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Ce n'è anche per Cecco a cena

Assi viari, altra inculata per l'unico soggetto che non può difendersi: l'ambiente

giovedì, 9 maggio 2019, 22:12

di aldo grandi

Sembra che tutta la campagna elettorale del comune di Capannori ruoti intorno alla nuova viabilità e ai cosiddetti assi viari, reputati, dai soloni della politica a un tanto al chilo, indispensabili per migliorare le condizioni di transito, di traffico e di vita della nostra già deturpata piana lucchese. Luca Menesini, candidato del Pd e del centrosinistra ha mosso alcuni dubbi chiedendo una revisione del piano, ma non ha il coraggio né l'autonomia politica per ribellarsi al diktat del suo partito che, al contrario, gli assi viari li vuole eccome. Sul fronte opposto, il candidato del centrodestra Bartolomei rimprovera a Menesini questa sorta di presunta sudditanza, ma non è in grado, nemmeno lui, di opporsi completamente ad un progetto che, al di là delle solite stronzate con cui si cerca di edulcorare la situazione, finirà inevitabilmente e logicamente per avere conseguenze devastanti sul territorio. Già, ma il territorio, se ci si pensa bene, non vota e, quindi, 'sti cazzi direbbero alle latitudini laziali. Noi, a partire da chi scrive, siamo ignoranti e la nostra cultura storica e politica, sia pure formatasi con grande sacrificio su centinaia di testi presenti, passati e anche trapassati, non ci consente di entrare nel merito di un progetto che, a quanto pare, sembra essere compreso soltanto dagli addetti ai lavori e, guarda caso, dai professionisti della politica.

Dove sono finiti gli ambientalisti, quelli veri, però, non quelli che grazie ai ruoli ricoperti nelle associazioni nazionali hanno, poi, piazzato il culo sui banchi di Montecitorio e Palazzo Madama? E a Lucca, suvvia, che fine hanno fatto coloro i quali dovrebbero scendere in strada e difendere se stessi e il paesaggio dai soliti interessi legati alla costruzione-costrizione-distruzione del territorio?

Se parlate con i presunti esperti, essi vi diranno che la realizzazione dell'opera rappresenta la panacea di tutti i mali, che una volta costruiti gli assi, la gente potrà tornare a respirare aria pulita e a non vedere più Tir e roba del genere. Noi non ci crediamo. L'unica cosa concreta che accadrà sarà la cementificazione di altre zone del territorio con la degradazione dell'ambiente e di tutta quella povera e disgraziata fauna che ci vive. E poi si ha il coraggio di chiamare in causa, in occasione di incidenti stradali, i cinghiali, i daini, i caprioli killer colpevoli di attraversare le arterie. Ma se gli abbiamo mangiato, letteralmente, la loro terra. 

Di asfalto, a nostro avviso, ce n'è già abbastanza e invece di pensare a costruirne altro sommergendo di catrame la nostra meravigliosa natura, perché non cercare di rendere transitabili e meno pericolose quelle esistenti? Si può sacrificare tutto, perfino la salute e l'ambiente in cui viviamo per le solite, schifosissime, esagerate ragioni del profitto che, tra l'altro, è sempre appannaggio dei pochi e di coloro che sono disposti a leccar loro il culo pur di avere in cambio prebende e cadreghini.

La Gazzetta, tutte le Gazzette, lo dicono a voce alta: no agli assi viari. E ora se qualcuno vuole toglierci la sua pubblicità, faccia pure. 

 


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