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Ce n'è anche per Cecco a cena

Alla faccia di Paperon de Moriconi

domenica, 9 giugno 2019, 19:25

di aldo grandi

Non che non ci sarebbero altri temi sicuramente più importanti e significativi da affrontare, ma quello che è avvenuto ieri sera in terra pugliese dove la Lucchese ha centrato la permanenza nella categoria, merita senza ombra di dubbio la nostra attenzione. Cominciamo con una ammissione di colpevolezza. Abbiamo sbagliato, pensavamo che la situazione societaria avrebbe rappresentato la fine di ogni avventura e, invece, questa squadra e questo staff tecnico hanno dimostrato che i veri vincitori di questa stagione sfortunata sono proprio loro che non hanno mai smesso di lottare. Certo, adesso verranno i problemi veri e toccherà avere a che fare con gli stessi personaggi che, solo qualche mese fa, vennero mandati garbatamente a fanculo, ma la speranza è l'ultima a morire e importante era, intanto, restare in Lega Pro. La vittoria contro il Bisceglie, ma, in realtà, tutta la carrellata di partite e di successi collezionati dai rossoneri, sono un grande, meraviglioso, concreto schiaffo in faccia a Paperon de Moriconi alias Moricon de Paperoni, all'anagrafe Arnaldo Moriconi, colui che ha condotto alla salvezza la Lucchese per poi lasciarla morire di morte propria. Adesso, se fosse rimasto al timone, sarebbe il vincitore e il re di questo piccolo regno chiamato Lucca. Al contrario, è ritenuto, a torto o a ragione, il principale responsabile di ciò che è avvenuto sul fronte societario della Lucchese. Lui, il Moriconi, non solo ha abbandonato in alto mare la società che aveva portato in salvo dall'era Bacci, ma ha anche silurato quello che era l'amministratore di Città Digitali, la società che deteneva la maggioranza delle quote della società rossonera.

Non pago, proprio di recente lo ha anche estromesso dalla televisione Dì Lucca affidandone la direzione a Daniele Vanni con il quale aveva una causa di lavoro pendente e che aveva già allontanato in più di una circostanza. E il collega ed ex collaboratore delle Gazzette Bini si è visto finire nei guai per il reato di esercizio abusivo della professione. 

Che dire? Il sodalizio rossonero, aiutato negli ultimi tempi a sopravvivere e a concludere degnamente, almeno il campionato, sul campo, ha dato un calcio, sia pure in senso metaforico, a tutti coloro che, da Grassini-Lucchesi in poi, si sono presi gioco di una società gloriosa dal passato ultracentenario. E si è avuta anche la dimostrazione che la città è stata vicina a questi ragazzi, contribuendo a restituire loro quel minimo di dignità che altri, mister Moriconi in testa, gli avevano tolto. Molti se la prendono con il sindaco, soprattutto, per ragioni politiche poiché sinceramente il povero Tambellini non poteva fare di più di quel che non ha fatto. 

Meglio così, comunque, così, almeno, nessuno rivendicherà chissà quale paternità mentre l'unica cosa certa è che, come i popoli in guerra, non esistono giocatori e squadre liberati, ma giocatori e squadre che si liberano da soli.

Adesso vedremo cosa accadrà in tribunale. Noi, gli attuali proprietari della Lucchese non solo non sappiamo né vogliamo sapere chi siano, ma ci auguriamo che si tolgano presto dalle scatole avendo dimostrato di essere solo e solamente delle persone capaci di spremere, ma di non apportare alcunché.


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