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Ce n'è anche per Cecco a cena

La Gazzetta sta con gli ebrei

lunedì, 6 maggio 2019, 16:58

di aldo grandi

Questa sinistra peracottara si guarda bene dal manifestare la propria solidarietà a chi, veramente, lo merita, per limitarsi a farlo solo quando, politicamente, le torna comodo. Così capita che dia appoggio a cani e porci senza che si riesca a capire dove cominciano i cani e finiscono i porci. Noi, che di sinistra non siamo se non, e non sempre, in prossimità di un incrocio, siamo rimasti come al solito basiti dall'assenza di reazione tra il mondo progressista per gli oltre 750 razzi inviati dalle forze radicali islamiste sul territorio di Israele. Diciamo la verità, ma, per favore, diciamola tutta: un ebreo, per la stragrande maggioranza delle persone, è bravo e buono solo se è morto o, al massimo, se vivo, se ne sta buono, zitto e pronto a obbedire. Noi la pensiamo diversamente e crediamo che dopo lo sterminio della seconda guerra mondiale gli ebrei e, quindi, Israele, abbiano il diritto sacrosanto di difendersi per evitare che ciò che hanno subìto nei secoli debba ripetersi. Anche Oriana Fallaci voleva le sue tre bandierine sul tavolo, quella di Israele, quella dell'Italia e quella degli Stati Uniti, tre paesi che, in comune, hanno di essere occidentali e abitati dagli stessi principi di libertà. Invece notiamo con dispiacere e sospetto, che quando si tratta di difendere gli ebrei da qualche pseudo e, al momento, inesistente 'aggressione' dei fascisti, tutti in piazza, ma se a prendersela con gli ebrei sono gli arabi o islamici, allora ecco tutta una serie di distinzioni che, a nostro avviso, denotano una sfacciata partigianeria e non certo per la stella di David.

Bene ha fatto, finalmente, Matteo Salvini a non esitare nel far capire da che parte sta, ora che al governo non c'è più la sinistra, il nostro paese. Bene fanno tutti coloro che esprimono la propria incondizionata adesione ad un popolo che, nel corso dei millenni, è stato sistematicamente massacrato senza una ragione.

Troppo spesso ci dimentichiamo che l'Islam, nel mondo occidentale, è tutt'altro che incline e disposto alla tolleranza nonostante sia ospite in casa altrui. Oriana Fallaci e Ida Magli avevano individuato da tempo i rischi incontro ai quali sta andando la nostra società ispirata dai principi ispirati da un relativismo senza senso e a un materialismo che di storico non ha alcunché. Apprendiamo che in Gran Bretagna, paese in cui l'Islam la fa, ormai da padrone, è stato abolito lo champagne per festeggiare le vittorie nelle competizioni calcistiche ufficiali e questo per non urtare la suscettibilità dei molti calciatori che praticano la religione di Maometto. 

Non solo. E' di oggi la notizia secondo cui a Parigi, a una ragazza, tra l'altro di origini arabe, è stato vietato di salire sul bus perché indossava una gonna corta a giudizio dell'autista, un islamista radicale come ce ne sono ormai a iosa infilati dalle autorità francesi che, altrimenti, non sanno come mantenere l'ordine nelle banlieu dove la fanno da padroni i pronipoti di Allah. Poiché prima, con autisti francesi non era raro vedersi prendere di mira da sassi e altri oggetti, è stato pensato che facendoli guidare a arabi doc si sarebbero evitati incidenti. Siamo arrivati a questo punto, in cui in Francia e in Gran Bretagna ormai a dettare legge e a progredire nell'influenza sociale sono i sostenitori dell'Islam. 

In Italia ancora questo non è accaduto e il merito non va certo alla sinistra o a papa Bergoglio il quale, se potesse, islamizzerebbe anche il Vaticano. Il merito va a tutti quegli italiani la maggior parte dei quali, purtroppo, ma è così, sta a destra, ha capito che o ci pensiamo noi a mantenere le nostre radici, o verrà il giorno in cui bere vino sarà vietato e mangiare carne di maiale altrettanto, con tutto quel che ne consegue per quei poveri maiali che tanto bene fanno alla nostra cultura alimentare. 

L'Islam è, a tutti gli effetti, se non un nemico, una minaccia, concreta, per i nostri usi e costumi e per le nostre tradizioni. Lo avevano capito, da sempre, i nostri antenati, lo hanno capito, da mai, i nostri governanti verniciati di bianco e, soprattutto, di rosso.

 

 


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