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Lucchese: con la faccia come il culo o con il culo in faccia?

giovedì, 20 giugno 2019, 23:49

di aldo grandi

In consiglio comunale, racconta stasera il nostro Eliseo Biancalana, è divampata la polemica perché nessuno della Lucchese si è presentato a ritirare le medaglie per la salvezza conquistata sul campo nonostante le vicissitudini societarie. Il sindaco e altri consiglieri di maggioranza sono rimasti sorpresi per questa palese violazione del protocollo che altro non vuol dire se non che la squadra e lo staff tecnico, con l'attuale amministrazione comunale di Sinistra non vogliono avere niente a che fare. Non hanno tutti i torti i ragazzi di Favarin e Obbedio. Non solo perché nessuno, in fondo, credeva alla possibilità di salvarsi sul campo, ma, soprattutto, perché il sindaco ha avuto un comportamento che definire schizofrenico sarebbe un eufemismo. Come si può, infatti, parlare di solidarietà verso la squadra, di disponibilità a cercare soluzioni e, poi, invece, presentare un decreto ingiuntivo per 100 mila euro per gli affitti non pagati dalla Lucchese negli ultimi tre anni? E perché non mandare qualche giardiniere a dare una sistemata al prato del Porta Elisa invece di lasciare che ad occuparsene fossero gli stessi giocatori? Ma cos'è?, una presa per il culo? Ciònonostante sbagliano le opposizioni a strumentalizzare le drammatiche vicende sportive rossonere attrubuendo ogni responsabilità a mister Tambellin man e al suo fidato compagno di giunta e assessore allo sport Stefano Ragghianti. Non crediamo davvero che se al posto di Tambellini ci fosse stato il centrodestra, la Lucchese avrebbe miracolosamente trovato sponsor e imprenditori di casa pronti a svenarsi per aiutarla.

Purtroppo tutto diventa occasione di scontro e di polemica politica. Anche quando non c'entra nulla. Vediamo un attimo. E' notorio che i tifosi rossoneri della Curva Ovest sono tutti, sistematicamente, spostati verso destra e contrari al sindaco che non mancano mai di definire con aggettivi tutt'altro che edulcorati. E' altrettanto risaputo che CasaPound è vicina ai colori rossoneri nemmeno si trattasse della madre di tutte le battaglie e non ci fossero, perdonateci l'ardire, altri problemi di altrettanta importanza e urgenza di soluzione. Da questo dovremmo dedurre, in poche parole, che i veri tifosi della Lucchese sono a destra e quelli fasulli a sinistra. Stronzate. Generalizzazioni e considerazioni prive di tutto, ma, in particolare, di intelligenza.

Niente da dire sul fatto che la Lucchese si è salvata anche grazie all'amore straordinario manifestato da centinaia, migliaia di supporters molti dei quali stipati, onestamente, in Curva Ovest, ma da qui a farne una bandiera politica ce ne corre eccome.

Il sindaco, è vero, se avesse manifestato per la Lucchese, sin dal suo primo insediamento, lo stesso fervore avuto verso l'assistenza dei clandestini nella tendopoli di S. Anna, forse qualche presenza in più allo stadio e qualche coro in meno al suo indirizzo ci sarebbero stati. Ma Tambellini è così, non gli parlate di calcio o di agonismo che lui subito pensa, come tutta la sinistra, alla competizione capitalista e al fascismo da stadio. Se volete ottenere udienza dal primo cittadino, bene, portategli il vescovo e fategli fare, a braccetto, il giro delle mura in segno di solidarietà e accoglienza verso i sommersi e i salvati del Mediterraneo e vedrete che si ergerà in tutta la sua figura pronto a radunare migliaia di adepti pronti a morire per i fratelli in camicia, pardon dalla pelle nera.

La Lucchese sta affondando non per colpa della giunta o dei politici verniciati di rosso. La Lucchese sta andando a puttane perché coloro i quali si sono susseguiti al suo vertice societario sono, sistematicamente, dei bla bla bla men, gente che apre la bocca perché ha fiato da sputare, che dà ad intendere fiabe senza storia a destra e a manca, che cerca una sovraesposizione mediatica per sfuggire alla propria mediocrità esistenziale e professionale, che non ha il becco di un quattrino e si illude di poter diventare imperatore. La colpa è anche di tutti quei colleghi, perdonateci, che non lasciano passare un giorno senza dire tutto e il contrario di tutto, che dovendo riempire per forza gli spazi bianchi dei menabò sportivi, ci infilano quello che, quel giorno, passa il convento e il convento, per dirla tutta, non passa più niente da un pezzo.

Noi abbiamo scelto il silenzio, in particolare perché colpiti e sorpresi dall'impresa della squadra di mister Favarin e mister Langella, di Antonio Obbedio, i quali hanno centrato l'obiettivo senza l'aiuto di nessuno se non della città e dei suoi tifosi. Nonostante ciò abbiamo assistito alle interviste dei vari personaggi coinvolti in questo monopoli senza titoli con l'unico contratto in vendita e in acquisto, quello della Lucchese Libertas 1905, dal costo ridicolo e da vergognarsi a spenderlo, di 1 euro.

E tutti lì, in attesa di spolpare quel che contiene la Lega Pro nella cassaforte rossonera chiusa a doppia e tripla mandata ché, altrimenti, sarebbe già stata saccheggiata dai pirati che poi se ne sarebbero fuggiti con il denaro in tasca. Altro che salvare la Lucchese, altro che concordato preventivo, altro che rateizzazione del debito. La verità è solo e soltanto una: non ci sono soldi e non c'è nessuno che li ha ed è disposto a cacciarli fuori per salvare, realmente, la Lucchese. Ed ecco le interviste a cazzo di cane, che anche noi, onestamente, a volte pubblichiamo, nelle quali personaggi senza spessore lanciano moniti e annunciano ultimatum sperando che qualcuno gli dia ancora credito e consegni le chiavi per aprire il forziere dove sono custoditi i soldi della Lega destinati alla società rossonera. 

La Lucchese, molto probabilmente, non ce la farà a trovare quella salvezza fuori dal campo di gioco che ha raggiunto, invece, giocando a calcio. A proposito, il manto erboso del Porta Elisa, che già faceva schifo a campionato in corso, adesso, che fine farà?


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