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Ce n'è anche per Cecco a cena

Gay Pride, massimo grado di priorità per Tambellini e la sua truppa

venerdì, 5 luglio 2019, 16:29

di aldo grandi

Oggi se non sei gay, bisex, lesbo, trans, queen, se non hai preferenze sessuali orientate un po' su tutti i letti possibili e immaginabili, se ti piacciono solo le donne e, soprattutto, se te ne piace e ne ami solamente una, non solo non sei niente e nessuno, ma sei anche un soggetto discriminato alla rovescia, ossia vieni additato come intollerante non perché non sopporti qualcosa o qualcuno, ma perché, per il semplice fatto di essere normale, automaticamente sei contrario a chi, invece, considera legittimo essere tutto e il contrario di tutto. Sappiamo che all'interno della sinistra lucchese c'è una varietà di soggetti che nemmeno nella fauna della foresta amazzonica, ma non immaginavamo che per questo sindaco che si scandalizza per un Rolex al polso, ritenere una priorità irrinunciabile sfilare al Gay Pride pisano di domani fosse un must. Purtroppo viviamo in un mondo dove le (S)carole di turno altrimenti dette indivie, non solo sono buone e accoglienti su un piatto d'autunno o inverno, ma anche in estate e in mezzo al Mediterraneo, impegnate a raccattare presunti naufraghi i quali naufraghi non sono, ma che a qualcuno fa comodo ritenerli tali. Toscana Pride, che cosa, poi, ci sia di orgoglioso nel manifestare sarebbe interessante qualcuno ce lo spiegasse, ma siamo certi che stiamo chiedendo troppo. E comunque abbiamo sempre pensato che ognuno, col suo, fa quel che gli pare. Il fatto è che qui si va ben oltre il proprio e si finisce per pretendere di inquinare e condizionare quello degli altri.

Se andiamo a leggere i temi del raduno omosessuale di Pisa ci accorgiamo che il problema non è solo quello di rivendicare il diritto a fare sessualmente ciò che ci piace e ci pare, ma la volontà di arrivare a far ritenere normale e giusto ciò che normale e giusto, per la stragrande maggioranza delle persone, non è mai stato, non è e, ci auguriamo, non sarà mai. Ci riferiamo, in particolare, alle questioni riguardanti le famiglie, i matrimoni, le adozioni la pretesa, cioè, di essere diversi e, allo stesso tempo, normali e con gli stessi diritti di una famiglia tradizionale. Per cui, ad esempio, non basta che un Lgbtq possa svolgere una qualsiasi attività senza essere, per questo messo alla berlina, ma ora bisogna spingersi sempre più avanti, fino a ritenere assolutamente normale un'adozione per genitori dello stesso sesso o anche genitori che abbiano un sesso incerto o indefinito. Si viaggia verso una neutralità che consentirà a chiunque di poter fare tutto e chiunque non è d'accordo viene accusato di voler costringere una minoranza all'emarginazione. Ecco la scusa, fiorente sulla bocca degli stolti verniciati di rosso e targati Pd o sinistra più o meno parlamentare. Nessuna distinzione tra esseri umani nel senso che ognuno può scegliere quel che vuole essere indipendentemente da ciò che è per natura. Anche qui, come si vede, annichilimento di ciò che è stato fino ad oggi il senso comune anzi, il buonsenso che ha governato l'umanità.

Ecco, allora, lo stesso criterio di appartenenza tra coloro che chiedono l'uguaglianza sessuale non come diritto a vivere la propria sessualità, bensì come richiesta esasperata di una uguaglianza a prescindere, urbi et orbis impossibile e inesistente. Niente più distinzione, ma omogeneità sessuale, omogeneizzazione tra esseri indefiniti, niente più confini, niente più stati, in sostanza, il caos e il delirio al potere. Queste cose le avevamo già sentite durante il Sessantotto e le sue degenerazioni, ma adesso sono diventate la bandiera di una Sinistra che non sa più dove pescare i propri seguaci se non tra coloro che vogliono tutto e, allo stesso tempo, non vogliono niente. Una società non solo senza classi ché quelle, ormai, non esistono più, ma senza sesso e senza identità, senza appartenenza e senza coscienza, una umanità buona per i Nuovi Organismi Sovranazionali il cui unico minimo comune denominatore è rappresentato dal denaro quello e questo sì, davvero, senza identità alcuna.

Quando un'amministrazione comunale che si dice di Sinistra e che dovrebbe stare vicino a coloro che, realmente, hanno una necessità urgente di protezione - e la città è piena di italiani in disastrate e disastrose condizioni economiche - ritiene che sia prioritario sfilare accanto a chi ostenta la propria diversità senza farne, al contrario, motivo di riservatezza e rivendicazione, quella sì, al vivere la propria sessualità, vuol dire che la Sinistra, ormai, a parte antifascismo obsoleto e sesso in quantità post industriali oltre a immigrazionismo spinto e musulmanesimo diffuso, non ha più una bussola che ne determini il cammino. Il Togliatti di qualche decennio fa, con la sua storia amorosa piuttosto anomala, sarebbe, di questi tempi, una educanda e non ce lo vediamo, come non vediamo la generazione che sconfisse il fascismo e il nazismo durante gli anni della Resistenza, organizzare cortei a sostegno di tematiche da sempre, giustamente, considerate personali e attinenti la sfera privata.

Noi abbiamo sempre creduto che prendersela con chi è più debole o, semplicemente, più solo perché diverso dagli altri o troppo uguale a se stesso, sia un comportamento esecrabile. Che il bullismo, qualunque esso sia, debba essere perseguito senza se e senza ma. Che ognuno abbia il diritto di esprimere la propria sessualità senza, per questo, pretendere di sottoporre gli altri ad una sorta di brain washing affinché ciò che è minoritario debba diventare maggioritario anche contro ogni evidenza.

Per noi e lo diciamo senza timore, la natura conta più della cultura. A meno che non si voglia costruire una realtà fatta di esseri senza senso e senza dimensione. 


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