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Ce n'è anche per Cecco a cena

La Luminara senza candele dopo mille anni: la giunta Tambellini peggio dei barbari

lunedì, 3 giugno 2019, 16:41

di aldo grandi

Capita, a volte, che non ci siano argomenti sufficientemente stimolanti per redigere questa rubrica, ormai, divenuta, per molti se non per tutti, l'unico spazio di libertà nel quale non si lecca il culo all'amministrazione comunale di Alessandro Tambellini. Ultimamente, però, dobbiamo ammettere che di suggerimenti involontari per sparare, ovviamente in senso metaforico dovesse scapparci un'altra querela, ce ne vengono forniti a iosa. E, aggiungiamo noi, finalmente qualcuno comincia a togliersi le fette di prosciutto dagli occhi. Ad esempio, Confcommercio, la ex potente categoria una volta predominante a Lucca e, oggi, per calcolo o scelta, ridotta a mera controparte alla quale il Comune non riconosce, a nostro avviso, l'importanza che riveste. La vicenda della manifestazione Lucca Medievale è sintomatica. Gli organizzatori hanno, in barba ad ogni regola di buonsenso oltreché di buongusto e di lealtà, predisposto una sorta di sagra nel centro storico con tanto di autorizzazione da parte della giunta e senza che Confcommercio e i ristoratori venissero in qualche modo interpellati: della serie, ma chivvesencula. Così, pare, questa mattina, al risveglio, è scoppiato un casino e la Fipe Confcommercio, che riunisce i gestori di pubblici esercizi e infiliamoci anche i ristoratori, ha diffuso un comunicato a nostro parere anche troppo educato per ciò che era accaduto: ma come, si interpreta liberamente, a noi commercianti ci contate anche quanti peli abbiamo al... e a chi organizza sagre  niente controlli né suolo pubblico né regola da rispettare?

Incredibile come a Palazzo Sani, quando vogliono, si rendono conto della realtà la quale è evidente, ormai da un pezzo, a chi, come noi, abbiamo sempre difeso il commercio lucchese contro i tentativi dell'amministrazione comunista di ridurre il centro storico ad una specie di suk eno-gastro-alimentare. Ma non è tutto. Da Confcommercio, da sempre attenta alla tradizione e al suo rispetto, ci attendiamo e ci attendevamo anche una presa di posizione sulla vicenda della Luminara. 

Che cosa è accaduto? Semplice. Dal prossimo anno la millenaria manifestazione del 13 settembre non avrà più come protagonisti i lumini di cera, ma i led diavoleria dell'elettronica contemporanea. Azz... ma vi rendete conto gente di che cosa si tratta? O voi lucchesi che per la città delle Mura, così ve ne andate parlando più o meno disonesti, citando a piacere il Sommo Poeta, ma avete il cervello in grado di funzionare o lo avete svenduto all'ammasso?

Ma la cosa ancora più incredibile, qualora il suo silenzio dovesse continuare, è quella del nuovo vescovo di Lucca appena piombato nelle nostre fila. Quest'ultimo, Paolo Giulietti, è appena reduce dall'elogio di papa Bergoglio che noi non solo non condividiamo, ma per il quale non abbiamo alcun sentimento di comprensione né, ci sia consentito, di fedeltà cristiana. Anzi, le parole dell'omino vestito di bianco d'Oltretevere rischiano di destare, per noi, perplessità sul Nuovo Venuto. 

Non bastano, infatti, le ripetute prese di posizione politiche del papa argentino, ormai sempre più simile ad un teologo della liberazione elevato all'ennesima potenza piuttosto che a un pastore di anime, a far emergere nei cattolici e nei buoni cristiani il dubbio che la Chiesa sia diventata una specie di ONG che di dogmatico e teologico non ha più nulla. Ora ci si mette anche l'evidenza come, ad esempio, il silenzio sulla strage di cristiani nei paesi dell'Islam e il viaggio, ad esempio, in Romania, dove pare che gli zingari abbiamo ricevuto una beatificazione che nemmeno alle vittime del comunismo di Ceausescu è stata assegnata.

Attendiamo, quindi, la reazione del neovescovo lucchese di fronte alla bestemmia di eliminare le candele di cera per la Luminara, manifestazione unica e antichissima oltreché intoccabile, per tutti i lucchesi del mondo.

Se ne sono accorti, della bestemmia, invece, gli esponenti del centrodestra i quali, se non vogliono finire come a Capannori, sarà il caso che comincino ad aprire gli occhi e a mobilitarsi per sconfiggere la sinistra e la Chiesa odierna sua alleata e per non demolire l'identità collettiva, religiosa e nazionale, culturale e storica, sessuale e antropologica della nostra povera penisola. Al confronto i barbari erano dei gentlemen.

Noi riceviamo ogni giorno attestati di gratitudine e riconoscenza per essere rimasti, in questa provincia e in questa città, l'unica voce fuori dal coro. Una volta, quando chi scrive era nelle fila della redazione lucchese di un quotidiano fiorentino, parlar male o anche solo criticare la Chiesa e la Dc, era come parlar male di Garibaldi. Anche per questo, alla fine, ce ne siamo andati.


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