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Ce n'è anche per Cecco a cena

Politica in Lucchesia: a sinistra volponi, a destra coglioni

venerdì, 31 maggio 2019, 00:51

di aldo grandi

Mettendo un attimo da parte la soddisfazione per la vittoria della Lega sovranista in un paese che la sinistra ha abituato a cedere non solo la propria sovranità, ma anche la propria identità nazionale, storica, culturale e religiosa, soffermiamoci sulla situazione politica di Lucca. Abbiamo visto che in Media Valle e Garfagnana le idee e le divisioni ben poco possono contro chi è abituato al 'baratto' elettorale. A Capannori il centrodestra ha fatto, sostanzialmente, schifo. Molto, ma molto di più di quanto fece, anni fa, a Lucca alle amministrative. Nemmeno al ballottaggio è arrivato il candidato a sindaco Salvadore Bartolomei, roba da nascondersi per i prossimi cinque anni. A Lucca le elezioni sono ancora lontane, ma la maggioranza che due anni fa ha vinto con soli 361 voti di vantaggio, sta già seminando per la prossima tornata elettorale. Forse nessuno si rende conto che a sinistra, in fatto di organizzazione e strategia ne sanno una più del diavolo, ma, soprattutto, non hanno limiti alla coerenza e alla decenza: tutto fa brodo per vincere anche la menzogna. In una Italia dove i nostalgici del fascismo di CasaPound e Forza Nuova hanno raccattato poco o nulla, la sinistra ha impostato e imposta tutta la sua campagna di propaganda sul pericolo fascista additandone l'esempio in Matteo Salvini e in tutti coloro che non la pensano come le Boldrini, i Fiano e i loro compagni di sventura. A destra, invece di leggere non si sa bene cosa, dovrebbero studiarsi i testi di tale Vladimir Ulianov Lenin per comprendere come tutto, della società borghese, può essere strumentalizzato e utilizzato a fini politici per vincere la battaglia secolare tra chi vorrebbe una dittatura del pensiero unico e chi, al contrario, crede ancora nel rispetto dei valori che sono alla base della nostra società.

A Lucca, poi, il centrodestra prende schiaffi un po' ovunque. Prima per via di una inchiesta giudiziaria che non ha prodotto alcunché se non danni pressoché irreversibili o quasi a chi ci finì nel mezzo, poi per alcuni errori tattici che hanno permesso a mister Tambellin Man di acciuffare il secondo mandato per il rotto della cuffia.

Ma quello che è passato è passato, pensiamo, piuttosto, al presente. A sinistra la giunta filotutto fuorché filolucchese e filoitaliana sta già affilando le armi per la prossima candidatura a primo cittadino che vedrà emergere l'ex dirigente della polizia di stato Francesco Raspini, figlio di uno dei più famosi notai cittadini. La sua ragnatela la sta tessendo lentamente, ma progressivamente e sta facendo di tutto affinché, quando sarà il momento, i suoi avversari vi rimangano impigliati.

Tutt'altro che stupido, per niente superficiale, scaltro il giusto, attento osservatore, Raspini è un politico che sa mascherare i propri stati d'animo all'occorrenza, un sindaco, detta in parole povere, buono per tutte le stagioni e, perché no?, anche per tutti coloro che, in fondo, preferiscono andarsene al mare piuttosto che votare contro l'avvento della sinistra antitutto. 

Bene, Tambellini sta già lavorando per il futuro e Raspini segue a ruota. Qualcuno, l'altra mattina durante una sorta di improvvisata conferenza, osservava come questa giunta non abbia, praticamente, avversari nei media, con i due cartacei che, ormai, sembrano uguali e dove la giunta trova ospitalità più che gradita e gratuita mentre per l'on line la sostanza, a parte la Gazzetta di Lucca con cui l'amministrazione comunale non parla da due anni - evidentemente parla e si confessa così tanto con gli altri da non aver bisogno di confrontarsi con l'unica testata che la pensa diversamente, ma che, facciamo notare, rappresenta un robusto numero di elettori, ossia tutti quelli che ha preso la sinistra meno 361: quisquilia - è la medesima.

Possibile che il centrodestra o coloro che ritengono di rappresentarlo - Chiari, Maniglia, Marchetti, Mallegni, Santini, Barsanti, Martinelli e chi più ne ha più ne metta - non si rendano conto che se si vuole contrastare efficacemente la sinistra al potere non ci si può affidare solo all'onda lunga di Matteo Salvini, ma bisogna costruire, nel tempo, una classe dirigente amministrativa credibile? E che non si possono aspettare gli ultimi sei mesi per annunciare il candidato a sindaco e fare tutto di fretta come le nozze con i fichi secchi? Guardate Capannori, ma anche Lucca: quando si avvicina la scadenza, via a lavori di qualsiasi natura sia che ci siano i soldi sia che si debbano trovare purché si facciano. La sinistra è pervasa da una satiriasi di attivismo che non conosce confini né limiti. Ci si appella all'antifascismo, alle truppe di Napoleone, se fosse necessario anche alle truppe dell'ex Patto di Varsavia pur di vincere e la destra che fa? Guarda.

Insomma, si può sapere che cosa pensa Susanna Ceccardi della insufficiente situazione in cui si trova la Lega a Lucca, Piana e Garfagnana con la Media Valle acclusa? E il senatore Mallegni con l'amico Marchetti entrambi, ormai, con la poltrona sotto il sedere, cosa intendono fare per non rischiare di scomparire completamente dalla circolazione politica visto come sta andando Forza Italia e l'età ormai avanzatissima del Cavaliere?

E Marco Chiari con Riccardo Zucconi, invece di consolarsi per i risultati raggiunti, perché non aprono gli occhi e cominciano a guardarsi intorno per arrivare tutti uniti alla scadenza delle prossime comunali lucchesi?

Noi della Gazzetta possiamo anche stare altri tre anni senza colloquiare con i rappresentanti nostrani del Pud (pensiero unico dominante) e altri cinque qualora dovessero vincere nuovamente, ma quello che ci chiediamo è se la città di Lucca può restare in questo stato e sotto una vera e propria dittatura rossa.

 


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