli ultimi metri.

Di questo Santini, attualmente professionista a Viareggio, a nostro avviso la città di Lucca ha ancora bisogno pur se, lo sappiamo bene, tra i tutti che lo salutavano cordialmente, molti, dopo il baratro, hanno fatto finta di non averlo mai conosciuto. 

Noi non sappiamo se il collega dei bei tempi andati avrà voglia di riprovarci, ma vogliamo sperare di reincontrarlo, perché no?, autonomo e orgoglioso di esserci, nei prossimi tre anni di sopportazione a cui siamo tutti stati condannati da un centrosinistra che mai come in questi anni ha dimostrato la propria avversione verso chi è nato e cresciuto in questo disgraziatissimo Paese.

Abbiamo appena saputo che, dopo la nostra formale richiesta, sia il sindaco Tambellini sia la giunta che lo sorregge, hanno nuovamente ribadito il proprio rifiuto ad essere interviStati dal sottoscritto. Ogni commento, a pensarci bene, appare scontato. 

Ecco, di una cosa siamo certi: che a parti invertite, mai e poi mai Remo Santini sindaco di Lucca avrebbe rinunciato alla possibilità di dire la propria anche a chi non la pensava come lui.

 

 


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